ubcfumetti.com
Indice del SitoNovità !Cerca nel SitoScrivi a uBC
MagazineRecensioni




" Danza con la morte"


Pagine correlate:

Queste donne che scendono in piazza con le foto dei loro cari ed un fazzoletto bianco in testa, quelle sono i nostri eroi...

La coscienza del vampiro
recensione di Michelangelo Benedettini



TESTI
Sog. e Sce. Mario Faggella
   

A caccia di un vampiro solitario, Harlan giunge a Madrid (tappa che precede una lunga trasferta sudamericana) per indagare sulla morte di alcuni personaggi compromessi con il regime dei Colonnelli nell'Argentina degli anni '70 e responsabili della scomparsa di migliaia di oppositori politici e semplici cittadini.

Faggella, al suo esordio sulla testata, confeziona un racconto denso di emozioni e spunti per riflettere anche ad albo chiuso: ritmo incalzante, dosata miscela di azione (se si cerca il pelo nell'uovo risultano un po' forzati i comportamenti dei "cattivi" braccati, al limite dell'autolesionismo) e di riflessione, che si palesa nell'apparizione degli spettri delle vittime, che ci ricordano con crudezza il percorso di dolore che hanno attraversato.
Vividi flashback ci trasportano nei sotterranei di una prigione segreta, dove le grida dei detenuti si confondono con le inumane risate degli aguzzini. Le fotografie sorrette in corteo dalle madri dei desaparecidos, così come i resoconti delle torture, accompagnate dai nomi delle vittime, ancorano le nostre coscienze incredule alla raccapricciante realtà.
I dialoghi a volte appaiono appesantiti dall'enfasi cui inevitabilmente conduce la severità dell'argomento in questione: pur perdendo in spontaneità, si è scelto (a nostro parere, in maniera funzionale al racconto) di affidare alla voce dei vari personaggi posizioni più universali rispetto al ruolo individuale ricoperto nell'intreccio.
L'usuale numero di tavole, 94, forse insufficiente al cospetto di una storia così complessa, non lascia un attimo di respiro al lettore, che viene trasportato, vagamente disorientato, in una molteplicità di luoghi, attraverso una narrazione che non si risparmia salti avanti ed indietro nel tempo e nel soprannaturale, in dimensioni in cui le paure ed i sensi di colpa si materializzano al punto da sconvolgere la mente di uno di quei non-morti che abbiamo imparato a conoscere solo come cinici e fedeli servitori di potenti Maestri della Notte.

"Un popolo senza memoria non è niente"    

L'abilità narrativa dell'autore consiste nel far convergere nella capitale spagnola e nello stesso periodo di tempo due vicende iniziate molti anni prima nello stesso luogo, al di là dell'Oceano Atlantico, in una prigione clandestina. E se in una delle due sotto-trame il non-morto Solanas lascia al Dampyr il compito di concludere la vendetta da lui intrapresa, fornendo così un interessante spunto narrativo (essere vampirizzati in America Latina:"una sorte toccata a molti nel nostro Paese" ci fa sapere Solanas), nell'altra la rivelazione della vera identità di Victoria, che si accompagna all'estrema confessione del suo patrigno, non richiede nessun ulteriore scioglimento, solo un attimo di riflessione da parte del lettore per la durezza di una realtà che travalica le pagine di un fumetto.

Il crimine peggiore è il crimine di cui si vuol far perdere la memoria storica. Cosa c'è di peggio dell'educare nell'ignoranza, per così dire, del passato, i figli delle proprie vittime?



DISEGNI
Fabrizio Russo    

   
 
La prova di Fabrizio Russo si adatta bene al racconto di Faggella, pur se non sembra riuscitissimo il diverso tratteggio utilizzato per evidenziare i flashback rispetto alle tavole ambientate ai giorni nostri. Inoltre risentono di una certa staticità alcune scene d'azione e qualche primo piano, difetti che vengono compensati dall'originalità di alcune inquadrature in vignette di grandi dimensioni (2/3 della pagina) e dal fascino che emana il volto di Victoria, il (bel) personaggio femminile.

(70k)
Harlan incontra Solanas
disegni di Fabrizio Russo (c) 2005 SBE



GLOBALE
 

Un' immersione negli abissi del passato.
Un intreccio che si dipana tra indicibili sofferenze e un'inestinguibile sete di giustizia.
E la presenza ingombrante dell'assenza.
L'assenza di verità.
L'assenza dei corpi delle decine di migliaia di desaparecidos, che continuano a vivere da trent'anni nel ricordo dei parenti, memoria corale che molti pretenderebbero di cancellare; la mancanza di coraggio da parte di chi, a conoscenza dei crimini, si è semplicemente voltato dall'altra parte, vilmente, e il bisogno di sapere di chi è sopravvissuto, fortunosamente, alla propria famiglia; l'assenza di umanità, che vede persone comuni trasformarsi in freddi assassini, che tutti noi vorremmo sapere puniti e tormentati dagli spettri delle loro vittime senza sepoltura.
Come accade in questa storia.
E nel messaggio che ci porta, che non è indolore.
Neanche Harlan riesce a nascondere il suo disagio, impegnato, come è, in una corsa contro il tempo per salvare gli antichi assassini rimasti impuniti, dalla furia di Arturo Solanas, vendicatore di innocenti e mille altre cose ancora;
una vittima, prima di tutto, di quel regime militare che terrorizzò l'Argentina negli anni Settanta ed Ottanta; in seguito elevato al rango di non-morto da un Maestro della Notte, il Condor, per il suo valore (se così si può dire) e per la sua bramosia di potere, spietato ed efficiente carnefice dei suoi stessi compagni di sventura; infine, ribellatosi alla sua natura, in un estremo atto d'umanità verso la donna amata, condannato ad una fine atroce e riemerso dalle brume del tempo per compiere una sommaria giustizia: "un povero fantasma in esilio da un paese che ha esiliato la memoria". Ancora, un criminale che uccide per espiare le proprie colpe, che uccide chi ama e uccide chi odia, per uccidere il passato che lo tormenta, un passato che tormenta tutto un popolo, che è ancora causa di divisioni profonde; non per niente vengono chiamate in causa due figure simbolo della nazione del tango, Carlos Gardel ed Astor Piazzolla, i cui fantasmi si ergono a coscienze collettive di un popolo che è ancora alla ricerca di giustizia e verità.

Una piccola riflessione personale: un Harlan senza troppi scrupoli, confessa di non essere contrario all'uso della forza con gli scagnozzi di turno. Forse appare semplice ed immediato riconoscersi nelle sue parole da giustiziere spara-tutto in un siffatto mondo di violenza, dopo che il lettore ha accumulato tanto sdegno per le malefatte delle Squadre della Morte nonchè, nella finzione letteraria, per il recente pestaggio di un leale comprimario del Dampyr; ma non si è forse un po' ecceduto nei toni? Anche un fumetto deve stabilire con chiarezza dove passi quel sottile confine tra severa giustizia e indiscriminata vendetta.
Forse la migliore risposta sono le lacrime di Victoria-Malena, lacrime per la morte del patrigno-complice degli assassini dei genitori naturali, eppure padre affettuoso per un'intera esistenza; lacrime (di perdono?) che sono il controcanto ideale a quella doverosa ed inestinguibile sete di giustizia.

La copertina di Enea Riboldi riprende il tema del "ballo spettrale"; pur entrando solo marginalmente nel racconto, il tango ha la sua importanza come elemento di continuità nella storia argentina degli ultimi cento anni e più.

Vedi anche la scheda della storia.
 

 


 
(c) 1996 uBC all right reserved worldwide
Top
http://www.ubcfumetti.com §