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Intervista a Tito Faraci
di Emanuele De Sandre

Per la biografia dell'autore vedere la Scheda del Database.


Pu� uno scrittore di trentasei anni aver gi� alle spalle collaborazioni con le quattro pi� grosse case editrici di fumetti italiani? Con il suo sbarco in Bonelli Tito Faraci griffa il suo curriculum di sceneggiatore in modo difficilmente imitabile. Ironico per natura, Faraci fa della commistione di generi il suo cavallo di battaglia, senza dimenticare mai di innervare le sue avventure con robuste trame, retaggio dell'immortale amore per il genere giallo-nero. Scrive per molti per non appartenere a nessuno, ma anche per non annoiare il lettore prima ancora che s� stesso. Un autore entrato in via Buonarroti quasi in punta dei piedi, ma al quale la Bonelli ha dato subito molta fiducia. E anche noi lettori.

A cosa stai lavorando adesso?

A un Magico Vento su soggetto di Manfredi, che speriamo possa essere disegnata da Piccatto. E' un soggetto molto interessante su cui penso di aver lavorato bene. Una storia molto visionaria, scritta apposta per il disegnatore. Sono poi al lavoro su un Magico Vento di cui � mio anche il soggetto, il titolo provvisorio � "Cacciatori e prede", la sta disegnando Mastantuono, e ce n'� di ogni!

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Tito Faraci inquisito da Manetta e Sassi, disegno di Giorgio Cavazzano
(c) 2002 Disney Italia
   
Poi ci sono un po'di Nick Raider che sto scrivendo in parallelo (fra gli altri, per i Cestaro e per il neoassunto e bravissimo Massimiliano Leonardo, alias Leomacs). Sono a met� di un gigante per Dylan Dog, e ne ho appena consegnato uno "normale" che disegner� Cossu.

A proposito, di Dylan ce n'� in lavorazione uno da parte di Stano mentre � gi� pronto quello che ho scritto per Di Vincenzo. Sto scrivendo un Diabolik per Zaniboni, con molte automobili. Zaniboni si diverte molto a disegnare automobili, anche d'epoca, e io gli insceno un gran premio di Clerville che veda gareggiare anche auto d'epoca, un po' come accadeva nei vecchi fumetti, Michael Valiant e cose del genere. Sembrer� un fumetto super retr�, coi piloti pazzi, ma ogni tanto � divertente farli.

Tito Faraci, un paio di coordinate socioanagrafiche.

"Sono nato nella radice cubica della provincia, trovavo i fumetti nell'edicola del paese vicino..."
   

Ah, si. Questa � la parte pi� imbarazzante. Io sono nato nella radice cubica della provincia. Considera che Varese sebbene sia un capoluogo � pur sempre un posto di provincia. In provincia di Varese c'� Gallarate, vicino a Gallarate c'� un posto che si chiama Lorate Pozzolo. Nella frazione di Lorate Pozzolo che si chiama Sant'Antonino Ticino, 2000 abitanti, sono nato io. Provincia profondissima. Per andare a prendere i fumetti dovevo prendere la bicicletta e andare nell'edicola pi� fornita del paese vicino...   


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Un cadavere di troppo

• di M. Zucchi (68%)

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Killer per miracolo!

• di E. De Sandre (82%)

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Animali da obitorio

• di E. De Sandre (77%)

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Ronnie & Richard

• di M. Zucchi (61%)

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Raider E.R.!

• di E. De Sandre (90%)

Ma sono queste le cose epiche che formano un carattere...

Con l'inverno cessava un po' il momento della lettura... Comunque c'� stato questo grosso sogno di venirne fuori in qualche modo, per cui sono andato a vivere da solo che avevo appena 19 anni, con la scusa di andare a Pavia a studiare Storia e Critica del cinema. L'universit� non l'ho mai finita, ma � arrivato il lavoro.

Come hai iniziato?

"Giornalismo, Francesco Salvi, heavy metal, redazioni varie, finch� un giorno... "
   

All'inizio non erano neanche fumetti, facevo il giornalista, anzi per la precisione all'inizio facevo fanzine musicali all'universit�, poi un giorno Francesco Salvi, nel momento del Mega Salvi Show, cercava qualcuno che gli facesse la sua fanzine. Una sera a un concerto di gruppi alternativi che lui presentava, gli hanno indicato me. Mi ha chiesto se gli facevo una fanzine vera e propria che parlasse di lui. Per un anno gliel'ho fatta, si chiamava "Cosce" ed era allegata a un giornale che allora tirava tantissimo, 100.000 copie. Quando la cosa � finita sono rimasto alla casa editrice, che era la Vallardi di allora, adesso non c'� pi�, dove sono stato fondatore di un giornale di heavy metal e via cos�. Rispondendo ad un annuncio sul giornale ho iniziato a collaborare con una piccola agenzia che si occupava di fumetti, e ho iniziato a fare qualcosina per bambini. Poi sono passato ad occuparmi di publishing e relationship di personaggi grossi americani, tipo quelli della King Feature e anche in parte della DC Comics. Mi occupavo per� di cose un po' frustranti tipo il marketing. La cosa poi � andata a ramengo, ci si � lasciati abbastanza male, e a questo punto siccome comunque mi occupavo di fumetti sono andato a lavorare nell'agenzia di Gianni Bono, L'Epierre. Era la fine del '95. Dopo poco Gianni Bono mi disse "perch� non mandi qualche soggetto in Disney?", e quei soggetti andarono immediatissimamente bene! La prima storia che ho mandato di Topolino l'ha disegnata De Vita, la terza Cavazzano. Cavazzano � il mio mentore, gli devo veramente tantissimo. Con lui ho fatto un ciclo di storie del Commissario Manetta apparse anche nella raccolta "Topolino Noir" edita da Einaudi. Hanno avuto molto successo e anche una certa influenza, oserei dire. Con la Disney ci sono stati due anni molto intensi e produttivi. Contemporaneamente avevo conosciuto Mario Gomboli, attuale direttore generale dell'Astorina.

"Operativo per Astorina, Bonelli, Disney e Macchia Nera contemporaneamente!"
   
Con lui ho inziato a fare le prime cose per Diabolik proprio nel gennaio del '98, fino a che mi ha chiamato Luciana Giussani... Per poco non svenivo! E'iniziato cos� il periodo in cui lavoravo per Disney, Lupo Alberto e Diabolik, ma solo come soggettista; nel '99 � arrivato Dylan Dog insieme a Nick Raider, ma Nick � partito un po' in ritardo. Per un periodo tremendo ho lavorato con 4 poli di riferimento: Disney, Bonelli, Astorina e Lupo Alberto, del quale ho fatto nel '99-'00 anche i cartoni animati. Poi con Lupo Alberto � un po' finita, anche se con Silver sono rimasto in ottimi rapporti, era il personaggio con il quale trovavo maggiori difficolt�.

Avessi detto 4 case editrici qualsiasi, ma sono le pi� grosse d'Italia...

Quando lo racconter� ai nipoti mi diranno che il nonno � un po' scemo e racconta un sacco di balle. Come ti ho detto, nel periodo 1999-2000 lavoravo a pieno regime per tutti e quattro. Diventavo assolutamente pazzo. Poi c'� stato il periodo in cui ho allentato con la Disney fino ad azzerare, adesso ho deciso che con la Disney sar� una collaborazione di tipo qualitativo e non quantitativo e loro sono contenti cos�. Le ultime cose che ho fatto per Topolino & Co. le ho fatte perch� avevo voglia di farle.

A quali dei personaggi di queste case editrici sei maggiormente affezionato?

"Ognuno dei personaggi di cui scrivo le avventure ha un motivo per essere il mio preferito..."
   
E' difficilissimo risponderti, e non lo dico per diplomazia, credimi. Cominciamo da Bonelli: l� � come essere in famiglia, sono i fumetti che in fondo leggevo quando ero ragazzino, c'� un respiro narrativo molto ampio, le 94 tavole che sono tante, rispetto alle 30 di Disney in cui bisogna risolvere tutto in fretta, e se avete letto Topolino Noir sapete che ritmo intenso e asciutto tenevo nel raccontare. Ho imparato moltissimo lavorando in Disney.

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Topolino Noir, edito da Einaudi nella collana Stile Libero
   
Mi sono trovato subito molto bene anche per il rapporto amichevole con gli editor per cui lavoro. In Bonelli sono partito subito con un personaggio importante come Dylan, e un personaggio difficile e soddisfacente come Nick, e adesso Magico Vento. La parentesi di Cico � stata pure molto soddisfacente, seppur una parentesi. Perci� mi trovo bene, � una cosa a livello umano molto importante, una fatica, un grosso impegno, e rappresenta un certo aspetto del mio scrivere che �, come detto, il grande respiro delle storie. Con la Disney c'� un amore anche difficile da descrivere, l'amore che ti rimane dentro per il personaggio. Il rapporto che ho con Topolino personaggio � difficile da spiegare, ritrovo delle tracce del mio modo di scrivere Topolino anche mentre faccio Dylan Dog o altre cose. Dopo un po' che sto lontano dalla Disney in qualche modo e in qualche misura mi devo sempre un po' riavvicinare. E' come una sorta di bellissima malattia. E anche l� c'� un bellissimo rapporto di amicizia e gratitudine. In Diabolik c'� tutto il fascino di un epoca, di un certo fumetto pulp, e tale sta tornando, tarantiniano, che a me piace molto. Con Gomboli mi trovo benissimo... e comunque Diabolik � un colosso del fumetto, quindi come vedi scegliere � difficilissimo davvero.

Io ho scoperto Diabolik da pochissimo e lo trovo divertentissimo...

"Diabolik: il peso e la potenza della sceneggiatura"
   

Un'altra cosa che mi piace dello scrivere Diabolik � che richiede molto ingegno, insieme ad un ulteriore aspetto importantissimo: in Astorina sono privilegiati i testi, le storie rispetto i disegni, e ci si sente veramente importanti come sceneggiatori, forse fin troppo. La trama, l'intrigo e la sua soluzione spesso pesano di pi� dei personaggi, e certamente di pi� del disegno con cui vengono ritratti.

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Nella tana del lupo

• di E. De Sandre (5/7)

Quello che mi piace di Diabolik rispetto ad alcuni albi Bonelli � il non aver paura di stupire, di "spararla grossa"...

"...� un fumetto sfacciato, sanguigno, che avanza con potenti impennate e colpi di scena maestosi... "
   
Si, � un fumetto potente, sfacciato, perch� il fumetto � una cosa sanguigna, dove tutto va avanti a volte con potenti impennate, colpi di scena potenti. Nel fumetto ti ci devi immergere fino ai gomiti, non so come dire. Quando il fumetto diventa troppo controllato rischia di essere noioso, e per questo amo gli sceneggiatori capaci di stupire. Io stesso a volte mentre scrivo cerco di stupire me stesso, cambio le carte in tavola a met� storia, quando ormai ho deciso come andr� a finire, perch� so gi� tutto e mi sto annoiando. Inserisco un colpo di scena in mezzo che non mi aspettavo neanche io! Diabolik � cos�, sorprende sempre.

Scrivendo Nick Raider e Diabolik vai da un estremo all'altro di quello che abbiamo definito il controllo dell'albo�

Io e Queirolo siamo un po' strani, per questo forse ci troviamo cos� bene anche dal punto di vista umano: mentre abbiamo un rigore gigantesco nel controllare la tavola, la sequenza, la credibilit� della cosa, ci piace anche creare la storia man mano che la scriviamo, ci piace lavorare senza soggetto certe volte, e a met� storia dare un'impennata. E' come se camminassimo coi piedi di piombo, per� a volte esplorando strade che non sappiamo dove ci porteranno. Per�, ripeto, lavorando cos� con cura, in un certo senso lentamente, l'impressione generale per Nick Raider � quella di un fumetto molto controllato dove tutto quadra perfettamente. In realt� come detto ci sono anche ampi margini di una improvvisazione controllata. Renato in queste cose � eccellente, un misto di creativit� e di rigore notevole.

A questo proposito, se vuoi e se puoi, quali sono le persone che indicheresti come tuoi maestri nello scrivere?

Adesso ho citato Renato, dal quale ho imparato moltissime cose dal punto di vista della tecnica, del rigore, della messa in scena, e del piacere del dettaglio realistico, che comunque io avevo gi� perfino in Topolino. Ti nomino Mauro Marcheselli, che � stato importantissimo perch� � anche un amico, mi ha insegnato tanti trucchi, anche in un certo senso mi ha aiutato in una cosa che avevo sempre ma andava ancora pi� coltivata: amare molto il lettore e dargli quello che vuole, ma senza sentirsi sviliti, fare un fumetto che possa innanzitutto piacere, divertire.

"Da Marcheselli ho imparato questo: amare il lettore, dargli ci� che vuole senza sentirsi sviliti... "
   
Mauro ha soprattutto moltissimo buon senso e oltre ad un sacco di idee notevoli, sfido che poi ha scritto quei soggetti che ha scritto! Ha dei guizzi, basta una sua telefonatina quando sei in panne e te ne fa uscire. Detto fra noi, dal punto di vista umano io sono un tipo che si deprime, mi abbatto e certe volte non bado alle cose che vanno bene, e per una cosa minuscola mi sento il peggiore del mondo. Mauro � anche l'amico che sopporta qualche lacrimuccia sulla spalla e ti fa capire che stai prendendo le cose dal punto di vista sbagliato.

E' bello riuscire a lavorare in questo modo, integrando rapporti umani e professionali�

"Sisto, Cavazzano, Gomboli, Marcheselli, Queirolo: maestri e amici"
   

Per me � sempre stato cos� e non potrei lavorare altrimenti. In Disney ho avuto rapporto molto molto importante anche a livello umano con Ezio Sisto, il caporedattore, che in un certo senso � stato il mio scopritore, colui che mi ha dato subito questa enorme fiducia: lui ha fatto il gesto di mandare subito la mia prima sceneggiatura a Massimo De Vita, e quelle subito dopo a Romano Scarpa e a Giorgio Cavazzano. Lui ha creduto molto in me e io credo molto in lui. Poi con Mario Gomboli siamo a livelli che si mangia assieme 2 o 3 volte la settimana, quindi non so neanche cosa dire� Se gli telefono meno di 2 o 3 volte al giorno credo si chieda che fine ho fatto.
Ho lasciato in fondo Cavazzano, che � come uno zio, un pap� o qualcosa del genere. Non so neanche esprimere con parole la gratitudine e l'affetto che nutro per lui. Queste sono le persone che cito, ma poi c'� stato un rapporto particolare anche se breve ma molto importante con Luciana Giussani e questo va detto.

Passiamo ai Disney, il tuo personaggio preferito hai detto essere Topolino�

"Topolino, il primo amore... "
   
Si, � l'eroe della porta accanto, perch� l'immedesimazione la potevi avere con Topolino, non con Paperino, Topolino "sei tu", un eroe un po' alla Frank Capra. Il problema � che per molti anni si � dimenticato qual'era il punto di partenza dei fumetti Goddfredson e si � fatto questo Topolino che risolveva tutti i guai a Basettoni ma non si sa perch�! Fa il detective dilettante ed � un primo della classe... Il Topolino che ho voluto recuperare io all'epoca in cui lavoravo molto per la Disney, � un Topolino in cui c'� un grosso lavoro di identificazione con il lettore, � il Topolino che mentre � a casa a leggere il giornale improvvisamente scopre che il suo vicino � un alieno, parte per un'avventura incredibile e finisce al punto di partenza. Un eroe come noi, con una grossa carica umana. Inoltre � un personaggio adatto alla commedia, con una commistione di generi e sentimenti che mi � sempre stata molto cara.

Quindi anche per Diabolik si pu� fare lo stesso discorso, visto che nelle avventure del re del terrore si passa dal rosa al nero in una vignetta�

Non solo, ma in Diabolik effettivamente oltre alla commistione di generi posso introdurre anche un po' d'ingegno. Il personaggio � un po' freddino, ma qua e l� infilo due o tre battute umoristiche sapendo che Mario (Gomboli) le taglier�...

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Baldo l'allegro castoro!.
(c) Disney Italia

Quando e come � nato Baldo l'Allegro Castoro?

Mammamia! Baldo l'allegro castoro � una cosa che era contenuta in PK, in particolare negli Angus Tales, storie pitturate da Silvia Ziche in coda all'albo. Molto molto pulp, con queste voci fuori campo in prima persona che un po' sono diventate un mio marchio di fabbrica, per quanto se vuoi piuttosto banale, per� usato in quel modo pi� Spillane che Chandler, con questa ironia virile... E c'era un personaggio che doveva interpretare il mondo Disney all'interno del fumetto: i protagonisti vedevano i cartoni di Baldo, collezionavano le sue figurine, poi c'erano i maniaci di Baldo che si vestivano da Baldo nelle convention, eccetera. Una specie di presa in giro, con molto affetto, dei fanatici della Disney che sono molto pi� impallinati dei fanatici della Bonelli anche se certamente altrettanto affettuosi...;-)

"Tutta la verit� su Baldo l'allegro castoro... "
   

Esisteva gi� prima che tu lo introducessi in Disney?

No, � nato cos�. Comunque anche nei Simpson c'� qualcosa di simile, e anche in Lil' Abner se non ricordo male. E' un giochino che ogni tanto si fa.

Speciale
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Il Tesoro dei McKenzie

• di P.Dionisio (7/7)

Da dove deriva il tuo amore per i nani di gesso, elementi fissi in lavori come Infierno, Lupo Alberto con Artibani e Cavazzano e non ultimo Martin Myst�re?

Quell'albo di Martin Mystere l'ho fatto per Bonelli prima ancora che mi chiamassero. Venendo alla tua domanda: boh? Non lo so, forse perch� sono un ragazzo di provincia ed ero assediato da strani oggetti, soprammobili orribili e nani di gesso, non tanto in casa mia, quanto nelle villette circostanti. Poi ho coltivato una certa passione, ne ho comprato uno, potrei metterlo nella casa sul lago di mio suocero, ma lui, per motivi che non capisco, in giardino non lo vuole. Questa cosa mi ha molto offeso e prima o poi glielo piazzer� di nascosto! ;-)

"Il mio segreto sui nani di gesso! "
   

Ma fai parte o no del Fronte di Liberazione dei Nani da Giardino?

No, no! Che liberarli, devono stare in giardino! Se il mio lo metto in giardino e poi me lo liberano sarei rovinato� Gi� � crudele che io ne abbia uno e lo tenga in sgabuzzino�

(I famigerati nani di gesso)
L'ossessione dei nani di gesso, disegno di Giorgio Cavazzano da Lupo Alberto
(c) MCK 2001

Ti leggeremo ancora sui Disney?

Non spesso. Bonelli richiede un grosso impegno, ci sono molti disegnatori che vanno "alimentati". Comunque c'� sempre molto amore per la Disney e tutto quello che leggerete di mio sar� fatto con grandissima cura. In questo momento, dopo un distacco, c'� un certo riavvicinamento, di tipo soprattutto qualitativo. Quindi si, mi leggerete ancora, ma non nelle quantit� mostruose di un tempo. In fondo attorno al '98 avevo un po' anche saturato il mercato, ho fatto 100 storie nel giro di due anni, un po' troppe.

Com'� avvenuto lo sbarco di Faraci in Bonelli?

"L'approdo in Bonelli: da Gomboli a Castelli a Baitelli... "
   
Nel '98 vedevo gi� molto Gomboli, che � molto amico di Castelli. Alfredo � un caro amico, che stimo e ammiro parecchio, e a cui, per certi versi, mi sento affine. Insomma con Artibani abbiamo scritto una storia di Martin Mystere. L'ho scritta, come ti ho detto, che ancora non ero in Bonelli, tanto che quando qualcuno se l'� trovata fra le mani mi ha chiesto "e questa quando l'hai fatta?". Questo doppio albo per� non ha influito minimamente, � stato una sorta di incidente che non mi stava portando da nessuna parte in particolare, un episodio a se stante. Succede per� che il '98 � un anno molto soddisfacente, vinco il premio come autore emergente a Lucca, si comincia a parlare un po' di me anche oltre i miei meriti, e quindi si � generata un po' di attenzione.

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Arrivederci Groucho!

• di V. Oliva (69%)

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L'allievo non supera il maestro

• di A. Lingua (54%)

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Le balene restino sedute

• di G. Pelosi (52%)

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Di fronte a se stesso

• di V. Oliva (63%)

Per tutta una serie di motivi, soprattutto attraverso legami di stima con le singole persone, mi avvicino sempre di pi� al mondo Bonelli, ma � quasi una cosa scherzosa: loro "chiss� perch� non lavori ancora per noi?" e io "ma perch� non lavoro ancora per voi?" Poi un giorno mi telefona Maria Baitelli, caporedattrice di via Buonarroti, e mi chiede se mi interessava provare su due personaggi, Dylan Dog e Nick Raider. Io stavo per svenire, perch� erano veramente i personaggi che mi interessavano di pi�! Dylan Dog per quegli elementi di commistione di generi che adoro, oltre al fatto di sentire molto nelle mie corde il racconto sclaviano. E poi Nick Raider, storie di poliziotti come quelle che leggo alla sera e alle quali sono molto affezionato. Non ci volevo neanche credere. Sono andato ad incontrare lo stesso giorno Mauro Marcheselli e Renato Queirolo. Mauro mi � stato subito molto simpatico, Renato invece mi ha spaventato moltissimo, ma mi ha anche molto affascinato. Ho iniziato con una prima storia di Dylan Dog, che � andata bene anche se � una storia un po' normale, su binari tranquilli (e a volte me ne pento anche un po') che �
Il discepolo�

Ah, il tanto vituperato "Il Discepolo"�

Guarda che a molti � piaciuto, anche se � un albo classico� Il primo "scossone" � stato il "grouchino", dove mi sono scatenato e anche in redazione ne sono rimasti colpiti molto positivamente. Le prime cose che ho proposto a Renato invece mi sono state brutalmente stroncate, ma io ho la testa durissima. E lui pur avendomi demolito le prime storie continuava a chiedermi perch� non scrivevo per lui. Io quindi ho capito che ci eravamo capiti, che lui sentiva che io potevo lavorare per lui, d'altro canto io sentivo veramente il fascino della persona Renato Queirolo. Perci� verso la fine del '99 ho portato il terzo tentativo di soggetto per Nick Raider a Renato ed � andata bene. Da quel momento siamo partiti a velocit� super. Nel 2000 Marcheselli mi ha chiamato dicendomi "ti dobbiamo parlare di una cosa importantissima": mi ha mandato da Boselli che mi ha chiesto se me la sentivo di fare un Cico, che per loro � una cosa importantissima, "anche per me!" ho risposto.

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Cico Paperino!

• di E. De Sandre (77%)

Il mio primo Cico � praticamente un omaggio a Barks, no? Ne ho scritto anche un altro, il seguito, che uscir� fra due anni, ma non so se riuscir� a farne altri. Veniamo poi al marzo dell'anno scorso, quando Renato mi ha detto "perch� non mi scrivi un Magico Vento?" Io per un po' non ho proposto nulla perch� ero un po' intimidito, poi ci siamo incontrati con Renato e Gianfranco Manfredi e da l� � partita anche questa collaborazione. Per il momento non c'� altro in vista�;-)

C'� un'altra testata Bonelli con cui ti piacerebbe misurarti?

"Sogno Tex ma non mi sento all'altezza di confrontarmi con un mito simile"
   

Tex. Lo dico qui, non l'ho mai detto in redazione, ma non pretendo mi si chieda nulla. Mi piace molto Tex. Ma, ripeto, � solo un sogno: questa risposta non contiene nessuna implicita proposta. Non mi sentirei all'altezza di confrontarmi con un mito simile.

Nick Raider: cosa pensi da esperto di giallistica della "squadra omicidi" di via Buonarroti?

Francamente, senza nulla levare a chi l'ha scritta prima, ottimi sceneggiatori con una tradizione alle spalle, credo che il team composto da Piani, me e da Renato come sergente maggiore, con il suo rapporto di amore burbero verso di noi, sia una buona squadra. Innanzitutto perch� io e Piani, anche se abbiamo due modi di lavorare molto diversi, siamo molto amici e c'� una grande stima reciproca. Abbiamo un approccio al tipo di racconto realistico all'interno del giallo che attinge agli stessi riferimenti, anche proprio di letture, film o quant'altro. Io e Piani abbiamo iniziato ad andare al cinema assieme da quando ci conosciamo. Non solo: leggiamo gli stessi libri e addirittura consultiamo le stessi fonti per documentarci. Penso che in questo momento Nick Raider si stia molto risollevando e mi sembra che qualcuno lo stia notando anche fra voi lettori. Fra l'altro i disegnatori sono tutti giovani ma in grande fase di miglioramento. E' una testata che meriterebbe molta pi� attenzione.

Acquista in vendite un po'?

Mi auguro di si, non me lo dicono. Comunque resta la testata fatta con maggior cura e autocritica all'interno della Bonelli.

E anche le recensioni sono fatte con cura e autocritica�;-)

Ti dir� la verit�, anche Renato l'ha notato, "quelli di uBC son bravi" mi dice una volta, e detto da lui che non si sbilancia mai su niente�;-)

Qual � il tuo rapporto con la tanto criticata critica?

Io ho rapporti molto buoni con la critica e i critici, anzi tendo a dare un valore mostruoso alla critica, e tu sai che c'� invece chi non le d� minimamente retta. Io non minimizzo, anzi certe volte le do un valore persino eccessivo.

"Il rapporto con la critica..."
   
Mi lascio influenzare, ma proprio coscientemente, moltissimo. Non ho atteggiamenti snobistici e leggo tutto ci� che viene scritto sui miei lavori con grande attenzione.

E' cosa buona e giusta�;-) Comunque, al di fuori della Bonelli hai qualche progetto in ballo?

Si, ma per rispetto del disegnatore e per scaramanzia taccio�

Come ti trovi a maneggiare cos� tanti personaggi e tutti cos� diversi?

Bene, perch� non mi annoio e, spero, non annoio.

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La cover di Infierno, disegni di Silvia Ziche
(c) 2001 Phoenix
   

Non hai difficolt� nel passare da un'atmosfera, da una mentalit� all'altra?

Prima di cambiare personaggio leggo un albo bello del personaggio di cui vado a scrivere, mi basta quell'ora l�.

A quando un personaggio tutto tuo?

Non si dice, capiter�. L'orologio biologico ticchetta�

Di extrafumettistico ma pur sempre letterario hai qualcosa in ballo?

Si, ho gi� un contratto in mano per un romanzo, ma sto ancora riflettendoci. Dovrei metterci la firma e rimandarlo all'editore.

E ci stai ancora riflettendo?!

Devo ragionarci, � troppo lungo�

Ma non vuoi vedere il tuo nome a fianco di quello di� Gerard de Villers?

Si, ma 250 cartelle sono tante e sono un po' spaventato. Per� loro ci tengono molto e anch'io.

Una volta hai affermato che il fumetto � il tuo medium preferito. Perch�?

"...a me piace scrivere i fumetti! Non � una questione di soldi, n� di fama, n� di quantit� di pubblico: a me piace quello"
   

Perch� l'ho amato, l'ho letto molto e fa parte di un grosso immaginario mio anche di sentimenti, non solo di immagini.. L'ho amato molto e dopo un po' l'ho conosciuto anche bene. Alla fine mi sono appropriato dei mezzi. Il mio mestiere � proprio sceneggiare, impostare la tavola, certe volte perdo di vista il racconto perch� sono ossessionato dal comporre belle tavole, equilibrate, meticolosamente studiate, speriamo che si noti. Non so cosa dirti, � proprio una malattia� Amo moltissimo il fumetto sin da quando ero bambino e ora sto cercando di ricambiare dando tutto ci� che posso al fumetto. Non mi sento affatto frustrato nel fare i fumetti piuttosto che qualcos'altro. Nel '97 ho scritto la sceneggiatura per un cortometraggio che poi � stato accettato al festival di Sundance, ne hanno parlato anche i quotidiani, si sono lette interviste col regista che poi � andato in America dove l'hanno passato. Hanno invitato in America anche me, non a Hollywood certo, per� ho risposto che non mi interessava, "a me piace fare i fumetti!", non � una questione di soldi, n� di fama, n� di quantit� di pubblico, a me piace quello. Per me � una scelta, non la scelta meno peggiore, ma la migliore. Questo lo dico fiero di dirlo.

C'� qualcosa che non ti ho chiesto e che vorresti dirmi?

Che � un lavoro duro, basta. Esco per andare in studio tutte le mattine, e li scrivo, leggo, rileggo, riscrivo e risistemo fino a tardi. E' un lavoro che se lo fai cos�, lo fai tutti i giorni dell'anno, perch� se ti fermi anche per un solo giorno poi � difficile ripartire. E' un lavoro che ti entra dentro da tutte le parti, perch� ad un certo punto ti sembra anche impossibile che ti paghino per farlo, ha molto a che fare con la passione e con l'amore, non ti molla mai e tu non riesci pi� a mollarlo.
 

 


 
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