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uBC INTERVISTA

Intervista


  
Ai confini della Realtà
intervista negli universi di Michelangelo La Neve
di Camilla Patruno

In attesa di "Sebastian X", la storia di ambientazione americana che Michelangelo La Neve firmerà con Stuart Immonen presso Les Humanoïdes Associés, ripercorriamo col creatore di "Esp" alcune tappe della sua carriera.

In giro per la rete..
Les Humanoïdes Associés
il sito dell'editore francese

In realtà questo incipit e la scelta dell'impostazione cronologica servono a celare la mia incapacità ad ottenere succulente anticipazioni, visto che Michelangelo afferma: « Sulla trama di "Sebastian X" non dirò quasi nulla, perché é una storia che va letta senza sapere niente in anticipo. Posso dire solo che é ambientata in California in un futuro prossimo, e che il protagonista é una figura ambigua, a metà fra il terrorista e l'eroe popolare. Ci saranno molti dei soliti elementi che amo raccontare, come i sentimenti e lo sconvolgimento della psiche dei personaggi, ma questa volta sarà anche un fumetto politico. E' stato un sollievo poter attaccare e criticare poteri che in questo momento, in Italia, sono di fatto intoccabili. Mentre scrivo il secondo libro, Stuart sta disegnando il primo: sono molto ottimista sul risultato finale, perché lui, oltre ad essere bravissimo, potrà dare alla storia quel sapore americano che la renderà più vera."

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Sebastian X
disegni di Stuart Immonen
dal sito NEWSARAMA

Immonen é canadese, gli Humanos hanno una filiale americana: la storia verrà pubblicata oltreoceano?

Un'uscita americana é già prevista, sí, ma non so ancora se subito o dopo la pubblicazione del secondo volume in Francia. Immonen lavora negli USA per Marvel e DC, per me é molto interessante collaborare con un autore del suo valore, che viene da una cultura diversa dalla mia.

Dopo varie collaborazioni con Bonelli e serie tue, sei approdato in Francia, presso gli Humanos con "Le jour des magiciens". Come valuti il mercato del fumetto in questo Paese, soprattutto in rapporto alla situazione italiana?

Non sono così esperto per valutare la situazione del fumetto francese o italiano, o per fare una previsione sul futuro, so che sento parlare di morte del fumetto da almeno 20 anni, insomma è come "al lupo al lupo", ormai non ci credo più.
Per fortuna raccontare storie è ancora un'esigenza viva negli uomini, e io sono ottimista, perché la povertà del fumetto, rispetto al cinema e alla televisione, lo rende un po' più libero, meno inquinato dal condizionamento dei soldi e dall'invadenza della pubblicità. Insomma, tra le pagine dei fumetti è forse possibile trovare ancora un po' di sincera onestà.
Quanto alle diverse condizioni di lavoro, ai tempi di "Esp" ero costretto a scrivere ogni mese una storia di 94 pagine, e a seguire contemporaneamente tutte le fasi della preparazione degli albi. Così scrivevo tutto di getto, spesso con dei soggetti quasi inesistenti. Invece adesso sento il bisogno di lavorare sulla storia finché non sono abbastanza soddisfatto. E' quasi una sfida con me stesso. Questo è possibile in Francia, perché quel mercato è in grado di pagare questo tempo. Questo non significa che rinnego il fumetto seriale, anzi. Mi piace fare tutti e due.

Com'é cominciata l'avventura francese?

Cronologicamente è andata così: io e Marco Nizzoli abbiamo lavorato molto insieme, lui ha disegnato diverse storie di "Esp", due per la serie regolare mensile edita dalla Universo e i due comic book editi da Scarabeo.
Abbiamo deciso di fare un progetto insieme da presentare in Francia. Il perché è ovvio, per le possibilità che offre quel mercato, per la voglia di lavorare con calma su una storia e farla al meglio delle nostre possibilità, per uscire dal meccanismo del lavoro seriale (che non ripudio, ma è bello provare qualcosa di diverso) e perché abbiamo la piena libertà di raccontare quello che ci piace.
Dopo una lunga preparazione, con molti ripensamenti, abbiamo partorito il progetto. Io ho fatto i primi tre soggetti (molto in breve), perché la serie ha una prima chiusura alla fine del terzo tomo, Marco ha fatto tre tavole e vari disegni. Abbiamo affidato il progetto ad una agente, che lo ha proposto agli Humanos. A loro è piaciuto, ci siamo incontrati ed eccoci qua.
Con questa casa editrice facciamo una storia all'anno. In questo momento Marco sta disegnando il secondo tomo, mentre io scriverò il terzo circa in primavera. I nostri editor francesi sono molto bravi a seguirci, hanno una grandissima competenza e il massimo rispetto per il nostro lavoro.

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Les jour des Magiciens
cover - Tomo I, cartonato francese
disegni di Marco Nizzoli
© 2003 Les Humanoïdes Associés

Però scelgono delle brutte copertine... o la "colpa" di quei toni di rosa é tua?

Non è stato semplice decidere, perché "Le jour des magiciens" è una storia corale, quindi era complicato trovare un'immagine che rendesse in pieno l'atmosfera dell'albo. Siccome non sono molto bravo nella scelta delle copertine, e col lavoro sono sempre avanti sulla pubblicazione (é uscito il primo, ma io sto finendo il secondo e preparo già il terzo tomo), preferisco concentrarmi sulle storie e lasciare il lavoro sulle copertine a Marco e agli editor che, oltre a essere veramente bravi, conoscono meglio di me il mercato francese.
Naturalmente alla fine do la mia opinione, ma partecipo poco alla prima fase creativa.

I maghi vanno molto di moda... Come ogni scrittore, anche tu avrai ingurgitato, digerito e restituito, variamente elaborate e rielaborate, integrate alla tua personale impostazione, suggestioni di libri, film, eccetera. Con quali elementi, scrittori, iconografie, hai costruito la coerenza dei tuoi universi?

Non c'è quasi mai un collegamento diretto tra libri e film e quello che sto scrivendo. E' molto importante invece capire come grandi autori, come Dumas, Fellini, Hitchcook, e pochi altri, hanno costruito le loro storie. Poi capita di essere quasi costretti a documentarsi, o leggere velocemente qualcosa che riguarda gli argomenti che si vogliono trattare. Per esempio, quando, ormai più di tre anni fa, ho iniziato a pensare ai maghi dell'albo francese, pensavo di far frequentare al protagonista una scuola per giovani maghi. Ma ero in dubbio perché aveva fatto una cosa simile Ursula Le Guin nella trilogia di Earthsea. Poi ho scoperto che ci aveva già pensato l'autrice di "Harry Potter" a copiarla, e ho naturalmente rinunciato.

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Les jour des Magiciens
tavola 11
Tomo I
disegni di Marco Nizzoli
© 2003 Les Humanoïdes Associés

"Le jour des magiciens" é una storia di maghi e...?

E' ambientata ai nostri giorni, e parte dal presupposto che la magia è il vero segreto della scienza. In altre parole: gli aerei, la televisione, le medicine, il computer, etc. funzionano grazie al lavoro dei maghi. Al mondo esistono ne esiste un numero limitato di veri: sono una casta, con una disciplina rigidamente monastica, che vive distaccata dagli esseri umani.
Ma il vero tema di fondo è una mia ossessione narrativa: l'assoluta fragilità della realtà. Noi fortunati nati dalla parte ricca del mondo ormai viviamo una realtà assolutamente falsata. Il discorso è lungo e, a riassumerlo, si rischia la banalità. Giusto per fare un esempio: penso ai sentimenti di un bambino cresciuto a merendine e televisione e a un altro il cui unico scopo è la sopravvivenza. Non voglio cadere in un facile moralismo, ma viviamo in una società in cui la menzogna è ormai un'abitudine. Se si ha un minimo di coscienza, è impossibile restare indifferenti.
Non affronto direttamente tutto questo nella trama, ma finisco per trasmettere questo malessere e, spesso, anche la rabbia che ne deriva, nella vita dei personaggi.

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Esp n.1 "Il giardino delle anime
La Neve/Caracuzzo
Universo

Nostalgia di "Esp"?

Non ho mai pensato a "Esp" come ad una serie che sarebbe durata per dieci o venti anni. Cosí la chiusura é stata contemporaneamente un dispiacere e un sollievo. Dispiacere per quei lettori che hanno amato la serie e i personaggi, in un modo che va al di là dei miei meriti (lo dico veramente!)... mi sento ancora in debito con loro, é come se li avessi traditi. Sollievo perché ormai il lavoro era diventato pazzesco, facevo fatica a controllare la gestione del mensile, col rischio serio di peggiorare il livello delle storie o, peggio, di cadere nel manierismo.

 

 


 
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