Un po' di sana competizione
Le eterne schermaglie d'amore di Diabolik ed Eva
Recensione di V.Oliva | | italia/
Un po' di sana competizione
Le mille vite di un'icona sempreverde
Diabolik, icona del fumetto italiano tra le pi� importanti e determinanti per la sua storia, e tra le pi� longeve. Icona in buona salute, anche, a dispetto delle affermazioni che �dopo 40 anni cosa si pu� dire ancora?�. Diabolik dice ancora, nel modo pi� semplice, ovvio e � soprattutto � migliore per un fumetto seriale da edicola: raccontando storie che intrattengono piacevolmente. Talvolta queste storie sono buone, talaltra un po� meno buone: �Un rifugio da salvare�, inedito di maggio di questo quarantacinquesimo anno dell�era diabolika � una storia del primo tipo.
In giro per la rete
Diabolik
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L�equipe Paolo Telloli/Tito Faraci (al soggetto)&Patricia Martinelli (alla sceneggiatura) confeziona un racconto doppiamente tipico per il personaggio, dove la trama portante - il classicissimo colpo alla malavita, complicato da non meno classiche vicende al di fuori del controllo di Diabolik, ma che la diabolika coppia superer� alla grande � � innervata dall�ancora una volta classico tema della �rivalit�� tra Lui e Lei, nutrito dall�ansia di protezione di Lui che non rinuncer� mai a vedere nella sua complice di mille e mille imprese spericolate l�eterea silfide dalla sensualit� casta e severa che i disegnatori hanno fissato nell�immaginario dei lettori, ma soprattutto, evidentemente, anche in quello di Diabolik, portandolo a credere che si tratti di una donna fragile ;-).
Un innamorato ansioso e un'innamorata scalpitante
Chi non dimentica mai che quell�apparente fragilit� � solo una cortina di fumo con cui sopire le ansie del compagno � Lei, Lady
Sempre uguale, sempre diverso
Sar� al termine di questa vicenda, che intreccia con accortezza e ottima scelta dei tempi il piano architettato da Diabolik con la vicenda di un integerrimo magistrato donna nel mirino della malavita di Clerville, e che porter� il grande criminale e la sua eterna nemesi
Icona, Diabolik si nutre e si rafforza di questi meccanismi ripetitivi. Apparentemente ripetitivi non meno che effettivamente. Al di sotto e al di l� della meccanica sempre uguale dei �colpi�, del continuo sfuggire alle grinfie di Ginko, al di l� anche di questa innamoratissima competizione che Diabolik ed Eva sviluppano da decenni, � il loro rapporto ad apparire sempre vivo dallo stesso tempo. Ancora amanti e innamorati senza mai annoiarsi a vicenda e senza mai diventare monotoni agli occhi del pubblico, perch� come accade in questo albo la loro storia si dipana attraverso episodi in cui emerge ora l�uno ora l�altra, ora entrambi, in una latente complicit� competitiva sempre pronta a mutarsi in complice competitivit�. Episodi cos� simili tra loro, ma che ogni volta presentano quella minima diversit� che aggiunge il sale dell�imprevisto (che si sa gi� come andr� a finire) alla confortante sicurezza della serialit� a schema fisso.
Il "segreto" di Diabolik � nella sua mobile immutabilit�.
E� questa la forza del personaggio e la fortuna della testata, che dovrebbe probabilmente tornare a una ben maggiore rarefazione delle storie che rivelano dettagli del passato dei protagonisti, poich� spingersi troppo in l� con tali rivelazioni o farlo con storie non completamente riuscite rischia di sminuire il carisma del �cattivo� pi� fascinoso del fumetto italiani, o, peggio, di appannarne il mistero.
Il trittico ai pennelli, Sergio Zaniboni/Giorgio Montorio/Luigi Merati disegna con eleganza e dinamismo, e con cura per la fisionomia dei personaggi.
Un rifugio da salvare - soggetto di Paolo Telloli e Tito Faraci, sceneggiatura di Patricia Martinelli; disegni di Sergio Zaniboni, Giorgio Montorio e Luigi Merati - Diabolik anno XLV n.5, edito 2006 da Astorina - prezzo �1,90.



