I grigi acquerelli di Gipi, come il bianco e nero di Jarmusch
suggestioni dalla provincia
Recensione di P.Spinnato | | italia/
I grigi acquerelli di Gipi, come il bianco e nero di Jarmusch
Baci dalla provincia
Una delle storie brevi di Gipi dedicate alla vita di provincia, come ricorda l'affrancatura postale in copertina a mo di cartolina, riportante la scritta 'baci dalla provincia. Pubblicata per la prima volta nel 2005 per la casa editrice Coconino press, il racconto è stato anche ristampato per 'Repubblica/LEspresso nel 2006, assieme ad altri racconti dellautore "Appunti Per Una Storia Di Guerra", "Hanno Ritrovato La Macchina" e "I Due Funghi".
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"Gli Innocenti" è una piccola road-story. Protagonisti uno zio dal passato vissuto in strada ed il suo giovane e curioso nipotino. I due sono in viaggio per incontrare l'ex-galeotto Valerio, un vecchio amico dello zio che non vede da dieci anni.
E' un racconto scarno, una narrazione minimalista volutamente ridotta all'osso. Rappresentato da un tratto grafico particolarmente azzeccato, acquarellato con una gamma di tonalità che vanno dal grigio al beige, colori spenti e malinconici che ben si sposano con la velata malinconia che si respira sfogliando le pagine di quest'albo. Uno dei più cupi racconti brevi di Gipi, assieme ad "Hanno Ritrovato La Macchina", altro suo lavoro che propone le medesime tonalità narrative ed espressive.
La tecnica fumettistica dellautore, con le inconfondibili tavole aquarellate, è qui più che mai riuscita, delineando molto bene le ambientazioni della vicenda. Le raffigurazioni grafiche dei personaggi sono tracciate in maniera essenziale, quasi stilizzata. Si adeguano perfettamente allestrema semplicità del racconto. Degne di una menzione particolare sono le tavole raffiguranti i paesaggi di provincia. Paesaggi senza nessuno e senza nulla. Scorci piatti e freddi. Contenenti soltanto stralci di orizzonti lontani, illuminati da una luce soffocata da un cielo di inquietanti nuvole scure.
Un racconto à la Jarmusch
L'autore-disegnatore Gipi (al secolo Gianni Pacinotti) ci propone uno spaccato di vita di provincia, piccolo ma intenso. Mette a fuoco esistenze marginali, personaggi comuni che non sono né eroi, né protagonisti di vicende sensazionali. Sono perlopiù perdenti, sbattuti ai margini dall'inarrestabile cammino della nostra società. Questa 'scelta marginale' dell'autore, porta 'Gli Innocenti' molto vicino alla poetica dei primi film di Jim Jarmusch. L'albo potrebbe infatti sembrare una perfetta rappresentazione di uno sketch di alcuni 'capolavori jarmuschiani come "Coffee & Cigarettes", "Daunbailò" o "Taxisti Di Notte": l'atmosfera che avvolge il racconto è la medesima. Si ritrova anche una poetica celebrazione dei dettagli insignificanti, per cui sono avvenimenti banali ad essere descritti magnificamente ed a diventare interessanti e peculiari per il racconto.
Da citare anche le tristi ed a volte crude scene di flash-back: episodi di gioventù di strada narrati dallo zio al nipote. Rappresentate dall'autore in bianco e nero, senza l'utilizzo dell'acquarello. Il titolo "Gli Innocenti" si rifà al fatto che il protagonista ed i suoi amici, erano ragazzi di strada, visti male, maltrattati atrocemente e senza motivo dalle forze dellordine, pur non essendo realmente colpevoli di nulla.
Un fumetto che non spaventa, non avvince, non appassiona il lettore con una trama ricca di emozioni e colpi di scena, ma racconta e fotografa una realtà verosimile alla nostra, da una fredda angolatura, distaccata ed asettica. Una piacevole ed originale parentesi nel vasto mondo del fumetto italiano (zeppo di eroi, mostri, detective, bizzarrie e quant'altro), che spero continui a crescere, ottenendo la posizione di rilievo che merita.
Gli Innocenti - testi e disegni di Gipi - collana Ignatz n.3, edito 2005 da Coconino Press - prezzo 9,00.



