Un napoletano al Comicon 2012
Napule quatt’ cose tene bbelle: ‘o sole, ‘o mare, ‘o Comiconn e ‘e sfugliatelle!
Articolo di O.Tamburis | | italia/
Un napoletano al Comicon 2012
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Quale originario (e abitante) della zona non potevo certo esimermi dal parafrasare uno dei detti più tipici della napoletanità, e per certi versi posso anche dire di crederci abbastanza. Ritengo infatti sia opinione comune, per chi vive a Napoli - e più in generale in Campania - considerare questa città come contemporaneamente la "città turistica per eccellenza", ma anche come la città più lontana dal potersi considerare come tale. I pregiudizi che le incombono tra capo e collo ne hanno purtroppo sempre minato la credibilità, dallinterno prima ancora che dallesterno, per cui scoprirsi turista a Napoli - o meglio, scoprire lindicibile quantità di bellezze di Napoli - colpisce tanto il viaggiatore quanto labitante dellantica Partenope.
Tra l'altroieri e ieri
In che posizione si colloca il Comicon all'interno di questa premessa? Non ne sono completamente sicuro, prassi vuole che il rischio di un giudizio di parte sia sempre elevato, ma, ho detto, siamo a Napoli e la classica scala di valori va a pallino! Solo, dopo aver letto tanti reportage sullevento da parte di chi a Napoli è arrivato e poi è ripartito, penso sia giusto fornire il punto di vista di chi qui ci è rimasto...
Nessuna pretesa di una visione altolocata della manifestazione, è molto più calzante il punto di vista di chi per anni ha approfittato del Comicon per imparare a conoscere Castel SantElmo, ritrovandosi poi per fasi successive trasportato alla Mostra dOltremare, che rimane inossidabilmente legata nei ricordi alla Fiera della Casa di inizio estate, dove tutto appariva enorme, e forse lo era davvero... ma ci ritorneremo.
Dicevamo: il Comicon a Castel SantElmo. Fatta eccezione per Lucca (per rimanere allinterno del circuito degli eventi "big"), una location del genere, specie se accompagnata dalle giuste condizioni atmosferiche, offriva un prodotto unico, dove lintuito della salsedine, delle lame di luce solare e della grandeur della città si mischiava con gli odori e sapori della carta stampata, dannata e non, e con landar del tempo anche con lustrini e paillettes dei sempre più numerosi cosplayers che affollavano sale e corridoi.
Poi piano piano si è iniziato a spingere sullacceleratore, e capire che la Napoli culturale non si ferma al solo "Maggio dei Monumenti", ma ha bisogno di canalizzare in maniera sempre nuova e diversa la sua prorompente vitalità: nasce quindi il palcoscenico del Comicon-Off, che dilata il respiro della letteratura disegnata ad altri ambiti e ad altri tempi rispetto ai soli giorni lì in cima a San Martino, e anche qui il turista napoletano in primis scopre che esiste un centro storico che va oltre lo struscio e la mondanità per pochi, anzi pochissimi: è la definitiva consacrazione (al fumetto) del Palazzo delle Arti di Napoli (PAN, per gli amici), un nome su tutti per dire: "stiamo imparando a muoverci in fretta, e anche abbastanza bene".
L'incontro dedicato a Martin Mystere e Diabolik.
Da sx: Gomboli, Castelli, Boschi, Alessandrini, Filippucci
(c) 2012 uBC Fumetti
Infine, lo strabordare dei Games sui Comics (con tutto il dovuto massimo rispetto, si intende!) e la decisione di mettersi in cerca di nuovi lidi, al fine di continuare a mantenere la promessa di una mostra che vuole crescere e, soprattutto, vuole rimanere (nonostante si moltiplichino col passare degli anni le voci che vogliono ogni edizione come lultima... e intanto gli ospiti nazionali ed internazionali continuano ad intervenire a pioggia allombra del Vesuvio).
Entra così in scena la Mostra dOltremare. Nel 2011 si parte con un evento ibrido, che vuole (o forse non lo vuole, ma il risultato che si percepisce è quello) lintellighenzia ben adagiata tra i torrioni del castello, e la guagliunera (trad.: il restante dei comics e la parte dei games) giù alla Mostra, sotto locchio attento del palazzone massiccio di Ingegneria da un lato, e dello stadio San Paolo dallaltro. Dalletereo salotto buono al casino totale, ed in mezzo tutte le difficoltà di muoversi con i mezzi che funzionano a singhiozzo ed un clima più da novembre che da fine aprile, e così la voglia di tornare è bella che passata.
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