Soggetto/Sceneggiatura:
Federico Memola
Disegni/Copertina:
Ambra Colombani e Antonio Menin / Teresa Marzia
Lettering:
Michele Testori
NUOVA SERIE - STAR COMICS
n.11 "La fiamma del peccato" - 62pp - 05.09
  
In due parole. . .
Una spedizione archeologica nel Kashmir
indiano è minacciata dalle incursioni di una banda di predoni
pakistani. Ingaggiati per proteggere ed aiutare gli archeologi,
Jonathan, Myriam e Jasmine si troveranno coinvolti in una vicenda
che mescola odi etnici, città perdute e separazioni delle acque. Ma sarà
soprattutto la presenza di Ruha, affascinante ragazza indiana che
si inserirà in modo del tutto inaspettato nell'abituale triangolo, a
sconvolgere gli equilibri che avevano sin qui sostenuto i rapporti tra i
protagonisti, scatenando d'un tratto passioni a lungo sopite e sospingendo
l'intera vicenda verso nuovi e imprevedibili sviluppi narrativi.
  
Note e citazioni
- Nel presentare l'albo, Memola
ricorda che le due storie che lo compongono devono essere considerate
"una sorta di prologo" all'attesa trilogia che inizierà nel prossimo
numero e alla fine della quale "ogni collegamento tra la vecchia serie
di Jonathan e la nuova sarà finalmente chiarito".
- Memola
spiega anche la scelta di affidare i disegni di questa prima storia ad
una donna con la volontà di conferire alla vicenda "una sensibilità e
una sensualità femminili". E parla apertamente – e scherzosamente –
della "discriminazione sessuale nei confronti dei disegnatori" da lui
messa in atto.
- La regione del Kashmir, dal 1947 attraversata dal confine che
separa India e Pakistan, è tornata tristemente agli onori delle cronache nell'ottobre 2005
a causa del violentissimo terremoto che l'ha
colpita. La parte della regione posta sotto il controllo del governo
pakistano è chiamata Azad Kashmir (Kashmir libero) dai pakistani
e Pakistan occupied Kashmir (PoK) dagli indiani.
- Fugacissima apparizione delle zie di Myriam, Laurana e
Arlyna, già viste nel n.
4 e nel n.
9 di questa nuova serie.
- Il dottor Rao – che ha lo stesso nome di un personaggio di
Hayao Miyazaki: nella serie animata "Mirai shonen Conan"
("Conan, ragazzo del futuro") il nonno di Lana si chiamava
proprio così - fuma sigari italiani.
- Il "sogno" di Myriam è caratterizzato da alcuni simboli che
per la psicanalisi sono strettamente legati alla sfera della sessualità:
il cavallo e l'acqua.
- Jasmine imita Mosè e separa le acque del lago,
portando alla luce le rovine della città sommersa.
- Vorticosi sconvolgimenti nella vita sentimentale dei protagonisti:
all'inizio dell'albo Myriam decide finalmente di rompere gli
indugi e di provarci con Jonathan, ma diviene poi oggetto delle
attenzioni di Ruha; nel corso di una visita alle rovine della
città sul fondo del lago, Jonathan e Jasmine hanno un rapporto
sessuale, nel corso del quale, però, a Jonathan appare il volto
di Myriam; al termine della storia, infine, Jonathan
annuncia a Jasmine la sua disponibilità ad impegnarsi in una
relazione con lei.
- Il tema dell'omosessualità femminile consente a Memola
di sviluppare una breve ma efficace riflessione sul problema della
violazione dei diritti delle persone omosessuali in molti paesi del
mondo.
Incongruenze
- Risultano piuttosto difficili da comprendere le ragioni che spingono
Ruha a spiegare a Myriam la natura del suo potere. Dato
che fino a quel momento se ne era servita senza farsi troppi scrupoli,
non si capisce perché si senta in dovere di vuotare il sacco proprio in
quel momento, quando cioè il silenzio le avrebbe consentito di
raggiungere assai più facilmente il suo scopo.
- Non appare sufficientemente motivata la decisione di Jasmine e
Jonathan di partecipare al raid punitivo nei confronti dei banditi
pakistani. Se infatti la scelta del pugno di ferro è coerente con
l'ambientazione geopolitica e con le caratteristiche dei personaggi
coinvolti (militari indiani impegnati da anni in una logorante serie di
scaramucce di confine con i dirimpettai pakistani), non si può proprio
dire altrettanto del comportamento dei nostri due protagonisti,
abitualmente molto più sensibili in situazioni del genere. Addirittura
incomprensibile è poi la leggerezza di alcuni dialoghi: Jasmine
giustifica la sua volontà di partecipare ad una missione che ha per
unico scopo lo sterminio di un gruppo di suoi compatrioti appellandosi
ad una rigidissima legge del taglione; Jonathan reagisce alle
ragionevoli obiezioni di Myriam con un – francamente
inappropriato – "ma che ha?"; Jasmine fa fretta a Jonathan
proprio nel momento in cui quest'ultimo, di fronte alla vista dei
cadaveri straziati, sembra cominciare a porsi qualche domanda su quanto
hanno appena fatto.
- Se in questo caso Jonathan mostra quindi un eccessivo
distacco, la sua reazione al momento dell'assalto dei pakistani sembra
al contrario un po' troppo sopra le righe. Lui che abitualmente in
battaglia è freddo e impassibile, si scaglia contro un nemico e rischia
di ammazzarlo a furia di botte, senza rendersi conto di quanto sarebbe
invece più utile cercare di farlo parlare (cosa che in seguito
puntualmente avverrà e consentirà ai militari indiani di ottenere
informazioni fondamentali).
La
frase
Jasmine: "Senti, ci sto ancora riflettendo
su, va bene? Io non so che cosa mi sia preso…non è da me!"
Jonathan: "Ehi, guarda che eravamo in due, quella notte! E
comunque il perché è chiaro, almeno per me. Quel che voglio sapere,
invece, è se conti di darci una possibilità…perché nel caso, io ci
starei!". Dialogo tra Jonathan e Jasmine, p. 64.
  
Personaggi
Jonathan Steele
Ruha giovane archeologa indiana
Jasmine Rashad
Myriam Leclair
Dottor Rao archeologo indiano
Sunil assistente del dottor Rao
Maggiore Kapoor militare indiano
Locations
Kashmir indiano
Lago Azer sito archeologico
Città sul fondo del lago
Kashmir pakistano
Villaggio dei predoni
Elementi
Omosessualità femminile
Tensioni India-Pakistan
Archeologia
Storia d'amore
Città sommersa
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