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La verità è che in questa testata non si può dare nulla per scontato... proprio nulla.

Quel che è bene finisce male!
recensione di Riccardo Panichi



TESTI
Sog. e Sce. Federico Memola    

-Addio...

(20k)
Myriam saluta Jonathan e...
i lettori (c) 2002 SBE

Sussurrato, commosso, il saluto di Myriam suggella la fine di una lunga avventura, ma soprattutto la fine di un grande amore. Un vero pugno allo stomaco per molti lettori, che avevano appena imparato ad apprezzare e capire la prorompente rossa e già non ne potevano più fare a meno.

Caso raro nel fumetto bonelliano, Myriam è (era) uno dei pochi personaggi capaci di sostenere egregiamente la parte di fidanzata dell'eroe. Forse perchè non nasce come personaggio in corsa (vedi Hadija), forse perchè il loro rapporto si sviluppa in maniera tanto graduale e coerente da risultare la conclusione più naturale. Certo la presenza di un rapporto sentimentale così complesso all'interno di una testata mensile non è cosa semplice da gestire, soprattutto se si considera la presenza di un "terzo incomodo" come Jasmine, altro character psicologicamente piuttosto tortuoso.

Narrativamente parlando era dunque naturale aspettarsi che Myriam, presto o tardi, fosse in un qualche modo eliminata dal campo. La si poteva far morire, si è scelto di rinchiuderla in una sorta di esilio, dal quale, presumiamo, visiterà prossimamente il suo Jonathan. Ma, di fatto, la sua presenza nel cast fisso sarà notevolmente ridimensionata.

E' stata questa una scelta indubbiamente giusta, sebbene dolorosa. Memola ha deciso evidentemente di calare molti assi nel corso di questa saga, con il risultato di aver creato le premesse per un altro ciclo di storie forse ancora più interessante di quello appena concluso. Di fronte alla prospettiva di "esaurire", mese per mese, la relazione tra Myriam e Jonathan (e forse avrebbe potuto cavarsela egregiamente per molte storie ancora), ha preferito quella di narrarci le conseguenze di questo dramma sulla psicologia del biondo investigatore.

Conseguenze che, credo, lo renderanno un personaggio ancora più problematico. Myriam aveva infatti saputo risvegliare in Jonathan quel lato positivo andato perduto a causa della difficile infanzia. Ora che proprio lei esce dalla sua vita, è prevedibile che ripiombi nello sconforto e, sentendosi tradito, assuma un atteggiamento nuovamente fatalistico e rassegnato. Vedremo quale sarà, a questo proposito, il ruolo di Isabel, un nuovo personaggio femminile che dovrebbe entrare a far parte del cast da marzo.

Mi sono volutamente dilungato sulla "morte" di Myriam per sottolineare gli effetti che essa ha provocato e provocherà nell'economia della serie. Contenendo a sua volta i semi per una nuova saga, di fatto quest'ultimo capitolo si è rivelato una scatola cinese. Ma, dovendo dare un giudizio sulla qualità complessiva dell'albo, sono costretto a parlare anche delle ottanta pagine che precedono questo straordinario finale.

Purtroppo l'eliminazione della minaccia non è all'altezza del valore complessivo della saga. Innegabilmente ci sono alcune sequenze molto riuscite, ma l'effetto generale è quello di una miccia parzialmente inesplosa. Dal punto di vista del ritmo, i capitoli della saga erano stati fino ad ora perfettamente gestiti: adrenalinico il primo, dilatato il secondo, in crescendo il terzo, che culminava, in una sorta di climax, con una situazione di massima tensione. Chiaro che da quest'ultimo albo ci si aspettasse ancora di più: ancora più azione, ancora più situazioni disperate, ancora più difficoltà.

Il risultato, invece, si rivela molto lineare. La situazione si sblocca grazie ad un contributo di ognuno dei protagonisti, esattamente come ci si aspetterebbe: Jonathan con la consueta freddezza, Jasmine con il libro degli incantesimi, Myriam con i suoi poteri. E il nemico appare veramente patetico, proprio come dice Jonathan! Il problema è che, dopo un'attesa di 34 numeri, questa non è propriamente una cosa buona! ;-)

In tutta onestà, è giusto sottolineare che, senza l'"esplosione narrativa" costituita dalle ultime pagine, avremmo dovuto parlare di un finale piuttosto deboluccio. Così non è stato, segno che in questa testata non si può dare nulla per scontato... proprio nulla!



DISEGNI
Gianni Sedioli    

Per la prova di Gianni Sedioli valgono le stesse considerazioni fatte per i testi: ultime 20 pagine straordinarie, resto un po' deludente.

Partiamo dal negativo: Sedioli è un disegnatore dotato di uno stile molto personale, dalle ottime potenzialità. Tuttavia patisce una forte discontinuità qualitativa all'interno di una stessa storia. Dotato di un tratto votato alla narrazione e alla funzionalità, soffre terribilmente le sequenze in cui dovrebbe dare sfogo alla propria visionarietà, allo spettacolo, perchè no, anche fine a se stesso. Così tavole come quelle delle pp. 8-9, 19, 34, 43, 71, risultano molto, troppo piatte.

Il meglio lo offre invece nel lavoro sui volti: pur non centrando sempre il bersaglio, la qualità media della gamma espressiva dei personaggi è piuttosto alta. Basti vedere la sequenza del saluto di Myriam a Jonathan, tutta affidata al disegno, carica come non mai di dolore, rassegnazione, passione...



GLOBALE
 

Copertina non esaltante, ma, conoscendone i retroscena (che potete sapere anche voi visitando il sito ufficiale di Jonathan), perdoniamo volentieri il mezzo passo falso al bravissimo Olivares.
 

 


 
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