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" Il giorno delle spie"

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Un titolo così lascia immaginare una intricata storia di spionaggio, e le prime pagine non fanno che confermare questa impressione... ma sarà veramente così?

Spy-story o Love-story?
recensione di Daniele Frantellizzi



TESTI
Sog. G.Berardi
Sce. G.Berardi e M.Mantero
   

Le prime pagine ci immergono immediatamente nella quotidianità di una famiglia, ma la tranquilla serenità che traspare dallo svolgersi delle dinamiche domestiche, viene bruscamente spezzata già a pagina 20, quando si concretizza l' episodio attorno al quale ruoterà l' intera storia: il rapimento del signor Manfred Weiss.

L'albo suscita quindi interesse e curiosità fin dall'inizio, soprattutto grazie all'ottimo lavoro sulla sceneggiatura (in materia Berardi si conferma un maestro anche in questa occasione, coadiuvato come spesso accade dall'ottima "spalla" Maurizio Mantero). Le premesse sono infatti allettanti: Manfred è un importante scienziato che lavora sotto segreto militare, essendo un "esperto di laser ad alta energia, impiegati nei sistemi anti-missile" (come ci spiega il procuratore Robson, a pagina 28), chi si nasconde quindi dietro al rapimento? Un gruppo terroristico? Una potenza straniera? E per quale scopo? Se lo chiede il lettore, e se lo chiede anche Julia, che si ritrova ad occuparsi del caso.

"Berardi sfrutta Julia come "veicolo" riuscendo a coinvolgerci emotivamente nella disperazione, nell'angoscia, nella solitudine dei protagonisti"    

Julia inizia a dipanare questi interrogativi grazie ad una serie di interrogatori alle persone più vicine al Sig. Weiss (la moglie, i colleghi di lavoro), che ci permettono di scoprire e ricreare il suo stesso mondo, la sua intimità, la sua "dimensione": come di consueto, Berardi riesce a scavare in profondità nei meandri dei personaggi cui da vita. Sfruttando Julia come "veicolo", riesce a coinvolgerci emotivamente nella disperazione, nell'angoscia, nella solitudine dei protagonisti. E questo aspetto assume una importanza fondamentale particolarmente in questo episodio, dove sono infatti totalmente assenti le scene d'azione, se si escludono un paio di brevissime sparatorie in cui è coinvolto Leo Baxter.

L'attenzione è indirizzata soprattutto a descrivere il lato umano dei personaggi: a pagina 35, grazie una sequenza di sei vignette completamente prive di dialoghi, le sole didascalie e i disegni ci trasmettono il dramma che stanno vivendo i familiari di Manfred; alle pagine 48-49, un dialogo tra Julia e il capitano Anderson (collega nonché amante di Weiss), fa emergere contemporaneamente nuovi importanti aspetti caratteriali dello stesso Manfred, e soprattutto della stessa Anderson, altra figura-chiave della storia.

L' ottima sceneggiatura è ulteriormente impreziosita da alcune tipiche sequenze di derivazione cinematografica: a pagina 62, l'ideale "telecamera" ci mostra dapprima la facciata esterna di casa Kendall (quanta filmografia cinetelevisiva americana ha questo genere di apertura :-)), spostandosi poi sul primo piano di un telefono che squilla, e solo alla terza vignetta appare Julia che risponde, dando così il via alla sequenza appena nata.

"purtroppo ad una sceneggiatura tanto avvincente non corrisponde un soggetto altrettanto intrigante"    
L'unico cruccio derivante da questa lettura è che ad una sceneggiatura tanto avvincente non corrisponde un soggetto altrettanto intrigante: Berardi ha voluto mescolare le atmosfere di una storia di spionaggio, con le dinamiche di una storia d'amore, ma la presunta Spy-story si trasforma presto in una banale Love-story, in cui si scopre che il presunto rapimento era solo una messa in scena (la moglie ha in realtà ucciso il marito per dei motivi sentimentali, classica questione di amanti, ed economici, altrettanto classica questione di eredità): tutto troppo visto e putroppo ben poco originale.



DISEGNI
Enio    


I disegni di Enio si confermano narrativamente esemplari: il suo tratto appare in effetti un pò spigoloso ma trasmette ai personaggi un dinamismo eccezionale! Questa sua peculiarità era già ben evidente nei due albi forse più movimentati dell'intera saga: Julia 34 "Il prezzo della libertà", e Julia 35 "Route 70".

Ed anche in questa occasione l'intero cast da lui rappresentato recita alla perfezione, esprimendosi con naturalezza e realismo estremamente efficaci (vedere, in proposito, la sequenza del rapimento di Manfred, nelle pagg.19-23 e, ancora, la notevole gestualità che accompagna il dialogo tra Leo Baxter ed un allibratore nelle pagg.76-78).

Inoltre, Enio rappresenta Julia in una maniera che ha pochi rivali: la ritrae in dei primi piani che rendono perfettamente tutto il carico di dolcezza e umanità di cui Berardi ha dotato il personaggio (vedere per esempio, dalla seconda vignetta di pagina 37, e dall'ultima di pagina 58). Assieme alla bravissima Laura Zuccheri, si conferma come uno dei più validi realizzatori grafici della serie.



GLOBALE
 

"l'idea che Julia vivrà sempre in un mondo immutabile, riceve un' ulteriore conferma in questo episodio"    

Un albo allineato ai precedenti: l'idea che Julia vivrà sempre in un mondo immutabile, riceve un' ulteriore conferma in questo episodio. Vi ritroviamo, infatti, i soliti ingredienti a far da contorno alla storia vera e propria: Webb geloso di Baxter (pagg.60-61), Julia che auspica un ritorno della nonna a casa (pag.100), Leo che riempie Julia di complimenti, ma nel frattempo dedica le sue attenzioni alla ragazza di turno (pagg.69-70), la sempre più eccessiva Emily che fa la solita predica a Julia sulla mancanza di un marito (pag.99).

Infine, una piccola nota sulla copertina: Julia è forse l'unico personaggio di casa Bonelli a non indossare una "divisa" da eroina ma un vero e proprio guardaroba (anche il pur vario Martin Mystère in fondo alterna il classico giubbetto "avventuroso", che indossa sempre meno, al solito completo da WASP americano :-)) e questo albo non fa eccezione. Caratteristica, questa, che contribuisce ad aumentare ulteriormente il realismo di cui si nutre la saga.

 

 


 
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