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" Il mistero della camera
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Pagine correlate:

Piani presenta: Legs Raider!
recensione di Martina Galea

Legs è sempre più abbandonata in un mondo di detective e gialli, e quasi ci si dimentica che vive nel futuro, non negli anni '40...



TESTI
Sog. e Sce. Stefano Piani    

Che Piani sia un estimatore del genere giallo non è una novità: basta andare a leggere gli ottimi albi che realizza per la testata di Nick Raider per accorgersi di quanto sia abile nel costruire trame investigative. Questo non riteniamo tuttavia debba autorizzarlo ad inserire ostinatamente storie di questo genere in una testata come quella di Legs, che si proclama di fantascienza.

Legs è un'Agente Alfa, un detective quindi, perciò il giallo le è congeniale, però spesso manca il riferimento al mondo futuro in cui si svolgono le sue avventure: sembra che il tutto si esaurisca in qualche videotelefono e in un maggiore uso dei computer. In quest'albo questa sensazione è dominante, anche se possiamo considerare la storia come un divertente gioco alla parodia che Piani si concede per ridere insieme al lettore.

"...spesso manca il riferimento al mondo futuro in cui si svolgono le sue avventure..."
   

Questo voler giocare insieme fa sì che l'albo scivoli piacevolmente, e lasci sorridente il lettore, che si dimentica di mutati, colonie e diavolerie tecno-informatiche per una mezz'oretta. E' probabile però che Piani abbia costruito questa sceneggiatura per Legs solo perchè su Nick Raider non si sarebbe potuto permettere il gusto (e il rischio) di ridicolizzare il genere.

Questo sminuisce Legs? La rende meno credibile di altre testate? Diciamo che Legs non attraversa un periodo molto brillante: sono pronte storie fino al 2003, ma non c'è nulla di nuovo in preparazione, i suoi disegnatori attualmente sono stati smistati (vedi il caso della Pianta e della Platano, dirottate su Gregory Hunter) e soprattutto il suo creatore, il buon Serra, sembra essersi eclissato, lasciando a Piani il compito di sfornare storie a ripetizione. Questo influisce sulla qualità: Piani è un giallista, non un cultore della fantascienza, e anche se le sue storie sono sempre gradevoli e ben cogegniate, sicuramente non sono adatte al mondo di Legs.

Da quando è uscito quest'albo (questa rece è stata scritta a giugno, l'albo è uscito a novembre), si sono susseguiti un albo di Medda (n.73), uno di Vietti (n.77), uno di Secchi (n.74) e quattro di Piani (n.75, n.76, n.78, n.79): a nostro umile parere, solo l'albo di Vietti aveva una qualche impostazione fantascientifica, e non a caso proprio a quest'autore è stato affidato il ruolo di garantire la continuity all'interno del mondo di Nathan Never.

Cosa ne risulta? Che Piani è uno splendido sceneggiatore, ma nel posto sbagliato: il suo regno è Nick Raider, e questo suo continuare a scrivere per Legs rende la testata sempre più sganciata dal suo passato. Dove sono finiti albi frizzanti come il n.63 "Legs alle Olimpiadi"? O intensi come il n.60 "I ladri del tempo"? (...casualmente, entrambi di Ostini...) Dov'è finita Janet? E Raul?

La testata ha perso molto per strada, e le cose sembrano destinate a restare così a lungo: il lettore continua a leggere storie che sembrano racconti brevi dell'hard boiled anni '40 americano (basti vedere l'ultimo appena uscito, che ricalca il romanzo "Il falcone maltese", scritto proprio in quel periodo!!), e non trova più quell'atmosfera fantascientifica, in bilico tra demenziale e drammatico, che ha caratterizzato i primi 60 numeri della serie.

"...Piani è uno splendido sceneggiatore, ma nel posto sbagliato..."
   

Quest'analisi critica di Legs non vuole essere un giudizio sulla gestione Bonelli dei suoi autori, ma solo una constatazione di come una testata può andare alla deriva per mancanza di stimoli. Ed è un vero peccato, perchè Legs era (sarà? Speriamo!) una collana speciale, sia perchè ha una donna come protagonista, sia perchè miscelava ottimamente moltissime tematiche (serio, comico, psicologico, avventuroso...).

Che altro dire? Speriamo solo che ci sia un qualche segno di ripresa negli albi a venire...si sa, è dura far perdere fiducia al lettore...



DISEGNI
Simona Denna    

(13k)
La signora Carr
di Denna (c) 2001 SBE
   

Il tratto della Denna stavolta lascia molto a desiderare. Dopo aver abituato il lettore ad un disegno sontuoso (basti vedere albi come il 24 "La notte della violenza" e 49 "Il Leviatano"), si permette il lusso di procedere in modo molto superficiale. Il viso di Legs è spesso sproporzionato e sempre diverso da vignetta a vignetta. Gli altri volti spesso tendono al grottesco per l'abuso di righe, rughe e ombre, mentre le espressioni raramente rappresentano in modo coerente pensieri e parole. Spesso le mani sono sproporzionate rispetto al resto del corpo, e ciò rende ancor più stranamente deforme l'insieme. Una nota di merito per l'unica vignetta davvero riuscita: il viso della signora Carr, a pag.55, che è l'emblema del vero tratto della Denna, che dimostra perciò di saper ancora disegnare a suo (davvero bel) modo.

(15k)
Un primo piano di Doyle
di Denna (c) 2001 SBE



GLOBALE
 

Il voto, tutto sommato, positivo dato a soggetto e sceneggiatura vuole essere un plauso a Piani, alla sua fantasia e al divertimento che traspare da quest'albo. Questo non toglie che il tutto sia assolutamente incongruente con il mondo di Legs, e che quindi sia necessario un qualche intervento per salvare il salvabile...

Vedere anche la scheda della storia.
 

 


 
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