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LA BALLATA DELLE CRITICHE SALATE



La ballata delle critiche salate
La ballata delle critiche salate
Il 32esimo festival del fumetto di Angoulême non é ancora cominciato ed é già polemica. Impossibile accontentare tutti, si sa, ma stavolta l'insoddisfatto di turno é di rango, e ci tiene a dirlo forte e chiaro. Con qualche caduta di stile...

di Camilla Patruno

La bomba scoppia poco dopo la presentazione all'Olympia, il 2 dicembre, della selezione ufficiale.

In giro per la rete..
Festival international de la bande dessinée d'Angoulême
La sélection officielle 2005 par le menu
Bodoi.com
BD Sélection

42 titoli, 7 per ognuna delle 6 categorie, che hanno scatenato l'immediata, sdegnata, virulenta reazione di Joann Sfar. In una lettera indirizzata alla direzione del festival e ad alcuni dei membri del comitato di selezione, il divo della BD francese sfoga la sua frustrazione per la mancata nomination di Bréal Jeunesse (di cui é il direttore di collezione...), di Guibert, Sattouf, Blutch (i suoi più stretti amici...) e denuncia lo scandalo della massiccia presenza di stranieri.

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32° Festival International de la Bande Dessineé


Arrivata su internet, la lettera ha originato un vespaio incredibile. I commenti non si contano più, con sfumature dall'editoriale cartaceo di Bodoi chiaramente schierato a favore dell'autore di Piccolo e Grande Vampiro, fino a gente decisamente convinta che si stesse esagerando. Inserendosi nella linea di un Jean-Cristophe Menu ("ha ragione lui, é ora di smetterla di essere gentili con tutti, ritiriamo fuori le mitragliette") che ha recentemente scritto una velenosa missiva elettronica al giornale "BDMag", Sfar spara a zero su un comitato di selezione "un po' autarchico" che "sta dando fuori di testa", privilegiando "morti" e "fantasmi", e che finirà per restare solo nel suo angolino perché lui "non sa dove loro stiano andando, ma non andrà con loro".
Benoît Mouchard - direttore artistico del Festival - e Jean-Marc Thévenet - direttore generale - rispondono il più sobriamente possibile, reiterando la loro stima verso Sfar ma esprimendo sgomento per una serie di frasi errate ("Ino mangaka degli anni '70"), ingiuste ("non c'é niente per i ragazzini"... ed é l'anno di Zep!), ristrette, in quanto Angoulême tiene a premiare la qualità delle opere di qualsiasi provenienza e a rispecchiare l'apertura del mercato francese agli autori stranieri.
Dal canto suo, dopo tre settimane di interminabili botta e risposta partiti in tutti i sensi su tutti i supporti specializzati, lo scrivano incavolato riprende la parola dal portale di BDselection, precisando innanzitutto che il suo scritto non sarebbe mai dovuto arrivare su internet, come invero precisato nel suo corriere elettronico (ma tant'è...). Stupito e perplesso di fronte alle reazioni violente dei cibernauti, domanda "è cosi scandaloso che si critichi qualcosa quando non piace? Comunque, quando non si è contenti di una selezione perchè i nostri amici non sono premiati, ci si lamenta nel proprio angolo, tutto qui, è il gioco, è così dappertutto, non avrei scritto una lettera per questo. Si tratta di altro". Partito dunque con l'intento di gettare acqua sul fuoco, scopo parzialmente raggiunto con la citazione di Milan e la smussatura degli angoli, rilancia nondimeno il problema ad un livello più profondo: "Ci si ritrova davanti a libri che non sono d'attualità né in Giappone né negli USA, [...] si ha l'impressione che Angouleme non sia più una competizione, non più un'istantanea di ciò che si è fatto questo anno. Non capisco cosa il festival cerchi di farci passare come messaggio".
I termini di questa nuova risposta sono decisamente più calmi dell'originale, ma la conclusione, mitragliette a parte, è la stessa: "Si ha l'impressione di lavorare per niente [...] Nominare un tal numero di traduzioni è dichiarare guerra agli editori e agli autori tutti [...] Non c'è posto per gli autori letti quest'anno".
Il premio alle traduzioni è talmente recente che Angouleme ha sicuramente del ritardo su autori più attuali nel mondo, ma questa apertura cosmopolita è intrinsecamente necessaria ad un festival che vuole rispecchiare una realtà di lettura ormai estesa in Francia, che copre tutti i generi e le nazionalità. Ci sono state ultimamente traduzioni coraggiose che hanno permesso di conoscere autori forse già scontati all'estero, ma dopo una piccola corsa per mettersi al passo questo lieve squilibrio non esisterà più; e se come dice Sfar "una traduzione non è cosa pericolosa da fare per un editore", ciò non toglie che sia legittimo riconoscerne il peso per l'introduzione in un Paese di un'opera.
Ma cos'ha di tanto atroce questa selezione? Impossibile negare che non sia "facile", ma da qui alla definizione di "snob" affibbiatale da Sfar ce ne corre. E' vero che già lo scorso anno Régis Loisel, presidente della 31esima edizione, aveva (con un'esposizione non di altissima classe) lamentato la mancanza di opere veramente popolari, da grande tiratura e pubblico misto, se non "Blacksad" che aveva ricevuto 2 premi.

Comunque, con tutti concentrati sulla polemica pro o contro Joann, del contenuto di questi fantomatici libri si parla ben poco. Per non correre il rischio di arrivare ad Angouleme conoscendo tutti gli schieramenti e i pettegolezzi, ma non le opere in concorso, attraverso le cronache su questo sito andremo da soli alla scoperta dei 42 titoli selezionati.

 

 


 
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