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e ancora di più ! la produzione attuale nella BD franco belga
Piccole onde di panico si erano manifestate già nel 2003, concretizzatesi in dibattiti ed articoli allarmistici ad Angoulême 2004. Il problema: l'invasione dei manga. Piccolo formato, piccolo prezzo, enorme favore di pubblico ed enormi cifre di vendita. Dopo il primo momento di chiusura nazionalista e trinceramento nelle proprie frontiere, gli editori francesi hanno deciso di studiare il nemico per carpirgli il segreto del successo. Secondo il bilancio 2004 pubblicato da Gilles Ratier, segretario dell'Associazione dei Critici di Fumetto, dei 3070 titoli dello scorso anno, 754 erano asiatici, vale a dire il 35,65% del mercato, con una crescita notevole rispetto all'anno precedente, quando ne costituivano il 30,11%. Di conseguenza, dato anche il numero dei volumi per serie, i manga prendono sempre più spazio sugli scaffali delle librerie. Si assiste cosi ad un folle circolo vizioso: aggiungendo questo fenomeno alla contingenza dell'aumento vertiginoso della produzione franco-belga, la presenza visibile di un album in libreria si riduce a 2 settimane, il cambio è continuo. Il lettore non riesce più a stare dietro alle novità. Come reagiscono allora gli editori? Aumentando la produzione, ovvio! La tendenza è evidente: praticamente tutte le case editrici francofone fanno uscire serie a più numeri l'anno. L'attesa del lettore diminuisce, la fidelizzazione dovrebbe dunque aumentare.
La prima a immettersi in questa logica è stata Dupuis, con la serie Pandora Box. Il concetto di questa serie è molto interessante (coniugare i 7 peccati capitali con un'invenzione tecnologica e la rivisitazione di un mito greco) ma ancora di più lo è il suo ritmo d'uscita: 8 libri in un anno. Per tenere i tempi, 7 disegnatori diversi sono chiamati ad illustrare la sceneggiatura di Alcante, autore proveniente dalla rivista Spirou, qui al suo primo ciclo lungo. Un concetto non nuovo ai lettori italiani, abituati alla mensilità, alla serialità e alla pluralità degli interpreti, ma piuttosto rivoluzionario per il pubblico francese. Dargaud crea la collezione Cosmo, che si vuole "un nuovo territorio trans-culturale, al crocevia fra franco-belga, manga e americani"; 80 pagine invece che 46, 5 serie lanciate contemporaneamente. Seguono Les Humanoïdes Associés, con la collezione Dédales, polizieschi storici illustrati da un buon numero di autori italiani. Sette novità in uscita per altrettante serie, che avranno un ciclo conclusivo corto, previsto perlopiù in 2 volumi. Sul piano pratico, evidentemente la domanda aumenta: c'è bisogno di più disegnatori, e rapidi soprattutto... Si creano opportunità per tutti, potenzialmente, ma questi "tutti" sono chiamati ad un lavoro essenzialmente di "manovalanza" che - realizzato rapidamente e altrettanto rapidamente consumato - non sarà destinato a restare nella storia...
Se è vero che questo discorso è piuttosto schematico, smentito dalla buona salute degli editori indipendenti, con 357 libri nel 2004 nonostante la concentrazione di colossi editoriali, è comunque evidente che la tendenza è al mainstream commerciale, di buona fattura nella maggior parte dei casi, per carità, ma inteso soprattutto come fruizione rapida. Senza voler essere tragici, considerando che il mercato francese è decisamente florido, con tutta questa produzione ci sarebbe da chiedersi quanto potrà tenere un sistema sempre in aumento prima dell'implosione.
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