Il volto nuovo di Ned
dalla Storia alla storia, Magico Vento si conferma
Recensione di V.Oliva | | magicovento/
Il volto nuovo di Ned
Scheda IT-MV-105-106
- Volto del male, Il
valutazione 95%
La grande Storia cede il passo a una storia non meno grande
Nel leggere la pentalogia lovecraftiana che Gianfranco Manfredi ha orchestrato su Magico Vento si comprende il perché di qualche mugugno colto in rete qui e là: manca la Storia. Però c'è la storia. Il problema sta tutto in quella maiuscola.
Il lettore si era abituato alla grande lirica nativista di Manfredi; oppure a vedere interagire Ned con i Grandi Avvenimenti, in storie epiche. Manfredi gli cambia le carte in tavola, abilmente si sottrae a un registro che potrebbe diventare monocorde.
Un potente ritorno alle radici della narrativa popolare
Nel presentare Brad Barron, Tito Faraci proclamava l’intenzione di tornare alle radici del fumetto bonelliano, del fumetto popolare, della grande narrativa di genere. Senza dichiarazioni, Manfredi attua, in modo naturale, questo programma, e lo attua con una ricchezza di ispirazione, una molteplicità di soluzioni che affascina e lascia ammirati.
Parlare del dittico “Il volto del male”/Scontro finale” senza fare riferimento alla precedente sequenza di tre albi con i quali esso compone un’opera unica divisa in due tempi è impossibile, e anche errato.
Un mutamento di pelle, un'evoluzione che guarda in avanti senza rinnegare quanto fatto.
A una trilogia epica dove intesse una purissima avventura fantasy-horror di richiami e
suggestioni della grande epica (Commedia e Odissea principalmente), facendo
uso di tutti i simbolismi, tutti i topoi caratterizzanti del racconto
avventuroso - e facendolo con un'abilità letteraria rara nel fumetto
italiano contemporaneo - a questa trilogia iniziale segue infatti questo dittico più
raccolto, meno maestoso, ma che tuttavia si rivela una storia horror
perfetta, nella quale echi di Poe e Stevenson incontrano le tradizioni
popolari e ricreano atmosfere da romanzo gotico.
Un fluviale, unico affresco, diviso in due atti e cinque scene.
Cinque albi, oltre seicento pagine, siamo in presenza di un vero e proprio romanzo: complesso, giocato sull'alternanza di ritmo tra avventura frenetica e riflessione, dove i principali protagonisti, Ned e Poe, agiscono quasi sempre lontani l'uno dall'altro, il primo, diremmo, impegnato in Altri Mondi, il secondo nel più prosaico ma non meno pericoloso mondo a noi ben noto; e dalla gestione dei cambi di scena tra il “modo di Ned” e il “modo di Poe” nasce il ritmo asimmetrico della storia, che si ricompone in unità nell’idea di amicizia e collaborazione tra lo sciamano e il giornalista.
Attenzione e cura dei dettagli
Manfredi è non meno attento alla psicologia dei suoi attori, e non solo i due di punta -
anzi. Dal triangolo edipico Hogan/Rose Milius/Lex Milius nasce una
sottotrama venata di potenti allusioni sadomasochistiche;
A fondo nella psicologia dei personaggi: il triangolo Hogan/Rose Milius/Lex Milius.
non meno interessante il
modo sottile eppure netto con cui Manfredi differenzia Henry da Boris, distinguendone chiaramente le personalità, in modo da evitare di creare il personaggio della coppia di investigatori
intercambiabili da due distinti individui, lasciando a ciascuno una propria specifica individualità: in ultima analisi rifiutando di adagiarsi sulla soluzione più facile; oppure il diverso tendere al potere di Fulton e Lex Milius.
Tutto quanto sopra servito da una ricchezza e varietà grafiche che tuttavia hanno mantenuto una coerenza unica nel corso dell'intera storia. I disegnatori coinvolti – Bruno Ramella e Luigi Siniscalchi quelli nei due ultimi albi - sono stati gli interpreti e traduttori visivi di questa maestosità epica, materializzatori dell'orrore evocato, perfetti nel rappresentare le sfumature psicologiche dei personaggi.
Un modo di narrare da non perdere
Che si continui così, si torni a un più abituale registro, oppure ancora si
alternino le soluzioni, Magico Vento dimostra di essere ben vivo.
Magico Vento è ricchezza grafica e narrativa da perpetuare
La sola
ombra all'orizzonte è questa possibilità che sotto la pressione dei lettori
ormai privi di pazienza e abituati al mordi-e-fuggi non si pubblichino più
storie di così ampio respiro: una iattura, viste le straordinarie
possibilità narrative che offrono: questo fluviale Magico Vento DEVE avere diritto di cittadinanza accanto a storie più brevi e della più varia ambientazione. Magico Vento è questa sua straordinaria ricchezza di possibilità.
Magico Vento n.105-106 - Il volto del Male Luglio/Settembre 2006 -
Sergio Bonelli Editore - 16 x 21 cm, brossurato, b/n, 256 pagine - 3,50 € - bimestrale
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