Un romanziere in Bonelli

la carriera letteraria del creatore di Magico Vento
Articolo di  |   | magicovento/

Un romanziere in Bonelli
Gianfranco Manfredi

Un romanziere in Bonelli


Pagina 1 *
Pagina 2

IT-Manfredi, Gianfranco

In concomitanza con la chiusura di Magico Vento, la sua serie a fumetti più nota, e l'uscita del nuovo romanzo, Tecniche di resurrezione, si è deciso di soffermarsi sulle opere romanzesche di Gianfranco Manfredi, come omaggio a uno dei principali sceneggiatori della Sergio Bonelli editore. Può essere interessante poi anche rileggere l’ampia produzione narrativa dell’autore milanese, ponendola a confronto con le sue creazioni fumettistiche, cercando di evidenziare tematiche e chiavi di lettura comuni.

In giro per la rete

Gianfranco Manfredi
sito ufficiale dell'autore
Gargoylebooks
sito ufficiale della casa editrice

Un talento eclettico

Marchigiano di nascita ma milanese d’adozione, Gianfranco Manfredi, figlio del pittore e professore d'orchestra Enzo Manfredi e dell'insegnante di pianoforte Gina Mauri Paolini, ha sempre espresso il proprio multiforme talento attraverso vari mezzi espressivi nel mondo della narrativa e delle spettacolo.
Negli anni '70 si è occupato principalmente di musica, come cantautore vicino al movimento dell'Autonomia, con una decina di dischi all'attivo e altri 12 realizzati come autore per altri cantanti, tra cui le collaborazioni con Ricky Gianco, realizzatore di colonne sonore e critico musicale.
Negli anni '80 ha messo il suo talento di narratore al servizio del cinema, come autore, con 7 sceneggiature accreditate, e anche come attore, per esempio nel film di Massimo Troisi, Le Vie del signore sono finite, della televisione, con la creazione di due telefilm, tra cui la riduzione televisiva di Valentina e del teatro, come autore, di testi e musiche, regista e attore. Tutti ruoli rispetto ai quali il suo impegno come sceneggiatore di fumetti arriva, cronologicamente, per ultimo, nel 1991, con la serie Gordon Link, dell'Editoriale Dardo, per poi proseguire nel 1994 alla Sergio Bonelli editore, ove, dopo aver sceneggiato le serie Dylan Dog, Nick Raider, ha creato le collane di Magico Vento e Volto Nascosto e collaborato sporadicamente con Tex.

I primi romanzi

Dopo la pubblicazione nel 1978 del saggio filosofico L'amore e gli amori in Jean-Jacques Rousseau e dal 1978 al 1982 di alcune monografie di critica musicale, dedicate tra le altre a Battisti, Celentano e Jannacci, l’esordio nel mondo della narrativa avviene nel 1983 con Magia Rossa, edito dalla Feltrinelli, poi ristampato da Gargoyle Books nel 2006. Si tratta di un vero e proprio romanzo gotico, in cui sono intrecciate le pulsioni del presente con le tensioni di fine XIX secolo, con le lotte popolari italiane del 1898, il marxismo e la scapigliatura. Gli influssi horror e fantastici presenti rimandano forse più alle atmosfere inquietanti che l’autore riprenderà durante la sua collaborazione a Dylan Dog, piuttosto che al western horror di Magico Vento, o a quello più farsesco tipico di Gordon Link. Si trovano in questa prima opera alcuni elementi che diverranno tipici nella narrazione di Manfredi, come l'accurata ricostruzione storica e la narrazione di più vicende in parallelo.
Con il suo secondo romanzo, Cromantica, edito nel 1985 sempre da Feltrinelli nella collana L'Avventura, Manfredi ci introduce, riprendendo alcuni personaggi minori del suo primo lavoro, nella Cromantica, la sapienza magica all'origine di 6 quadri neri, resistenti al fuoco e agli agenti naturali, che compaiono misteriosamente in un'importante mostra d'arte a Milano. Il campo è favorevole all'indagine di un Art Detective, Massimo Gluck, in un pastiche letterario in cui si ritrovano numerosi elementi già presenti nel primo lavoro: la letteratura nera e gotica, ma anche la detective story, con vicende storiche proiettate sulla realtà postmoderna. Anche in questa occasione l'autore presenta delle vicende che interessano differenti epoche, sviluppandole in parallelo, attraverso memorie, diari ed epistolari, utilizzando per ognuno di questi registri linguistici diversi. Le vicende presentate rimandano a conflitti religiosi, alle rivolte napoleoniche nei Grigioni in Svizzera alla fine del 1700, all'epopea partigiana e ai furti d'arte commessi da tedeschi e americani nel nostro paese. Il potere particolare che risiede in determinati manufatti artistici è presente in due storie di Magico Vento, il n.11, L'Incubo in Cornice, e il n.28, La Maschera del Dio Cannibale.

Cromantica, copertina del romanzo di G. Manfredi
particolare di Der Grosse Richter di James Ensor, 1898

(c) 1985 Giangiacomo Feltrinelli editore

Cromantica, copertina del romanzo di G. Manfredi<br>particolare di Der Grosse Richter di James Ensor, 1898<br><i>(c) 1985 Giangiacomo Feltrinelli editore</i>
Nella sua terza opera, Ultimi Vampiri, uscita nel 1987 nella collana I Narratori della Feltrinelli, ristampato da Gargoyle Books nel 2009 con l’aggiunta di due racconti e tre saggi sull’argomento, Manfredi rappresenta uno dei miti della narrativa moderna, presentando, in una vera e propria epopea vampiresca, intesi come i diversi per eccellenza, i perseguitati, gli sconfitti, e producendo di fatto un pamphlet contro l'intolleranza. E' di nuovo la Storia la protagonista assoluta delle vicende, con differenti epoche rappresentate attraverso i momenti e i luoghi cruciali, in vicende narrate dagli stessi vampiri, utilizzando differenti registri narrativi, con ricchissimi riferimenti storici, folkloristici e letterari. Si passa dalla Controriforma e dalla cultura zingara, alla costruzione di Versailles, dalla schiavitù coloniale a Waterloo, fino a giungere alla culla dei mitologia moderna, Hollywood con personaggi come Tod Browning, Lon Chaney, Bela Lugosi. I vampiri, nelle loro varie manifestazioni, sono tornati nelle storie di Manfredi in Magico Vento nel n.21 L'uomo dei Gatti, nei n.102-104, Il ritorno di Aiwass, e nel n.107, Vampiri Cinesi, mentre in Dylan Dog abbiamo incrociato il Masticatore di Sudari, nell’albo gigante n.6.
Con Trainspotter, edito da Feltrinelli nel 1989 nella collana I Narratori, c'è un ritorno dell'autore al romanzo unitario, con un racconto nero, molto cupo, in cui si narra l’incontro/scontro tra un fanatico studioso di treni e una coppia di serial killer, contrassegnato dalla tipica narrazione in parallelo di Manfredi, che scruta e indaga nel passato dei suoi personaggi. Si intravede nella scabrosa vicenda una critica al rampantismo capitalistico tipico del periodo, in grado di produrre esclusivamente alienazione e perdizione, attraverso la descrizione anche della violenza metropolitana che condiziona il passato dei protagonisti.

Dopo Gordon Link

Gordon Link esce nel 1991, sulla scia del successo di Dylan Dog, con un'operazione che capitalizza il lavoro preparatorio già svolto da Manfredi per una serie televisiva, la cui produzione è stata interrotta. L’impegno fumettistico sembra limitare in qualche maniera la produzione romanzesca dell’autore milanese, contraddistinta anche da rapidi cambi di casa editrice. La prima opera, Il Peggio Deve Venire, edito da Arnoldo Mondadori nella collana Omnibus nel 1992, si rivela come un allucinante romanzo d'azione on the road ambientato in una dittatura prossima ventura, in una Transilvania di fine millennio, con un tono e uno stile di scrittura simile alla produzione precedente. Un attentato fallito apre il racconto del narratore senza nome, che, in fuga, deve affrontare una strada che vive di vita propria, e il proprio passato, legato alle tradizioni ebraiche. Sono due gli aspetti tipici presenti della narrazione dell’autore milanese: il ricorso a temi fantastici e neri, e il racconto del passato del protagonista che emerge nel corso della narrazione.
La fuga del Cavallo Morto, uscito per Anabasi nel 1993, unica collaborazione con la casa editrice milanese, rappresenta invece un repentino cambiamento di stile all'interno della produzione romanzesca di Manfredi, quasi una parentesi in cui si dispiega la sua vena umoristica, in omaggio alla scrittura comica del cineasta tedesco Ernst Lubitsch, alla ricerca del suo famoso "tocco". Il breve romanzo rappresenta l'illustrazione del mondo della comicità televisiva, raccontato attraverso le vicende di un autore televisivo che, come Tom Sawyer, assiste al proprio funerale, consentendo a Manfredi di mettere in scena in maniera brillante e grottesca i difetti e i pochi pregi di una pletora di personaggi in cui non si fa fatica a riconoscere i divi dell'epoca, ancora adesso popolarissimi. Per la prima volta l’autore fa riferimento a un mito degli indiani d’America, con la storiella del cacciatore Navajo che gira in tondo per seguire le proprie tracce, realizzando che è impossibile raggiungere se stessi.


Pag.1/2 :: Continua nella pagina successiva