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uBC MONITOR
MARZO 2002


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pillole dal mondo del fumetto  


Ammazzascarafaggi
di Giuseppe Pica

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cover
  
Con notevole ritardo, rispetto all'edizione Casterman originale (e alla prima pubblicazione italiana, a puntate su AlterAlter della Milano Libri), la benemerita Coconino Press (mai troppo lodata) ripropone, finalmente in una pregevole edizione in volume, "Ammazzascarafaggi" del duo francese Legrand-Tardi, un noir dai toni kafkiani di notevole fattura.

In giro per la rete..
Coconino Press

Les éditions Casterman
sito della Casa Editrice francese

La storia è quella di Walter Eisenhower, 40enne tormentato e impantanato in un America da incubo (quella reganiana) fatta di squallidi quartieri, minoranze ghettizzate, lavori umilianti e frustranti, criminalità, connivenze politiche, complotti e atmosfere non esattamente sane.
Per un semplice caso (dettato dalla curiosità di una scoperta particolare: la presenza di un tredicesimo piano a New York) il nostro, dalla piatta vita che conduce (con una madre adottiva immobilizzata e asfissiante, un carattere introverso, un lavoro "castrante"), si trova catapultato in un'atmosfera di paranoia, braccato da non si sa chi né perché (lo scopriremo alla fine, gradualmente), e circondato, per cause di forza maggiore, di squinternati, delinquenti, drogati, pseudo medium "facili" e tutta una serie di personaggi realmente (in)significanti.

Mischiando abilmente introspezione psicologica tipicamente francese al sempre attuale problema dell'organizzazione che tutto vede e tutto trama (a nostre spese), Legrand, in anni non sospetti (siamo nei primi anni ottanta) cucina una minestrina, sì, ma saporita al punto giusto, coi bei dialoghi che aiutano a comunicare il senso di claustrofobica follia che permea tutta la storia.

Una storia che, però, senza gli incredibili disegni di Tardi, non avrebbe avuto lo spessore che indubbiamente ha.
E' vero, Tardi ha un segno molto (troppo, a volte) particolare, ma con i suoi bianchi e neri forti, decisi, pesanti (e pur leggibili!), con quel suo grigio tipografico che va a coprire tutto (dando così, e aumentandola anzi, una sensazione incredibilmente soffocante, di sporcizia, di sconfitta personale e non solo), soprattutto, con quel rosso mirato al protagonista (anche graficamente, così, alieno e alienato da quella società), è assolutamente parte integrante della fabula, del racconto, della vita narrata, che non sarebbe certo stata della stessa intensità emotiva senza il suo segno.

E' un soggetto, questo, molto forte, sinceramente politico (ma senza colore), che denuncia non solo le contraddizione della società americana (e si veda il discorso del militare a tavola 25), ma di riflesso, proprio perché così fortemente – e ciecamente - emulata come modello da seguire, della società tutta (europea, mondiale, occidentale)
Non tutto fila liscio, a dire il vero. Qualcosa in effetti pare stonare, pare non perfettamente a posto nel connubio testo-disegno, ma se riportiamo il tutto a un discorso comunicativo, ad una atmosfera, allora possiamo anche ignorare questa sensazione (tra l'altro, davvero non voluta?).

Da segnalare, tra le tante: la scena dell'incubo, squisitamente e straordinariamente kafkiano, delle tavole 26, 27, 28… omaggio allo scrittore praghese e messa alla berlina della forma mentis (supereroistica) statunitense; e il cammeo di un personaggio indimenticabile quale Alack Sinner (tavola 15).

Un grazie di cuore alla Coconino Press, dunque, per aver prodotto la versione italiana di questa piccola grande storia. Eh. Ci sarà pure un motivo se la Casa Editrice di Igor Tuveri continua a vincere tutti questi premi…

 5/7    Ammazzascarafaggi di Legrand (testi) e Tardi (disegni)
(Coconino Press) 64pp in bicromia, formato A4, Euro 12,39, brossura

 

 


 
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