Chissà quale alchimia lega insieme la penna di Eduardo Mazzitelli e la matita di Enrique Alcatena e li porta a creare tra loro un legame
così stretto da essere più della somma delle loro capacità individuali. Quando Mazzitelli scrive le sue straordinarie parabole, quei
racconti profondamente morali e mai moralistici con i quali riesce a narrare l'animo dell'Uomo e il battito profondo della dimensione
sociale umana all'interno della sua storia, non vi è altra traduzione possibile in immagini che la magia grafica del disegno simbolico
di Alcatena. Semplicemente non sembra possibile immaginare una rappresentazione diversa. E per il semplice motivo che il disegno di
Alcatena è parte integrante del testo. E viceversa. Se laddove Mazzitelli non ha al servizio il pennello di Alcatena è come amputato
della propria capacità di rivestire di sogno e di metafora le verità spesso dure che va raccontando sullo spirito umano, Alcatena,
privato della forza emotiva della moralità profonda delle visioni sull'uomo e sul mondo che Mazzitelli va narrando, si vede sottrarre
la materia dalla quale egli trae il nutrimento per fare dei suoi disegni non semplice illustrazione di una storia, ma interpretazione
simbolica delle passioni, pulsioni, illusioni narrate.
Il Cuore della Pantera, pubblicato in cinque parti su Lanciostory è una conferma di questa unione così feconda e
delle tematiche sociali, umane, psicologiche esplorate dal duo, ma contiene anche elementi che differenziano la storia dalla messe dei
loro straordinari racconti pubblicati dall'Eura in questi anni e dei quali si sente urgente la necessità di un'edizione che ne
preservi la memoria e renda giustizia al talento di Eduardo e Quique, un'edizione che non può che avere un nome: i Giganti
dell'Avventura.
Questa volta la favola morale mazzitelliana prende come palcoscenico un'Africa magica, misteriosa e tanto irreale e stilizzata da
essere metafora di ogni luogo del mondo dove accada il minuetto del potere e dei grandi e piccoli intrighi e compromessi sui quali
esso si fonda. Per questa rappresentazione in costume, dove la magia ed il mistero diventano elementi di una trama di potere molto
realistica e tangibile, Alcatena fa uso del suo "registro" realistico – per solito inferiore a quel suo tratto più abituale, sottile
ma densissimo, riccamente dettagliato, arabescato, e carico di echi simbolici, appena richiamati o effettivamente presenti. Non questa
volta. L'Alcatena realistico de "Il Cuore della Pantera" illustra con tutta la necessaria potenza espressiva il racconto; è un'Africa
palpitante di sensualità e di vita che esplode, un'Africa dove la Natura accoglie l'Uomo in intima relazione con se stessa. Le tavole
e le vignette trasmettono la dinamicità della storia, il legame che si vuole instaurare tra la mente del lettore ed i ritmi e le pulsioni
naturali evocate. Viene da definire "linea scura" questa carrellata di suggestivi, ombrosi chiaroscuri con i quali l'artista sudamericano
infonde corpo e realtà narrativa a un continente africano sospeso in un tempo passato, sostanzialmente inventato, ma non per questo meno
vero ad un livello di concezione fantastica della mente.

Nabadru e gli uomini-pantera
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I protagonisti della storia vengono fuori, pagina dopo pagina, arrivando ciascuno ad incarnare un ruolo preciso nella trama del destino
e del gioco politico sottesovi. I due giovani, Nabadru e Jwabima, che finiscono per sposarsi e perpetuare la struttura del Potere
ereditata dai genitori, Kamuzu e Gumamba, incarnano non meno la speranza del Cambiamento. E questa è una interessante nota di diversità
della miniserie rispetto alla produzione dei racconti di Mazzitelli e Alcatena, quasi sempre intessuti se non di pessimismo, certamente
di malinconia. Il percorso di crescita dei due giovani - attraverso il dolore, la conoscenza e l'esperienza di appartenenza al gruppo
degli Uomini-Pantera per Nabadru, attraverso l'amore e il distacco dalla futilità e dalla capricciosità adolescenziale per Jwabima –
li porta ad accettare "con riserva" la loro eredità. Gli intrighi, l'amore per il potere di Kamuzu e Gumamba possono essere un mezzo,
ma è necessario che non diventino un fine.
La società degli Uomini-Pantera, gli Artigli della Pantera, così ricca di riferimenti tanto reali – con l'importanza delle società
segrete nelle culture africane – quanto magici, con la natura più libera e ferina dell'uomo che l'ibrido animale-uomo evoca, assume
nel finale della storia un significato più ampio ancora: non solo e semplicemente custodi e garanti del buon operare del Potere, ma
un forte memento a tutti noi affinché sappiamo apprendere dagli errori e non ci lasciamo cullare da false certezze. Abbattere il Potere,
sembra dirci Mazzitelli, è inutile e fuorviante, ma migliorarlo poco a poco forse è possibile.
  
Il Cuore della Pantera di Eduardo Mazzitelli ed Enrique Alcatena
(Eura Editoriale) 70pp b/n, su Lanciostory nn.21-25 del 2002 Euro 2,20 spillato
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