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"Anche all'inferno"

TESTI
Soggetto
e
Sceneggiatura
Shinichi Hiromoto
DISEGNI
Shinichi Hiromoto - Yasushi Nirasawa


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cover vol.01


Una battuta banale per introdurre un buon fumetto

La scuola è un inferno
recensione di Luca Cerutti

In ogni team artistico c'è sempre colui che ricopre il ruolo di "feticcio": ovvero un componente la cui presenza non sembra essere funzione diretta del suo successo, ma piuttosto frutto di una scaramanzia o di una predilezione particolare di chi ne ha deciso l'inserimento. Un esempio di quanto dico può essere lo stolido Bruce Campbell, che il regista Sam Raimi vuole in ogni film di cui è titolare.
Per i Kappa Boys questo "feticcio" sembra essere Hiromoto Shinichi, autore di questo "Hell's Angels". Da quando, infatti, Hiromoto ha esordito con "Fortified High School", lo storico team di procacciatori di manga per gli otaku italici, ha sempre avuto un occhio di riguardo per questo peculiare autore.

In giro per la rete..
Star Comics

Quest'ultima opera, si inserisce nello stesso filone degli esordi: la descrizione delle peripezie adolescenziali in un ambiente scolastico andato un po' tanto "in acido".
La protagonista di questa storia è Rinne Amagane una iperdinamica adolescente tipo, con fisiologica (per l'età) insofferenza per l'autorità materna. Ottimista e molto, molto distratta, Rinne per salvare un gattino manca il suo primo giorno nel nuovo liceo a causa di un incidente mortale... Come comunemente si dice: "Il buon giorno si vede dal mattino".
Ci vorrà un po' alla nostra eroina per realizzare esattamente l'accaduto: infatti, contrariamente a quanto si crede, "tutti gli uomini finiscono all'inferno" e, quello che è peggio, l'inferno è un gigantesco complesso scolastico (il che dà una nuova interpretazione all'incubo che ogni diplomato ha fatto almeno due o tre volte nella sua vita, di trovarsi a ridare la maturità).

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Letteralmente...
Giunta all'inferno, Rinne incontra Ryu Kuto, presidente dell'Associazione Studentesca e le sue compagne di classe: la strega Kiki, la demonessa Fantoma, la licantropa Wulfy e Stila (a cui è dedicata la copertina) una sorta di incrocio tra un robot e un pupazzo di pezza, taciturna e, apparentemente, autistica. Ma, soprattutto, attirerà l'attenzione dell'illustrissimo Preside Hellvis che, come suggerisce il nome è un gigantesco demone con le fattezze del defunto "Re del Rock"; il quale si premurerà, finalmente, di chiarirle il suo stato di novella deceduta.
Certo, non ci si può fidare del demonio per avere tutta la verità, così Rinne verrà a sapere dai membri del direttivo dell'Associazione Studentesca: Ryu, Mario, Rei, e Luca; che lei, come loro, non è realmente morta ma sospesa tra la vita e la morte. Questo spiega perchè abbia potuto mantenere la sua forma umana e alcuni altri "benefici". Scoprirà anche che il preside Hellvis da parte sua, non è altro che l'anima di Caino e, per scopi ignoti, sembra intenzionato a non permettere loro di tornare in vita.
Da questo momento in poi, l'unico scopo di Rinne sarà ritornare alla vita e da sua madre. E quale modo migliore per farlo se non vincendo un torneo di pallavolo?
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Una cara vecchietta
Come si capisce, "Hell's Angels" riunisce e distorce tutti i luoghi comuni del manga scolastico/adolescenziale: la giovane ingenuotta dal trascinante entusiasmo che, alla fine, conquista anche le compagne piu' snob; il giovane fenomeno a trecentosessanta gradi, oggetto del desiderio di tutte le ragazze, ma affascinato dalla protagonista; un gruppo di comprimari caratterialmente differenziati; un'inquietante disadattata che, inevitabilmente, finisce per gravitare intorno all'entusiasta perno della vicenda; un'autorità scolastica che ostacola i sogni dei giovani; una serie di prove da superare per dimostrare il proprio valore.
Rispetto al già citato "Fortified High School", Hiromoto sviluppa il soggetto con maggiore ironia e leggerezza evitando così di ripetersi e, soprattutto, di produrre un altro ricalco dei temi di "Ken il guerriero" in chiave "scolastic-punk". Gli avvenimenti sono infatti narrati piu con un occhio al paradosso e alla gag che non calcando la mano su visioni e situazioni violente (che pure vi sono). Non è solo la disarmante ingenuità (diciamo pure: lentezza di comprendonio) di Rinne a dare questa coloritura piu' leggera, ma sono anche le citazioni parodistiche di cui il manga è infarcito: primo tra tutti, sicuramente, il Preside Hellvis; ma anche la streghetta Kiki, omaggio punk a Miyazaki; l'autoritaria Fantoma, ritagliata sulla figura del Grifis demoniaco di "Berserk"; la governante del dormitorio scolastico (nell'immagine sopra), una sorta di rinsecchita reinterpretazione splatter di Minni.
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Il portinaio
Dal punto di vista grafico chi conosce Hiromoto sa cosa aspettarsi: un tratto anti-estetico, spesso al limite del disegno infantile, nella migliore tradizione del fumetto "alter", spessi tratteggi di china, retino praticamente assente, predominanza di un nero sporcante e di motivi graffittari. Il rispetto dell'anatomia è, ovviamente, opzionale e il design dei personaggi attinge a tutte le possibili trasgressioni punk, trash, fetish o metallare che possano venire in mente. In questo senso, a dare anche qualche tocco di raffinata ricerca ci pensa la collaborazione di Yasushi Nirasawa in veste di "Monster Designer" a cui si devono intuizioni degne di nota tra cui Hellvis e il portinaio "bifronte" che custodisce l'ingresso all'istituto.
Senza infamia e senza lode la costruzione di tavola e la scelta delle inquadrature, che rendono abbastanza bene la narrazione ma non danno alcun "brivido" al lettore.
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Hellvis
Concludendo, questo primo numero di "Hell's Angels" ci presenta un Hiromoto sicuramente non inedito. Molti infatti sono i temi che ricorrono, da un ambiente scolastico "putrefatto", ad un misterioso legame tra l'incarnazione dell'autorità e un personaggio disadattato e indecifrabile, dalla devastante potenza (ruolo qui ricoperto da Stila che sembra riproporre la figura del Mei Mato di "Fortified H.S."). La novità semmai sta nel registro, piu' ironico e, quindi, autoironico.
E' giusto quindi dire che ci troviamo di fronte ad un fumetto godibile, opera di un giovane artigiano di talento ma sicuramente, nonostante il tratto "scomodo" o alcuni ribellismi grafici, non "rivoluzionario".


Hell's Angels di Shinichi Hiromoto, Monster design a cura di Yasushi Nirasawa
(Collana Point Break/Star Comics), 230pp b/n, Euro 3,10, albo brossurato, periodico, senso di lettura giapponese

 

 


 
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