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"Io e Chise ci stiamo innamorando"

TESTI
Soggetto
e
Sceneggiatura
Shin Takahashi
DISEGNI
Shin Takahashi


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cover vol.01


Non importa se non la si vede, la guerra non permetterà mai a nessuno di essere felice.

Il mondo finirà con un sospiro?
recensione di Luca Cerutti

Certo questa non sarà un'anteprima anzi, recensire il primo numero di "Lei, l'arma finale" quando il settimo dei sette programmati si trova ormai in libreria sa quasi di retrospettiva, di un recupero tentato in extremis... ed in effetti lo è.
D'altro canto "Saishu Heiki Kanojo" rinominato dai fans nipponici "Saikano" (titolo a cui mi riferirò d'ora innanzi) è stata un'altra delle scommesse Planet Manga su di un titolo difficile da far assimilare al pubblico italiano e sul quale, quindi, nessun ripensamento può essere mai tardivo.
Disegnato e sceneggiato da Takahashi Shin, l'opera racconta una storia molto particolare e, per essere stata pubblicata nel 2000, è capace di rappresentare con inquietante lucidità qualcosa che sarebbe diventato parte del nostro vissuto negli anni immediatamente successivi.

In giro per la rete..
Planet Manga/Panini Comics

Voce narrante di questa storia è Shuji un liceale medio con una pessima capacità nel gestire i rapporti interpersonali, fidanzato senza precisa volontà con Chise, una sua compagna mediamente carina ma priva di caratteristiche di spicco che non siano la sua goffaggine e la sua timidezza. Il loro rapporto, insomma, non ha quelle tensioni iperdrammatiche a cui ci ha abituato un Katsura ma, piuttosto, sembra simile alla realtà degli innumerevoli legami che si creano nell'inesperienza e nell'immaturità dell'adolescenza. E come molti di questi è proprio nel momento in cui i due protagonisti si mostrano senza maschere l'uno all'altra, lasciandosi, che scoprono di potersi innamorare.
Quella che viene rappresentata è una "quotidianità dei sentimenti": due giovani impreparati e imbranati iniziano una strada insieme. Dico "quotidianità" proprio in opposizione a "normalità" (che fa pensare ad una serenità da "Mulino Bianco"): niente del genere attende i due ragazzi. Il Giappone, infatti, è entrato in guerra ed una flotta aerea priva di insegne bombarda la loro città, sede di una base JSDF (Japan Self Defence Force) uccidendo circa 50.000 persone con circa 70.000 dispersi. L'esercito giapponese, intanto, ha "prelevato" Chise e ne ha fatto "L'arma finale", facendole respingere questo attacco sotto gli occhi increduli di Shu.
Da qui in poi inizia la vera "vita insieme" di Chise e Shu, fatta di routine scolastica, appuntamenti e partenze per missioni della ragazza, capace di volare a Mach2 e di far crescere armi tecnologicamente avanzate dal suo corpo. Con incomprensioni, gentilezze, e un senso di progressiva alienazione di fronte alla frattura che si sta creando nella realtà di tutti i giorni in cui apparentemente nessuno parla di guerra e distruzione.

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Ma noi lo avremo un futuro?
Come accennavo in apertura, il soggetto di "Saikano" è sicuramente particolare, senza dubbio originale. Si colloca, per dare un'idea, nello stesso filone di "Neon Genesis Evangelion" e, soprattutto, "Neoranga", ovvero dei fumetti che, partendo dall'assunto base del vecchio manga fantascientifico, si chiedono COSA realmente accade ad un liceale che si trova a manovrare potenziale bellico invincibile. Non ci sono sconti di sorta in questa prospettiva: gli ostacoli che i ragazzi devono superare non sono tanto gli eterni alieni privi di senso tattico e le loro strategie "usa e getta", ma i compagni di scuola, i genitori, le regole, le convenzioni, le burocrazie e i giochi di potere funzionali al mondo a cui appartengono.
Non ci vuole certo una particolare finezza analitica per penetrare la metafora, ma quello che rende "Saikano" per certi versi inquietante è la capacità predittiva. Chise e Shu vivono in un paese "in guerra senza guerra": hanno subito un attacco tremendo, ma nessuna notizia davvero precisa sui mandanti e il loro scopo è stata data; partono truppe per un fronte lontano, ma non si capisce nè chi sia il nemico, nè come stia procedendo, o anche solo come si configuri la loro missione. Come afferma nella tavola sopra, se non fosse vicino alla ragazza, Shu neanche saprebbe che vi sono stati dei morti in combattimento e che l'esercito ha agito senza chiedere il permesso a nessuno, certamente non a Chise. Il parallelo con il mondo dopo il settembre 2001 è troppo stringente per essere evitato, nonostante questo fumetto abbia esordito nel 2000.
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E' troppo crudele...
A rendere ancora più angosciante, non mi viene altro termine, questa similitudine, è la sensazione di catastrofe incombente che comincia piano piano a sedimentarsi.
In questo senso la sceneggiatura è amministrata con cura perfetta, facendo uso di una narrazione in prima persona "testuale", che per la sua onnipresenza è certamente inconsueta nel campo del manga. Si costruisce per accumulazione una percezione di "testimonianza": non a caso, protagonista "non vivente" di questo volume è il diario "da fidanzatini" su cui Chise e Shu si scambiano i loro pensieri e che è depositario oggettivo del segreto della ragazza e di quel "Shu, io sto crescendo" (come "Arma Finale") che suona come una condanna e che chiude questo primo volume.
Difficile, leggendo le continue didascalie con cui Shu ci tramanda il suo vissuto, non pensare ad un diario disseppellito tra le macerie: con un interrogativo "sussurrato" come: "Mi chiedo se noi lo avremo davvero un futuro".

I dialoghi, le situazioni, la rappresentazione dei personaggi sono coerenti a mantenere il filo di questa "quotidianità" tutt'altro che normale. Falsamente, incomprensibilmente, illogicamente "normale".
Nel seguire lo svolgersi di ogni giorno si viene presi dalla voglia di urlare di fronte a questa cappa claustrofobica che avvolge i protagonisti e i comprimari obbligandoli senza coercizione a vivere spensierati.
La frattura, la ribellione dei protagonisti viene accolta con un sospiro di sollievo, ma si realizza che è, di nuovo, la "quotidianità" che si manifesta: i ragazzini che fuggono da casa senza neanche capire cosa significa. Probabilmente non c'è niente che sia contemporaneamente tanto romantico, drammatico e banale nella vita di un teen-ager.

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...permettere ad un'arma...
Se fosse un romanzo "Saikano" sarebbe una lettura da consigliare senza esitazioni. Purtroppo è un fumetto e, come tale, vive della coesione di parola, spazio(tempo), e immagine e da questa ottiene quel valore aggiunto unico di questa arte.
Valore che, in alcuni casi, può andare in perdita. E questo è il caso.
Il disegno di Shin Takahashi, purtroppo, non è pari alla sua capacità di sceneggiatore e, anzi, non supera neanche la soglia del dilettantismo. Le tavole sembrano più "storyboards" per un animazione che pagine di un fumetto, tanto sono incapaci di staccarsi dal bozzettismo e dall'approssimazione. La perdita, purtroppo, non è soltanto "estetica" ma anche la chiarezza della narrazione ne risente, subendo delle fratture e delle cadute di ritmo che disorientano il lettore che si trova a dubitare di aver capito la sequenza degli eventi.
Le immagini qui postate chiariranno probabilmente quanto dico, tenendo conto che sono state scelte tra quelle di maggiore impatto drammatico, superflua, date le premesse, qualsiasi notazione sul "character design".
A fornire una speranza è la conversione in animazione che dovrebbe essere pubblicata, a breve, dalla Shin Vision e che, se anche solo rispetterà pedestremente l'opera su carta, sarà automaticamente un titolo da non sottovalutare.
(8k)
...di pensare.
Arrivando al dunque, "Saikano" si offre al lettore come il classico titolo "dei rimpianti".
Si tratta certamente di un'opera che vale almeno la prima lettura ma, nella mia personale opinione, se alla sceneggiatura di Shin Takahashi si fosse affiancato un tratto più consolidato, avremmo probabilmente avuto un fumetto in grado di bissare il successo di "Evangelion" e superarlo nella capacità di tracciare l'istantanea non solo di una generazione ma di un'intera società che si trova a scegliere tra l'attraversare a testa bassa un muro di silenzio assordante o lacerarsi senza clamore in un sospiro.


Lei, l'arma finale di Shin Takahashi
(Collana Japan/Planet Manga), 212pp ca. b/n, Euro 4,00, albo brossurato, bimestrale, senso di lettura giapponese

 

 


 
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