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Fondamentalmente Innocuo
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La prima cosa che mi è venuta in mente, fin dal primo numero di questo "Black Cat" è stato questo titolo della irripetibile saga di satira fantascientifica del (purtroppo) compianto Douglas Adams. E, ahinoi, non perché questo manga ne rispecchi in qualsivoglia maniera la irriverente originalità e il caustico "sense of humour". Piuttosto perché questo fumetto, che si va ad aggiungere alla ormai incontenibile produzione Star Comics, è "fondamentalmente innocuo". Come intendo chiarire qui di seguito.
In realtà, entrambi nascondono un passato da dimenticare. Sven, come si rivela in questo volume, è un ex-poliziotto. Ha "ereditato" il suo occhio destro, capace di vedere pochi secondi nel futuro, dall'amico-collega Floyd che è morto per salvargli la vita e da allora si sente investito dell'eredità morale di portarne avanti la missione. Train, dietro ad un comportamento da "gatto randagio", cela in realtà il temibile "Black Cat", il gatto nero, simbolo della disgrazia che l'organizzazione criminale Kronos riservava a coloro che le si opponevano. I quali erano destinati a cadere morti nel momento stesso in cui il gatto nero, marchiato con il numero "XIII", li avesse raggiunti con la sua pistola infallibile. Il gatto nero, però, ad un certo punto perde una delle sue vite e rinasce come "randagio", ma la donna responsabile di questo cambiamento, Saya Minatsuki, anch'essa "sweeper", muore per mano dell'ex-collega ed ex-amico di Black Cat, il freddo Creed Diskens.
Solo i cuori più saldi potranno non sussultare vedendo il freddo Creed si ripresentarsi di fronte a Train per riaverlo nelle vesti di Black Cat e così fondare l'organizzazione che rimpiazzerà la Kronos al vertice della malavita organizzata.
Oltre alle situazioni, anche i dialoghi e le sequenze cercano di fare del loro meglio per interessare il lettore. Non originali, certo, ma almeno con un buon ritmo. Sempre nel numero in esame, ad esempio, è la piccola Eve a tenere banco con la sua decisione di salvare a tutti i costi, anche a costo di "umiliarsi", il dinosauro fuori luogo e fuori tempo.
La costruzione di tavola e di vignetta rispetta le regole e non sbaglia un colpo nella descrizione dell'azione al lettore, tutto quello che si può criticare è qualche spalla un po' troppo massiccia o qualche gamba un po' troppo lunga di tanto in tanto, ma sempre di meno man mano che ci si allontana dal numero 1 (segno di uno spazio di maturazione per l'autore).
Non vorrei però che questa suonasse come la peggiore delle stroncature ("vale così poco da non fare neanche schifo"): spendendo 2 euro e sessanta per "Black Cat" chi cerca un manga d'azione avrà esattamente quello per cui ha pagato, il che non è mai male. Certo, il riferimento sugli scaffali delle edicole per il momento resta Full Metal Panic, ma si può legittimamente sperare che, presa confidenza con questa opera, Kentaro Yabuki possa in futuro darci maggiori emozioni.
Black Cat di Kentaro Yabuki |
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