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Mambo italiano
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In una chiacchierata di qualche tempo fa, Michele Foschini, il responsabile delle pubblicazioni della Indy Press Comics, ci ha parlato con trasporto di questo nuovo lavoro di Diego Cajelli e non ha esitato a definirla la sua migliore storia finora realizzata.
La premessa della storia è semplice, in apparenza: come dice Nicola, il protagonista, "Io sono un supereroe che ha deciso di mollare... mio fratello è uno psicopatico con tendenze omicide... tu al mio posto cosa faresti? Io ho aperto una pizzeria...". La pizzeria di cui parla è la Pizzeria Messina, dove ha inizio la storia, quando la mafia va a chiedere il pizzo proprio ai due fratelli Enzo e Nicola.
Da questo inizio a sorpresa (che non sveliamo per non rovinare il gusto della lettura) comincia una sequela di eventi che svela, poco alla volta, il passato dei due fratelli, ma soprattutto permette a Cajelli di ironizzare e divertirsi nel meandro dei difetti della società moderna. Il mondo dei supereroi, a cui apparteneva Nicola, è costellato da uomini d'affari e speculatori, che investono in un supereroe piuttosto che in un altro solo per questioni d'immagine (abitudine diffusa anche nella realtà odierna: pensiamo al mondo della musica, ad esempio), e Nicola, stella di secondo piano dello star-system supereroistico americano, ha deciso di abbandonare quella vita proprio per il marciume che vi vedeva dentro. Cajelli è preciso nella sua feroce ironia, ma senza appesantirsi troppo, ed è proprio grazie a questa sua di sarcasmo, azione e riflessione che la storia scivola con naturalezza sui binari giusti, divertendo e conquistando il lettore. I personaggi si delineano pagina dopo pagina attraverso poche ma mirate parole, e nel complesso l'universo milanese che viene riscostruito acquisisce un realissimo contorno, anche se infarcito di stereotipi, dai mafiosi ai supereroi stessi. Le matite di Federica Manfredi accompagnano senza difficoltà i testi e regalano una precisa caratterizzazione di ciascuna figura, specie di Nicola e T-Ray (deliziosa, nella sua perfetta aderenza alla contemporaneità, la resa della loro conversazione al telefono). I colori, forse, peccano di poca luminosità e risultano scuri in talune pagine, ma nel complesso il lavoro grafico è più che soddisfacente.
Ne risulta, quindi, un albo pienamente godibile nella sua unicità, ma che ha tutte le carte in regola per creare seguiti e spin-off: lo stesso Cajelli dice che ha "un sacco di idee per il seguito di questa storia", e non stentiamo a credergli, vista la mole di spunti che regalano queste 48 pagine. L'unica pecca, forse, è celata nel rapporto qualità/prezzo, dato che nella viziata e abitudinaria Italia 6 euro per 48 pagine è un prezzo decisamente sopra la norma, che scoraggerà parecchi possibili compratori. Chi, tuttavia, li volesse spendere avrà nelle mani sicuramente un prodotto di qualità.
Mambo italiano di Diego Cajelli (testi), Federica Manfredi (matite), Andrea Fattori (chine) e Davide Amici (colori) |
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