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Esiste una superficie sottile che che divide la semplice realtà da una o più dimensioni, superiori o inferiori, ma comunque e sempre "altro da qui". I poeti la chiamano segreto, gli indù velo di Maya; Carroll immagina sia uno specchio; per Lovecraft sono le mura del sonno e per Auxley le porte della percezione.
Per Grant Morrison è lo scarto, la sporcizia, la lordura ("the filth" appunto). E il compito della divinità che abita questo oltre, "Madre Lordura", è fare in modo che la realtà sia come sia, che lo status quo non venga alterato: insomma la stasi e la mediocrità come fine, l'immobilità mascherata da progresso, l'assuefazione dell'umanità al reale per preservarla dal male.
"Tecnicamente" divisa in 13 capitoli, la storia segue un filo logico sconnesso, che si riconduce difficilmente ad una narrazione unitaria; la scrittura appare caotica, disordinata fino alla schizofrenia. I nuclei tematici sembrano sfuggire a qualsiasi classificazione, e solo con la lettura dell'ultimo capitolo Morrison sembra riuscire finalmente a tirare e concludere alcuni dei fili del racconto. The Filth è perciò un fumetto da leggere tutto d'un fiato, senza necessariamente cercare di "capire", ma lasciandosi trasportare dal ritmo e dalle impressioni oniriche, ipnotiche fino al "lisergico", tutte portate al limite in cui la lettura si traforma in suggestione.
 Una tavola emblematica
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Ed in questo universo narrativo di scatole cinesi, Morrison ha la grande intuizione di porre ai due estremi sempre la dimensione del fumetto: a livello macroscopico c'è la realtà dell'albo di "The Filth" che teniamo tra le mani, ed al suo opposto c'è l'albo di "Status Quorum", un'opera dedicata ai supereroi di un universo altrettanto reale chiamato "Cartaverso" e che esiste oltre "Madre Lordura": oltre l'oltre. Insomma, una dichiarazione d'amore al fumetto, paradossalmente finzione che è inizio e fine di ogni realtà; o forse più in generale dichiarazione di poetica esistenziale, in cui la vita non è altro che narrazione e l'uomo nient'altro che un personaggio con il carattere della tridimensionalità. Le scatole cinesi divengono perciò specchi che si riflettono e che spingono inesorabilmente verso un dubbio: io leggo un fumetto, ma esiste qualcuno che legge il fumetto in cui io leggo un fumetto?
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La mano di Dio
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Ancora più complicato: l'inchiostro da vita alle cose. E le storie nutrono la realtà.
L'inchiostro viene raccolto da una stilografica, nella mano di Dio, in una dimensione parallela in cui opera un gruppo di super-agenti costituito da delfini senzienti, una mutazione del Presidente Nixon con le branchie, navi che usano cattedrali gotiche come combustibile. Ad essi si affianca una squadra di super-pulitori che, intervenendo nella nostra realtà, mantengono lo "status quo" generato dalle trame scritte con l'inchiostro.
Com'è facile intuire, il punto forte di quest'opera sta nell'originalità del soggetto e nella complessità narrativa. Morrison tratta il cortocircuito della conoscenza di fronte a ciò che appare irreale ma inequivocabilmente si manifesta, con particolare attenzione verso manie, ansie, e perversioni; e sembra dirci che la nostra vita non è più vera di quella che vivono i supereroi di un fumetto e che il concetto di realtà non è altro che un'opinione dell'umanità.
Riguardo al disegno, Chris Weston caratterizza le sue tavole con un inconfondibile stile british condito con un pizzico di atmosfera sci-fi anni '60; il suo tratto pulito fa però da contrappunto ad una costruzione delle tavole spesso sperimentale, fatta di montaggi arditi e sovrapposizioni grafiche a volte disorientanti ma che ben sottolineano il carattere "disturbante" della sceneggiatura stessa. Azzeccato anche il frequente utilizzo di effetti grafici che rimandono ai media video ed alla costruzione delle pagine giornalistiche.
A favore di Weston va poi il suo apprezzamento per un famoso personaggio bonelliano, che omaggia con una citazione nel n.5 della serie (Vertigo Presenta n.34). A voi il piacere di scoprire il riferimento.


Cover n.13
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Una tavola di "Status Quorum"
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In conclusione, "The Filth" non ammette mezzi termini: o la si ama o la si considera un'assurdità (ed anche il secondo punto di vista non appare troppo ingiustificato). A modesto parere di chi scrive, un fumetto che farà discutere nel lungo termine, bisognoso di riletture e di una loro sedimentazione. Opera bizzarra ma suggestiva, denuncia della mediocrità ed apologia del lerciume. Ed assolutamente opera incompiuta per il gusto dello scarto, per la bellezza stessa che emana dal dubbio: dozzine di sottotrame lasciate volutamente irrisolte e che fanno di questa storia parziale, psichedelica ed estremamente sperimentale uno scacco alla nostra logica di lettori, assuefatti alla struttura del plot.Buona lettura
  
The Filth di Grant Morrison (testi), Chris Weston (disegni), Gary Erskine (chine) - Magic Press/Vertigo
22 pagine (per numero), a
colori, su "Vertigo presenta" nn.29-32; nn.34-39; nn.41-43, Euro 4,00,
spillato, mensile.
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