Shutendoji è una storia che colpirà sicuramente il pubblico occidentale grazie
soprattutto alla sua componente esotica, che ci immerge nel mondo mitologico e religioso giapponese.
Curiosamente è il contrario di quanto succede in altre due opere dell'autore, "Devilman" e "Mao Dante", in cui
si notano le chiare influenze della religione e dei miti occidentali.
"Shutendoji" narra infatti degli Oni, i cosidetti demoni giapponesi, creature malvagie, più grandi
degli esseri umani, simili ai giganti della mitologia nordica ma dotati di corna e fauci terribili.
Tuttavia, gli Oni non vengono considerati come esseri completamente
negativi, bisogna infatti ricordarsi che in Oriente non
esiste una netta distinzione tra bene e male come in Occidente.
Ciò ha permesso all'autore di
caratterizzare queste creature al meglio e di dare loro un certo spessore che li differenzia
dai soliti cattivi "spaccotuttoperchèmidisegnanocosì".
Certamente il loro scopo finale non è del tutto condivisibile, anche perchè va a discapito dell'esistenza della
razza umana, ma dal loro punto di vista è del tutto lecito, e
ciò li spinge a sacrifici estremi e a usare ogni mezzo
a loro disposizione per raggiungere ciò che si sono prefissi. Tanta dedizione
potrebbe pure arrivare a farceli ammirare...

L'arrivo di Jiro Shutendo di Go Nagai
|
Anche il protagonista, di nome Shutendo Jiro, è un Oni, ma un Oni particolare, portato sulla terra da un altro mondo
e dato in affidamento a una giovane coppia, i futuri coniugi Shiba. Essi vengono subito avvisati che si tratta comunque di un affidamento a termine,
di diciassette anni. Ed è proprio passato questo tempo che la storia entra nel vivo.
Jiro Shutendo viene avvicinato da una serie di Oni che
cercaranno in tutti i modi di eliminarlo, utilizzando anche altri esseri umani plagiati.
Si scopre così che tra gli Oni esistono delle faide interne che li dividono in due
fazioni, e che secondo un'antica profezia
egli è destinato a sconfiggere una di esse.
Shutendo, già schivo e diffidente a causa della sua natura oscura, comincia a subire diverse perdite tra le uniche
persone che gli si erano dimostrate amiche e sembra così trovarsi solo contro tutti, quando, improvvisamente,
un manipolo di ragazzi si unisce a lui contro i malvagi nemici.
Viene così a riproporsi un topos del fumetto giapponese, quello dell'eroe solitario
che viene aiutato, inizialmente contro la sua stessa volontà, da una serie di personaggi secondari pronti al sacrificio estremo per lui, o meglio,
per ciò che egli rappresenta, in questo caso la salvezza.
Un sacrificio che si replica specularmente tra i suoi nemici, tutti pronti
a morire per il loro capo. In questa relazione eroe\comprimari non si può non scorgere un
parallelismo nel rapporto che incorreva nel giappone feudale tra i samurai e i loro padroni.
|
|

Un esempio di tavola "scoppiata" alla Nagai.
| | |
|
Gli avvenimenti che seguiranno saranno caratterizzati da
una serie di combattimenti contro monaci dalle caratteristiche e dalle armi decisamente bizzarre
con pochi colpi di scena che faranno scorrere la storia senza infamia e senza lode, almeno fino a 5° volume su cui si basa la recensione.
Per quello che riguarda i disegni,
una delle prime cose che salta all'occhio leggendo un manga di Go Nagai è il suo stile particolare:
duro, grezzo, poco incline al realismo e alle anatomie umane, con pochi sfondi, pieno di linee cinetiche, con tavole "scoppiate"
in vignette diverse l'una dall'altra o a pagina intera. Il manga è datato 1976 ma nel corso degli anni Nagai non ha cambiato di molto il suo tratto e
probabilmente mai lo farà, dato che è divenuto una delle sue caratteristiche principali che fa riconoscere
una sua opera alla prima occhiata.
Un'altra caratteristica peculiare dei manga nagaiani è l'estrema violenza che non risparmia nulla e nessuno,
neppure i protagonisti, e chi ha letto "Devilman" ne sa qualche cosa. La violenza fisica è comunque poco realistica, favorita anche dallo stile grafico di cui si è detto prima, e
risulta sempre meno inquietante e paurosa della violenza psicologica: la violenza mentale, piuttosto che fisica, è difatti un aspetto tipico delle opere
giapponesi, siano esse fumetti, libri, come per esempio le opere di Edogawa Rampo, o film, come
per esempio il pluriacclamato "The Ring".


Cover n.1 disegni di Go Nagai
|


La violenza di Nagai disegni di Go Nagai
|
  
Shutendoji di Go Nagai
D/visual (Goo Collection), 209pp b/n, Euro 4,90 cadauno, albi brossurati con sovracoperta, senso di lettura giapponese.
|