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Sog. e
Sce. Gianfranco Manfredi
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Partono le danze in questo west da incubo ed è un ballo macabro come quello dei soldati di Fort Ghost.
Come avrete senz'altro capito dai voti il numero mi è piaciuto molto anche se sicuramente non è esente da pecche.
Partono le danze in questo west da incubo (..)
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Cominciando dal soggetto che deve per forza di cose ridursi a 98 pagine (le prime!). Positiva la scelta di far assistere alla "nascita" del protagonista.
Per essere un "numero 1" è una buona storia: c'è l'intrigo col corrotto uomo d'affari (eh, quanti ne ha ammazzati Tex!) c'è il disperato col figlio-mostro, ci sono gli spettri (o zombies) assetati di vendetta.
Gli spunti sono numerosi e sicuramente interessanti, poichè è sicuramente stimolante questa contaminazione "western-horror" se non scadrà nello splatter fine a sé stesso.
L'appunto principale che si può fare a questa sceneggiatura ci riconduce al problema appena esposto: tanto da raccontare e spazio ristretto. Un buon sceneggiatore deve saper mediare, in questo caso Manfredi se la cava con qualche "sbucciatura"...
Il voto alto è giustificato dalla scelta, azzeccatissima, delle sequenze e della scelta dei tempi, entrambi elementi fondamentali per creare la tensione e la suspence d'obbligo in questo tipo di fumetti.
"Poe" è da subito un buon personaggio, equilibrato, che si regge benissimo tra acume investigativo e scarsa prontezza di riflessi, anche se riesce, nel finale, in un colpo degno del miglior Tex!...
Magico Vento appare invece monolitico, statuario ed anche un po' troppo senz'anima (vabbe' che gli manca la memoria però...).
Me lo aspettavo, credo sia sempre un problema fisiologico legato agli "inizi"; da segnalare un lampo che mi ha piacevolmente impressionato. Ad un certo punto, un certo personaggio (negativo) sta morendo colpito da MV, ebbene il nostro non fa una piega. Lo tratta come si trattano le carogne nel selvaggio west...
La storia galoppa verso un finale da resa dei conti, forgiando una nuova coppia di protagonisti interessante e finalmente diversa dal cliché eroe-spalla perchè credo che il nostro Poe abbia molte potenzialità...
  

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Jose Ortiz
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Jose Ortiz è un grande disegnatore! Se non avete mai visto nessun altro lavoro, magari in coppia con Segura, questa storia lo dimostra chiaramente.
Tanto per cominciare i volti, veicolo primo per comunicare emozioni, sentimenti dei personaggi: Poe è volpe e tacchino, Magico Vento è esausto, semi-morto, trasognato, spietato.
Lomax è distrutto, crudele, sadico... E così via, in una carrellata di volti e sguardi che colpiscono per espressività.
La notte incombe minacciosa nel finale, ed il giorno è un giorno grigio, pesante. Avete presente il film di Clint Eastwood, "Il cavaliere pallido"? (se la risposta è no, vedetelo!)
Si respira nei disegni di questo Maestro la polvere della ghost town. Si può quasi toccare l'aria greve che si respira nel vagone assieme ai soldati.

tavola di J.Ortiz
(c) 1997 SBE
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Come inizio non ci poteva essere di meglio. Per quello che mi riguarda, pochi in casa Bonelli possono essere considerati alla pari di Ortiz (Villa, Roi, Ticci, Alessandrini, l'ex Castellini)
Aspettiamo il prossimo disegnatore al varco...
  
La copertina n.1 è efficace e molto ben disegnata. Bravo Venturi!
Bel volto e soprattutto non assomiglia del tutto all'ultimo mohicano filmico...
Bei colori e nuovo font grafico per il nome della testata che non mi dispiace affatto pur essendo io un tradizionalista (che volete, ho imparato a leggere con Tex...)
E vedendo la preview del n.2 (sì lo so, mi dovrei attenere a questo numero e basta) secondo me abbiamo trovato un'altra bella serie di copertine (come Tex, appunto)
Visto che questa è anch'essa la prima recensione aspetto le vostre critiche ed i vostri commenti... alle mie osservazioni
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