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Sog. e
Sce. Gianfranco Manfredi
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Ormai la pista sembra tracciata: una particolare attenzione al contesto storico associata al dispiegarsi di fenomeni fuori dal comune
Lo schema, in generale, è collaudato, e sta alla base del genere horror: dare inizialmente un quadro preciso, reale, dove si fa la conoscenza dei protagonisti, dove questi si muovono e per
gradi portare la narrazione su binari più sconnessi, verso l'Innominabile...
Lineare ed elementare.
Stavolta solo un compitino ben fatto.
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Allora dove sta il problema? I fenomeni straordinari si dispiegano con una linearità e con un ritmo elementari, da compitino ben svolto ma privo di originalità e personalità.
Altro discorso per i personaggi: Manfredi ci regala un Poe fuori dalle righe, ricettacolo di luoghi comuni contro i Mormoni ma allo stesso tempo un pistolero degno di John Wayne
(vedere la sequenza della sparatoria a cavallo!), per poi essere un don giovanni un po' patetico.
Bel Magico Vento che ci regala battute simpatiche che fanno un buon effetto, messe in bocca all'"Eroe-tutto-di-un-pezzo". Belli sono anche i tre personaggi femminili: una specie di "Piccole
Donne" moderne ed emancipate. Funzionali, in toto, Mormoni ed Indiani.
Togliendo queste considerazioni positive dal voto, resterebbe per me solo un pessimo 1/7. Dove sono l'atmosfera, il Mistero? Evidentemente non abitano nella mente di Manfredi che si conferma un grande
"subcreatore di anime" ma questa dote, evidentemente, non basta
  

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Pasquale Frisenda
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In perfetta sintonia con Manfredi quando si tratta di descrivere i personaggi, ritratti magistralmente, riesce a tener su la storia praticamente da solo con belle tavole
di carri lanciati in fuga e mostri che emergono.

tavola di Frisenda
(c) 1997 SBE
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Perde un po' in un' unica vignetta: quella di Thommy straziato dal mostro, un esempio di splatter maldestro.
  
Copertina: L'effetto "mostro-che-schizza-fuori" riesce a recuperare il primissimo piano del cavallo e di MV che non mi hanno entusiasmato.
In questa sezione porto avanti la metafora della rampa di lancio: la struttura tende ad essere un po' precaria
L'aspettativa maggiore era vedere all'opera un disegnatore dal tratto limpido e solare, dopo il lugubre, per alcuni troppo, Ortiz. E visto il paragrafo sui disegni, posso dire
che l'aspettativa è stata premiata.
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