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" La banda degli innocenti "


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recensione di Giorgio Loi

Ned giunge a Bannack per indagare su un traffico di cavalli rubati, ma la faccenda si rivelerà presto molto più complessa. Nessuno è come appare e qualcuno dovrà fare i conti con il suo passato perché la verità venga, finalmente, alla luce.



TESTI
Sog. e Sce. Gianfranco Manfredi    

Questo mese Manfredi si prende una pausa dal filone principale, quello di Custer, ma non rinuncia alla sapiente mistura di fantasia e storia del West che costituisce l'elemento di maggior fascino della serie.

I lettori di Tex sicuramente ricordano la vicenda della "Banda degli innocenti" magistralmente raccontataci da Mauro Boselli nella rievocazione del passato di Kit Carson (TX 407/409). Ma mentre Boselli si prende ben più di una licenza, peraltro perfettamente funzionale alla narrazione, Manfredi ci riporta alla realtà storica, facendo luce anche sull'origine della denominazione della banda e confermando la sostanziale complementarità fra Tex e Magico Vento: il primo è il west (non più tanto) epico, romantico e fantastico, il secondo è quello più vero, duro, cinico e spietato.

"Anche stavolta ci si presenta un'interessante galleria di personaggi, sufficientemente nutrita da costituire il vero punto di forza dell'albo"
   

Anche stavolta ci si presenta un'interessante galleria di personaggi, sufficientemente nutrita da costituire il vero punto di forza dell'albo, più che non la trama - pure interessante e non scontata. E chi sono questi personaggi? Innanzi tutto Venus Keller, in cui ci sembra di ravvisare, più nel carattere che nelle fattezze, l'indimenticabile Joan Crawford. E' la giovane vedova di un ranchero che, non avendo potuto ereditare dal marito anche il rispetto dei suoi uomini, è costretta a guadagnarselo continuamente sfoggiando una grinta da tigre e ostentando rischiose prove di coraggio, come quella di domare "a pelo" un pericoloso mustang solitario. Una donna caparbia, tenace, orgogliosa, che non può lasciare indifferente Magico Vento il quale ne è da subito attratto, ricambiato.

(22k)
Dure donne del west
di Ramella (c) 2002 SBE

Ma Venus è forse la più prevedibile nella sua evoluzione caratteriale. Come già Manfredi ci ha abituato in passato, il succo sta invece nelle figure di contorno che rivelano, tutte, un lato nascosto e inatteso. Non si tratta, ovviamente, del cattivo-che-in-realtà-è-buono e viceversa. Troppo semplice. Ci imbattiamo così in uno sceriffo pacioso, grasso e all'apparenza imbelle, ma anche intelligente e coraggioso, sebbene un po' ingenuo. Un indiano, che Ned rapidamente individua come possibile colpevole, e che l'odierna correttezza politica richiederebbe invece innocente, che innocente non è affatto anche se meno carogna di quanto si potrebbe pensare. Un gestore di saloon, dalle cortesia e disponibilità fin troppo sospette, che sarebbe un perfetto "colpevole da colpo di scena" e che invece risulta quello che appariva all'inizio, pagando per giunta un altissimo prezzo. Infine un giovanotto viziato e scavezzacollo, altro cattivo "naturale" che un certo buonismo potrebbe facilmente dipingere come una fragile e insicura vittima della società, e che rivela sì un'altra faccia, ma ancor peggiore di quella già sgradevole inizialmente mostrataci, condita da inquietanti risvolti edipici.

Che dire, poi, dei capovolgimenti di fronte che, nella parte finale della storia, imprimono una decisa accelerazione al susseguirsi degli eventi? Quando lo sceriffo se ne va tutto solo a catturare colui che reputa essere l'assassino, i canoni dell'avventura tradizionale lo vorrebbero spacciato, punito per eccesso di temerarietà, buono solo per essere vendicato dall'eroe. Ed ecco invece che l'"assassino" lo grazia e si dimostra addirittura disposto ad aiutarlo, pur restando un delinquente. Poco dopo Randy viene smascherato nel bel mezzo di un saloon e tenuto sotto tiro. Cala il sipario? Nemmeno per idea! La follia infonde energie inaspettate all'apparentemente imbelle ragazzotto, che fa una strage e scappa con un ostaggio. Sono piccoli tocchi di classe di uno sceneggiatore che ben conosce l'importanza del mantenimento della tensione e riesce a non farla venir meno anche quando sembra che la trama si sia compiutamente dispiegata.

"Qui sta la grandezza del personaggio di Manfredi, ossia nell'agire da autentico eroe in un contesto realistico, senza stonare"
   

E Ned come si muove in mezzo a tutto questo? Come meglio non potrebbe. Due tiri, due centri, e stando a cavallo! Roba da fare invidia a Tex, oggigiorno. Inoltre trova il tempo di salvare sceriffi in difficoltà e consolare vedove inconsolabili (?). Fin troppo perfetto, in un'epoca di eroi fragili e umani. Ma qui sta la grandezza del personaggio di Manfredi, ossia nell'agire da autentico eroe in un contesto realistico, senza stonare. La sua presenza è costante ma non oppressiva. E' determinante nell'avviare il caso alla soluzione ma la verità finirà per emergere da sola, in modo spontaneo, prepotente.

Un'altra bella prova di Manfredi, che valorizza una trama buona ma non eccezionale con una sceneggiatura quasi perfetta, serrata e coerente nonostante l'intreccio piuttosto fitto, che trova il suo unico difetto nell'angusto spazio delle 94 pagine in cui è relegata.



DISEGNI
Bruno Ramella    


Secondo voi che cosa farà Jack?
(c) 2002 SBE
   

Il "divorzio" da Barbati sembra aver prodotto buoni frutti. Quest'ultimo si è infatti rivelato un autore completo per Magico Vento, mentre il veterano Ramella dimostra anch'egli di essere in grado di rappresentare in solitaria il vecchio west in modo egregio.

Il tratto è quello che conoscevamo anche dai precedenti lavori di coppia: sintetico ma sufficientemente dettagliato da non apparire fuori luogo in un'ambientazione, quella western, che di norma non gradisce rappresentazioni troppo "grafiche". Le inquadrature sono quasi sempre azzeccate (ci convincono poco solo quelle dall'alto, a volo d'uccello, ma si parla di un paio di vignette in tutto) e i diversi personaggi sono tutti ben caratterizzati, convincenti nella loro "recitazione". Ottimo anche l'impiego del chiaroscuro.



GLOBALE
 

La copertina non ci sembra all'altezza né dell'albo né delle capacità di Frisenda che, pur non avendo mai brillato nella realizzazione delle copertine acquerellate di Magico Vento, ci ha dato in passato prodotti ben migliori. La scena descritta rappresenta forse il momento topico del rapporto fra Ned e Venus, quando costei, cercando di domare lo stallone, intende far colpo sul nostro eroe, riuscendoci... suo malgrado! :-)

Una storia fuori dal filone principale, ma assolutamente non un mero riempimento, tutt'altro.
 

 


 
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