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" L'ultima corsa"


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Un episodio che non è solo un riempitivo, che non è solo un giallo, che non è soltanto western. Ormai dovremmo ribattezzarlo "stile Magico Vento": partire da aspetti semi sconosciuti della vita di frontiera e costruirci sopra un soggetto che rielabora e miscela tra loro i generi, mentre la Storia con la S maiuscola fa da cornice e la "commedia umana" delle creature di Manfredi pensa a tutto il resto.

Gli scheletri nell'armadio dello Zio Zeb
recensione di Cristian Di Clemente



TESTI
Sog. e Sce. Gianfranco Manfredi
   

I "watcher" erano le persone che, nelle carovane dei pionieri dell'ottocento, per evitare fatali rallentamenti agli emigranti restavano accanto ai moribondi fino a decesso avvenuto. E' da questa figura pressoché sconosciuta al grande pubblico che parte l'idea per una vendetta a distanza di anni, quando la ferrovia Transcontinentale ha ormai reso inutile spostarsi con i conestoga, il west sta per essere definitivamente conquistato e il Pony Express è stato soppiantato dal telegrafo. L'oro delle Black Hills fa gola ad avventurieri ed a scout in cerca di una nuova identità. Scout come quelli che l'immaginario del cinema e della televisione ci hanno consegnato, come il mitico Zio Zeb (interpretato da James Arness) de "Alla conquista del West", serie tv della fine degli anni settanta che rappresentò il primo incontro con il genere Western per il sottoscritto.

"...non vi fu gloria nella conquista del West e, in fondo all'epica che il cinema ha dato all'immaginario collettivo, rimane solo la cruda realtà"    
E' in questo ben delineato quadro storico che si sviluppa il soggetto dell'episodio, con un altro scout, Peter Gruber, che ha una terribile colpa nella sua pluridecennale attività. Ancora una volta queste pagine ci ricordano che non vi fu gloria nella conquista del West e che, in fondo all'epica che il cinema ha dato all'immaginario collettivo, rimane solo la cruda realtà.

La sceneggiatura è molto buona, a partire dall'ingannevole sequenza d'apertura, con una Rifiuta-di-smettere irritata e al centro di situazioni che permettono al suo carattere focoso di dare il meglio di sé.

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Nodo scorsoio
disegno di Darko Perovic
(c) 2003 SBE
   
 

Si parlava, nella presentazione della recensione, di "commedia umana": i personaggi di Manfredi sono così ben rodati e caratterizzati che è piacevole vederli interagire (si vedano i problemi di coppia tra Daino Rosso e Rifiuta-di-smettere, con la rassicurante ma anche ingombrante ombra di Magico Vento, oppure il siparietto comico di Poe che, alla ricerca di un pazzo nel forte, scopre Jim in atteggiamenti intimi con Olga). Anche l'inserimento di nuovi personaggi come Clovis, il nipote del direttore del "Morning", funziona bene. Poche vignette sono sufficienti per caratterizzarlo, senza che sia stata spesa una sola parola da parte di terzi per descriverlo: un antipatico sbruffone, bravo solo a parole (si capisce anche dal modo in cui lo tratta Olga, la sua amichetta). Sembra che con questo personaggio Manfredi si diverta a trapiantare nel vecchio West la figura del consulente moderno (le idee di Clovis per rilanciare il "Morning" e le parole che usa, che fanno sorridere Poe, sembrano uscite da un libro di testo universitario e non sono affatto campate per aria).

La commedia è rotta dalla tragica sorte dello sfortunato Joe Best Junior: il suo desiderio di portare quella che credeva una buona notizia allo scout Gruber segnerà la sua fine. I militari lo celebreranno con un funerale sontuoso e i discorsi di rito, Poe raccontando la sua storia sui giornali. E Ned? Distaccato e risolutore come ci ha abituato, non mostra emozione per la morte del giovane Joe e non aggiunge una parola al suo funerale. Solo uno sguardo, intenso e pensieroso, nell'ultima vignetta di pag.97. Cosa pensi non ci è dato saperlo, né ha importanza.

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Elogio funebre
disegno di Darko Perovic (c) 2003 SBE

Un Magico Vento intenso e sfuggevole: sta in disparte nelle celebrazioni del "Morning" e, nel cercare giustizia, non dà, a differenza di Poe, alcun giudizio morale per il gesto di cui si è macchiato lo scout Gruber. Poe ha una mentalità ancora troppo influenzata dalla città per capire, come invece riesce subito a Ned (che conosce bene gli aspetti più oscuri e tragici della frontiera), che dietro al seppellire vivo un uomo moribondo c'era la paura... o vigliaccheria, come direbbe chi non ha provato sulla propria pelle la polvere e i pericoli della frontiera. Gruber è un uomo duro, violento e impulsivo... ma pur sempre un autentico uomo della frontiera come possono essere esistiti in quel tempo, non il villain calcolatore del giallo di turno. E non è calcolatore neppure Rip Bates, la vittima di ieri, che non riesce a prevedere le reazioni istintive di Gruber (che porteranno alla morte di un innocente). La perfezione lasciamola ai "napoleoni" del crimine.



DISEGNI
Darko Perovic    

Alla sua seconda prova su Magico Vento, Darko Perovic si conferma in sintonia con le atmosfere della serie ed un eccellente illustratore del West e dei suoi molteplici protagonisti (indiani, scout, militari, avventurieri e civili), con un efficace impiego del contrasto tra chiari e scuri. L'artista serbo si è ormai impadronito dei tratti somatici di Ned, mentre mostra ancora qualche difficoltà nel gestire al meglio Poe. Tra i personaggi, vanno ricordate le sue interpretazione di Rifiuta-di-smettere, tanto espressiva quanto carina, e di Peter Gruber, un autentico duro della frontiera.

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Tensioni
disegno di Darko Perovic (c) 2003 SBE

Il disegnatore si dimostra a suo agio nelle sequenze diurne (che ispirano una grande calura) e quelle notturne, con frequenti cambi d'inquadratura nei lunghi dialoghi e una buona dinamicità nelle rare sequenze d'azione dell'albo. I personaggi principali sono sempre ben riconoscibili.



GLOBALE
 

La copertina di Pasquale Frisenda è in tema con l'episodio e curata nei particolari (vedere la luce che filtra dalle assi di legno della stalla e che si riflette nell'acqua del terreno). La colorazione non è molto soddisfacente: ispira una sensazione di arsura ma nel complesso l'immagine non cattura l'attenzione, malgrado la situazione inequivocabile illustrata.

Un episodio che non porta avanti la continuity della saga, ma che non è un mero riempitivo, poiché coerente con la narrazione della serie e con il momento storico in cui si svolgono le avventure di Ned e Poe. Magico Vento si conferma una testata dall'elevato standard qualitativo per gli episodi d'"attesa". E le anticipazioni di Manfredi apparse nelle rubriche degli ultimi mesi (la partecipazione insolita di Ned al Little Big Horn, l'incontro con gli Apache, il ritorno degli episodi legati al passato di Ned) non possono che fare aumentare l'acquolina in bocca del lettore per il futuro della testata che, a distanza di sei anni dalla sua comparsa in edicola, non mostra alcun segnale di cedimento o stanchezza.

Per ulteriori note ed informazioni, vedere anche la scheda della storia
 

 


 
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