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I riflettori sulle fallimentari trattative per la vendita delle Black Hills si sono spenti. Dalle atmosfere grandiose ed epiche del più grande raduno di tutti i tempi delle nazioni Sioux passiamo, questo mese, ad una vicenda che ne è la diretta conseguenza ma assai diversa, più intima e senza le luci del palcoscenico.
C'è del marcio alla Casa Bianca
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Il fascino di Magico Vento sta nell'invidiabile capacità del suo creatore di riuscire a convincere, anche nelle storie di "attesa", grazie ad una semplice parola: qualità. Un plot poco esaltante può essere più che compensato dalla cura del contesto o dalla caratterizzazione dei protagonisti. Si veda l'insolita (per un fumetto western, ma assai verosimile) trappola per screditare la causa indiana agli occhi dei cattolici, oppure la truffa delle forniture alle riserve, un tema in apparenza banale ma che si rivela qualcosa di ben più profondo ed inquietante. Oppure le interazioni tra i tre protagonisti dell'episodio, uniti da un tratto comune: la doppiezza. Ned si mostra collaborativo con il Generale Crook per spiarne le intenzioni. Ma il nostro non è capace di fingere quando è in gioco il destino del suo popolo, e la loro collaborazione pare già giunta al termine, con una frase che avrebbe fatto la felicità di Rhett Butler. L'impenetrabile Crook, con il pretesto di un'ispezione all'agenzia di cui sa in partenza l'esito e le conseguenze, valuta l'affidabilità di Magico Vento e spinge Nuvola Rossa a schierarsi contro Cavallo Pazzo.
La coppia Talami - Biglia confeziona una prova di buon livello tecnico nelle espressioni dei personaggi, nella ricostruzione delle ambientazioni e nel grado di dettaglio. Un segno pulito e realistico, al servizio della storia ma, allo stesso tempo, piatto e standardizzato, a tratti spersonalizzato, che non lascia sequenze memorabili e non ci consente di andare oltre nella valutazione. Il personaggio di Lungo Sacerdote è arricchito di un numero maggiore di segni nel volto rispetto ai disegnatori più sintetici (Piccatto e Parlov) che lo hanno gestito in precedenza, al punto da apparire con lineamenti più duri e non del tutto corrispondenti a quelli che conoscevamo. La copertina di Mastantuono si segnala per l'inquadratura posta al di sotto dello sguardo di un ipotetico osservatore della cavalcata di Ned e Jack (ma l'espressione dello sciamano convince poco). Sempre pregevolissima la colorazione. Per ulteriori note ed informazioni, vedere anche la scheda della storia
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