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" Una morte di troppo"

In questa pagina:
TESTI
Stefano Piani
DISEGNI
Renato Polese


Pagine correlate:

E venne il poliziotto, che prese il sadico, che uccise i suoi sgherri, che freddarono un bambino, che anche da morto ha ancora molto da donare. Poi venne...

L'angelo sulla morte. . .
recensione di Emanuele De Sandre


Quello che ci ha positivamente colpito di quest'albo è la felice intuizione di sacrificare alcune tavole di poliziesco per dare spazio all'impegno. Piani incalma su una trama poliziesca estremamente classica il dramma umano dei coniugi Reeves, ed è proprio questa tragedia che, pur restando in sottofondo, conferisce insolito spessore a tutto l'albo.
Gli organi del piccolo Matt possono ancora essere espiantati e donati, ma il padre Peter non si rassegna alla morte cerebrale del suo unico marmocchio. Messi di fronte ad un problema così vero i nostri eroi sono costretti a pensare, a porsi problemi, a crescere in realismo e tridimensionalità. Nella sceneggiatura, peraltro impeccabile, di Piani succede però che Nick, interpellato da Peter Reeves se la cavi borbottando una frase di rito, mentre lo scemotto Marvin riesce ad essere con le sue parole toccante e profondo. Perchè questa scelta? Perchè perseverare sulla via del Nick Raider poliziotto tutto distintivo e niente chiacchiere? E' infatti Marvin l'angelo sulla morte, che convince i genitori a far si che Matt viva ancora, seppur nel corpo di altri bambini.

La trama gialla, costruita attorno a un faccendiere ottimamente marcio e sadico, è ben architettata, nulla (o ben poco) è lasciato al caso, può contare sulle ottime interpretazioni di due comprimari: un Alfie particolarmente compreso nel dramma di cui l'albo è intriso, e un Jimmy versione Actor Studio.

Polese: rimandiamo a quanto già detto in altre occasioni (per esempio qui) con una postilla: il grande Renato ha ormai 80 anni suonati, non chiedamogli l'impossibile. Piani gli prepara una storia dall'ambientazione e dalle sequenze classici, conscio di non poter chiedere di più. La classe del disegnatore si vede tutta, ma la mano non ci sembra più quella di una volta. In quanto amanti del grande fumetto e dei personaggi che hanno fatto grande il fumetto gli auguriamo una pensione dorata su Il Giornalino; in quanto lettori di Nick Raider speriamo di ritrovare Polese almeno non su un albo speciale come l'almanacco, e magari coaudiuvato da un giovane emergente che irrori di grinta e di voglia di fare, le sue tavole sempre più spente.

Molto suggestiva la cover "doppia" (che si allunga sul retro dell'albo), che presenta in prima il gioco d'ombre con Nick a dominare la scena, in quarta la stessa scena ma in luce, con Marvin a farla da padrone.

Curatissimi e piacevoli da leggere gli articoli, le rubriche e i dossier (quest'anno Sbirri violenti, Gli investigatori del passato e Topolino), che per quanto ci riguarda restano il fulcro e il motivo d'acquisto dell'almanacco.

Vedere anche la scheda della storia.
 

 


 
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