P'n'P
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Anteprima
- Route des Maisons Rouge #2
il secondo numero della serie targata GGStudio
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Ambientazione
Ora sono passati dieci anni. Ed è tutto esattamente come l'ho lasciato.
Little Italy ha un retrogusto di eterno ed è l'unico posto che ho visto a parte il carcere e il manicomio. Mia madre dice che ero abbastanza grande per ricordare Napoli, ma mia madre diceva cazzate anche quando era sobria.
Ora sono all'incrocio tra la la Grand e Mulberry Street, al centro approssimato delle tre dozzine di isolati che compongono Little Italy.
Se il tassista mi ha informato bene, le cinque famiglie sono le stesse di dieci anni fa e i domini sono cambiati di poco. Solo che tutto, come al solito, si regge su una sottilissima linea di sangue e sotto i tappeti che tentano di mettersi sotto i piedi i boss quando si incontrano con la loro falsa cordialità c'è tanta di quella merda che non lo si può mai immaginare abbastanza.
Questa è la guerra e questo è il '67 ma non è il 'Nam. È Nuova York, è Little Italy e i cinque boss si attaccano tra di loro e i loro uomini muoiono e uccidono ma lo fanno non in guerra aperta.
Il sottile filo potrebbe spezzarsi da un momento all'altro, la situazione è critica e il filo si è già spezzato parecchi cadaveri fa, ora pare ci siano abbastanza uomini da poter ricominciare a dimezzarli. Non manca molto, si sente la puzza nell'aria.
Personaggi
Mi fermo a chiedere a un vecchio chi sono quei due tipi in Cadillac Rosa che hanno appena sfondato un carretto di gelati... e uno di frutta e... sparato ad una macchina che li insegue.
P'n'P. Perry e Price.
Fratelli? Uno bianco e l'altro nero?
Pare che non si sia mai capito bene come facciano a essere fratelli. E dice che sono pericolosi solo se sono incazzati.
Dice che uno dei due è veloce, violento, brusco, non ha peli sulla lingua e una volta ha steso sei tipi con tre proiettili in corpo e armato con le chiavi dell'auto.
Credo parli del bianco.
L'altro è calmo e parla - “come se avesse tenuto il culo all'università” - dice il vecchio. Dice che non sembra violento e che non lo ha mai visto fare male a nessuno ma, non si sa perché, lo temono tutti. Dice che ci sa fare con le donne e che è arrivato a vederlo con sei diverse lo stesso giorno.
Per uccidere sei uomini con le chiavi di una Cadillac e tre proiettili in corpo può anche bastare un santo che ti piscia addosso, ma per sei donne diverse in una solo giornata deve cagarti in testa un Dio di serie A.
Poi il vecchio mi chiede una sigaretta, si giustifica dicendo che non può prenderle perché la moglie non vuole che fumi...
Gli do la sigaretta e vado verso l'indirizzo.
All'indirizzo non sembra esserci nessuna Agenzia. C'è un ristorante che si chiama Gino's Pizza. Gino, come il nome del tipo con cui parlai al telefono. Deve essere uno strano gioco o roba del genere.
Vado da un tipo grasso dietro il bancone. Mentre mi avvicino lo vedo dare una testata ad un tipo. Lo mette a terra, gli ha rotto il naso. “A chi hai detto grassone?” - gli dice, e a un tratto non mi sembra tanto grasso. E i miei compagni di cella non mi sembrano così pazzi.
Mi chiede che può servirmi, gli dico che sono Tony Cursi e che devo chiudere dei conti.
Mi tratta con gentilezza e mi dice di sedermi e che ne parliamo dopo.
Prendo posto accanto ad un vecchietto che mangia noccioline e fuma come una fabbrica di piombo.
Il proprietario si chiama Gino – dice – e mi offre un piatto di spaghetti alla puttanesca e del vino rosso.
Me li porta dopo poco.
Sono bocconi di paradiso.
Vedo tanta gente che dieci anni fa lavorava con me. Nelle ultime file dell'organizzazione. Quelli che non sapevano neanche per chi stavano lavorando.
Ora sono uomini d'onore. Sono dentro.
E io non ho modo di far niente, sono troppo poco informato per riprendere le mie attività.
Ad un certo punto un uomo distinto entra nel locale, e mentre lo sta facendo, Little Italy sta zitta.
Pare lo chiamino a nome Tommy Paradise.
Un po' mi si gela il sangue, un po' mi sento onorato, un po' mi cago sotto.
Le voci sul suo dominio incontrastato su Little Italy erano arrivate pure sulla bocca dei pazzi.
Quest'uomo è uno dei cinque pilastri della città.
Dieci anni fa era un mito.
Adesso è una leggenda.
Poi la città torna a parlare e lo fa forte.
E mentre tutti salutano il boss, il vecchio accanto a me comincia a respirare affannosamente.
Non lo sente nessuno, c'è troppo rumore da quando è entrato Paradise.
Emette un verso strano che mi fa pensare ad una ruota bucata.
Deve essergli andata una nocciolina di traverso.
Si accascia a terra. Credo di essere l'unico ad accorgersene.
No, non se n'è accorto nessun altro.
Continua a agitarsi e a tossicchiare.
Niente, nessuno che si volti.
Che muoia il bastardo.
Maledizione, questi spaghetti sono davvero bocconi di paradiso.
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