Rivolta dei Cheyennes, La
Speculatori terrieri contro pellirosse, senza troppa fantasia
Scheda di G.Loi | | tex/
IT-TX-589-590
IT-TX-589-590Rivolta dei Cheyennes, La
- Trama
Con la complicità di un agente indiano corrotto, due speculatori di Denver intendono provocare una guerra fra i Cheyenne e l'esercito americano al fine di sgomberare i territori dove vorrebbero inserire un tracciato ferroviario. Neanche a dirlo, Tex e Carson non sono per nulla d'accordo!
Valutazione
ideazione/soggetto






3/7
sceneggiatura/dialoghi






2/7
disegni/colori/lettering






5/7






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sceneggiatura/dialoghi






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disegni/colori/lettering






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45%
data pubblicazione Nov 2009 - Dic 2009
testi (soggetto e sceneg.) di
Claudio Nizzicopertina di
Claudio Villadisegni (matite e chine) di
Pasquale Del Vecchiocopertine
tavole o vignette
Annotazioni
Tre prevedibili giorni
Nella precedente storia e in questa abbiamo condensato tutto ciò che, oggi, Claudio Nizzi è ancora in grado di offrire a Tex: ridicolo (nel primo caso) o noia (nel secondo). Fermo restando che, dovendo scegliere, la noia resta di gran lunga l'opzione migliore, è triste constatare come da molti anni colui che una volta era lo sceneggiatore prevalente di Tex ormai non riesca più a offrirci un prodotto che sia minimamente divertente, avvincente, interessante. La colpa non è del soggetto trito e ritrito -nel western i canovacci sono sempre quelli, si sa- e, anzi, stavolta apprezziamo sinceramente il tentativo di dare un po' di brio con personaggi quali il vecchio Ned, la famiglia di coloni attaccata dai Cheyennes, il cacciatore senza nome: caratteri appena sbozzati ma, per una volta, genuinamente funzionali e non palesemente posticci; oppure con soluzioni narrative inedite (per il Nizzi degli ultimi dieci anni, almeno) come la spiegazione a posteriori dell'intervento di Tex a beneficio delle famiglie dei militari, senza telefonarla in anticipo con racconti, didascalie e ripetizioni multiple. Non solo. Per una volta, vivaddio, mancano le famigerate piccionate: Tex e Carson non sbagliano un colpo, fiutano le trappole e si scazzottano nei saloon come ai bei tempi. E allora? Allora, a nostro avviso, manca la voglia di divertire e divertirsi. Nizzi è stanco di Tex, da anni, e anche se s'impegna, come sicuramente ha fatto in quest'occasione, non riesce ad andare oltre un noioso e prevedibile raccontino, che a essere buoni poteva occupare un albo stiracchiato, ma che sicuramente non aveva "ciccia" per 220 pagine.Pasquale Del Vecchio, alla sua seconda prova texiana, adatta bene il suo segno morbido e preciso alle boscose distese degli Stati Uniti centro-occidentali, ma non è meno convincente nelle scene d'interni. Che siano le ombre di un fuoco di bivacco o di un saloon in notturna, così come una sparatoria al sole di mezzogiorno, il tratto di Del Vecchio riesce sempre a darci un risultato ricco di dettaglio e di facile leggibilità, così come si richiede a un fumetto d'avventura, e a Tex nella fattispecie. Forse c'è ancora un po' di rigidità nelle scene più movimentate, là dove avvertiamo maggiormente un'ispirazione al Giovanni Ticci di "Terra promessa" e al Claudio Villa de "Il ranch degli uomini perduti" - ispirazioni più che degne, peraltro. Speriamo che Del Vecchio ci regali in futuro altre belle tavole di Tex, meglio se dedicate a una storia più meritevole di questa.
Note e citazioni
- Seconda storia di Tex illustrata da Pasquale del Vecchio, dopo "Soldi sporchi" (nn.561-562). Del Vecchio è stato, nel recente passato, una colonna portante della serie Napoleone di Carlo Ambrosini, chiusa nel 2006.
Incongruenze
- Vecchi cammelli (1). Alle pagg.78-79 del
n.589 Tex e Carson si avvicinano "cautamente" al bivacco di un vecchio cacciatore, ma una volta arrivati scoprono che l'uomo li aveva sentiti arrivare "già da dieci minuti", e che era pure al corrente delle loro non ostili intenzioni. Ovviamente i due indomiti rangers non avevano capito nulla. - Vecchi cammelli (2). A pag.16 del
n.590 Tex deve usare il binocolo (sic) per riconoscere nel capo degli indiani che gli stanno di fronte l'amicoCervo Rosso (Carson già si sentiva "in trappola come un topo"). Da una distanza ancora maggiore, tuttavia, aZampa di corvo bastano i suoi nudi occhi per fare la stessa scoperta, e reciprocamente a Cervo Rosso dalla medesima distanza. Ancora una volta, complimenti ai due rangers dall'occhio di lince. - Alle pagg.33-34 del
n.589 il vecchioNed getta pesanti sospetti sulla buona fede delcolonnello Blackmore , definendosi un "antimilitarista incallito". Curiosamente, Carson dice di pensarla esattamente come lui, guadagnandosi un commento ironico di Tex. Eppure, fra i due rangers, è sempre stato Carson quello più legato agli ambienti militari (Guido Nolitta lo promosse addirittura colonnello!) e di atteggiamento più rispettoso delle gerarchie ufficiali, lasciando a Tex il ruolo di testa calda - memorabili le scazzottate con i grossi papaveri dell'esercito, cosa che Carson non ci risulta abbia mai fatto. Si tratta di una delle numerose disattenzioni di Claudio Nizzi verso la caratterizzazione dei pards, per quanto, memori delle "perle" regalateci dallo stesso autore in passato, si tratta di un peccato assolutamente veniale. Diciamo pure che, in altri tempi, di fronte all'enormità di ben altri errori non ci avremmo nemmeno fatto caso. - E' vero che, nei lontani tempi eroici, non si badava troppo a particolari quali la foggia delle armi, il numero di colpi esplosi, la velocità di ricarica e via dicendo. E' altrettanto vero che, negli ultimi anni, sceneggiatori e disegnatori hanno compiuto notevoli sforzi per migliorare l'accuratezza di questi elementi. Senza voler entrare troppo nello specifico, non si potrebbe almeno evitare di far sparare fucili e pistole come se fossero la medesima arma? Emblematiche le pagg.13-14 del
n.590 , dove Carson finisce i colpi della carabina, estrae la Colt e continua a colpire gli inseguitori come se le due armi avessero la medesima gittata. Se non si fa attenzione almeno al vantaggio di portata e precisione che un fucile offre rispetto a una pistola, ci si dovrebbe domandare per quale astruso motivo gli uomini del West si portassero dietro armi pesanti e ingombranti come i Winchester, quando le ben più maneggevoli Colt offrivano la stessa potenza di fuoco. ;-)
Frase
-
Tex : "Su con la vita, vecchio cammello! Una strega Papago non ti ha forse detto che camperai fino a cent'anni?"
Carson : "Verissimo. Ma chi mi assicura che non avesse alzato il gomito quando mi ha fatto questa predizione?"
n.589 , pag.73


