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"Satanassi e Tizzoni d'inferno"

di Stefano Borgogni


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I rapporti tra i protagonisti
La tipizzazione dei personaggi e le loro relazioni interpersonali sono importantissimi in qualunque tipo di narrazione; "Tex" non sfugge a questa regola, anzi si pu� dire che tali elementi, utilizzati soprattutto in chiave comica, costituiscano un altro tassello significativo nel successo del fumetto di Bonelli.

In primo luogo, si nota che Tex Willer esercita una leadership assoluta sugli altri tre rangers: progetta i piani d'azione, decide chi e come deve muoversi, "tratta" in prima persona con i nemici. Anche nei rapporti con militari e sceriffi � sempre lui il prim'attore, bench� Kit Carson abbia una ben pi� lunga anzianit� nel corpo dei rangers. Gli sporadici casi in cui qualcuno degli altri tre eroi gioca il ruolo di protagonista numero uno sembrano pi� che altro creati per inserire un elemento di variazione.

Dunque, Tex � il leader assoluto del quartetto. Un leader, per�, che non si prende troppo sul serio, ed � sempre pronto all'autoironia.

Si tratta di un punto fondamentale; Tex, infatti, � sempre un gradino al di sopra di tutti: supera in velocit� i pi� famosi pistoleros (spesso in condizioni assai svantaggiose), mette al tappeto avversari pi� robusti di lui, vince alle carte i bari pi� incalliti. Senza contare che nelle sue indagini non sbaglia un colpo e le sue supposizioni si rivelano sempre esatte. Questa sua infallibilit� potrebbe anche renderlo antipatico, se non fosse compensata da elementi comici e da una costante tendenza all'ironia e all'autoironia.

Per quanto riguarda le relazioni tra l'uno e l'altro dei quattro protagonisti, appaiono soprattutto degne di menzione quelle tra Tex e Kit Carson.

Pur rendendosi conto dell'assoluta indispensabilit� dell'uno per l'altro, i due si beccano continuamente e i loro dialoghi danno vita ad alcune delle scenette pi� divertenti di "Tex". Lo schema � quasi sempre lo stesso: Kit rimprovera all'amico la sua temerariet� nel progettare azioni e iniziative estremamente rischiose, mentre Tex prende in giro il suo pard per il suo inguaribile pessimismo (che, peraltro, non gli impedisce di buttarsi a capofitto nelle situazioni pi� pericolose).

Riporto alcuni scambi di battute tra i due pards, tra i quali anche uno (l'ultimo) in cui, una volta tanto, le parti si invertono:

  • "Se tutto andr� bene saremo di ritorno poco dopo mezzanotte" (TW) - "E se non andr� potremo riposare tranquillamente sottoterra molto prima" (KC, n.216)
  • "E se mi dovessi risvegliare all'inferno e con un bel buco in testa?" (KC) - "In quel caso avverti subito l'amico Satanasso che metta sul fuoco una cuccuma di caff� in previsione del nostro arrivo in massa" (TW, n.177)
  • "Perch� mi guardi cos�?" (KC) - "Perch� � sempre uno spettacolo vedere la faccia del pi� grande pessimista apparso su questa terra" (TW, n.177)
  • "Aspettiamo che le risposte saltimo fuori da sole" (KC) - "Non vorrei che invece delle risposte, saltassero fuori una ventina di gaglioffi armati di buoni Winchester" (TW, n.150)

    Il pessimismo di Carson � un elemento costante del fumetto ed ha un evidente funzione comica; non a caso nelle sue parole c'� sempre un sottofondo di allegra ironia. Ci� mette chiaramente in evidenza che in realt� si tratta di un gioco delle parti: il vecchio Kit ha ormai acquisito il ruolo di Cassandra del gruppo e non pu� esimersi dal giocarlo esprimendo invariabilmente funeste previsioni di fronte alle situazioni di pericolo, che non mancano mai, anzi sono il pane quotidiano dei quattro rangers.

    Ecco un paio di esempi tra i tanti che si potrebbero segnalare:

  • "Non mi stupirei se ci piombasse sulla zucca uno di quegli infernali fulmini e ci riducesse come polli arrosto" (KC, n.273)
  • "Stiamo andando a ficcarci nella tana di almeno due dozzine di gatti selvatici pronti a sfoderare le unghie e dovrei vedere il nostro futuro dipinto di rosa?" (KC, n.333)

    Un altro motivo tipico del rapporto tra i protagonisti riguarda l'et� di Carson. Tex (e non solo lui, visto che spesso e volentieri gli danno manforte anche il figlio Kit e Tiger Jack) ironizza sulla non pi� verde et� del suo inseparabile compagno definendolo bonariamente "vecchio gufo" o "vecchio cammello", senza molto rispetto per i proverbiali capelli bianchi che gli sono valsi l'appellativo, datogli dagli indiani, di "Capelli d'argento".

    Questo elemento comico - all'origine di molti scambi di battute tra i quattro eroi - viene utilizzato strumentalmente dallo stesso Carson: quando c'� da protestare per qualche impresa sconsiderata che gli viene proposta, dice di essere "un povero vecchio", ma si inalbera se � qualcun altro a definirlo tale.

    Sul tema dell'et� di Kit Carson riporto un brano che mi sembra indicativo (oltre che divertente):

  • "Io sono ancora nel fiore degli anni" (KC) - "Quale fiore, il crisantemo?" (TW, n.281)

    "Tex" e le donne
    Un tema indubbiamente interessante � il ruolo delle donne in "Tex". Nel complesso, occorre dire che le donne hanno un ruolo piuttosto marginale, tanto che in alcune avventure non se ne vede neppure una.

    Quelle che compaiono nella narrazione - a parte le donne amate dai protagonisti - sono quasi sempre personaggi negativi, che utilizzano le loro capacit� di seduzione o le loro conoscenze del soprannaturale. In entrambi i casi, giocano di solito un ruolo da comprimari, anche se non mancano casi opposti, come quello della bella Lola Fuentes, capo supremo dell'organizzazione criminale denominata "Clan dei cubani" ("Il clan dei cubani", n.230 e successivi).

    Per quanto riguarda i rapporti dei quattro protagonisti con le donne, � impossibile non notare che essi sono eroi "senza macchia e senza paura" anche in questo campo. Sono forti, intelligenti, coraggiosi (e certamente non sgradevoli fisicamente), per cui � presumibile che non mancherebbero loro le occasioni per qualche storia sentimentale, ma sono di una integrit� assoluta. Ci� vale in particolare per Tex e Tiger Jack che - dopo la tragica morte delle loro compagne - sembrano totalmente refrattari all'idea di qualsiasi contatto con un'altra donna. Il caso di Kit Carson appare diverso, ma le sue "birichinate" - cui si accenna spesso - sono ormai molto lontane nel tempo.

    Probabilmente il clima del dopoguerra (nel 1951, ad esempio, due deputati democristiani proposero un disegno di legge, poi non approvato, per istituire una sorta di censura preventiva sui fumetti) spiega perch� non vengono toccati alcuni temi e non si infrange mai un certo tipo di morale, tipica di un paese di tradizione cattolica come il nostro. Un po' come nei vecchi cinema parrocchiali, in cui - anche in tempi relativamente recenti - si potevano vedere senza problemi sparatorie, pugni e sangue ma un seno seminudo veniva inflessibilmente tagliato dalle forbici del censore.

    Ma per certi versi, rispetto ai numeri usciti negli ultimi anni, era pi� "scandaloso" il "Tex" degli anni '50, quando il disegnatore, il compianto Galep, fu costretto a ridurre qualche scollatura - assolutamente morigerata per gli standard attuali - o a coprire qualche spalla nuda.

    Con il passare degli anni ci si poteva aspettare un'evoluzione maggiore sul tema, mentre complessivamente Tex e i suoi pards, per molti versi eroi alternativi, seguono nelle relazioni con l'altro sesso un clich� decisamente tradizionale.

    Continua... continua con "I temi ricorrenti"

     
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