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Lunedí, 19 Ottobre 2009

  • weblog/?4684
    messaggio da P.Dionisio - 19/10/2009 22:40
    Da un articolo de La Stampa:
    L’artista statunitense George Tuska, noto soprattutto come disegnatore di numerosi supereroi dei fumetti della Marvel, è morto nella sua casa di Manchester, nello stato del New Jersey, all’età di 93 anni, in seguito ad un infarto.
    Tuska è ricordato in particolare per avere disegnato le avventure di Iron Man per dieci anni, dal 1968 al 1978, e per quasi cento numeri, dall’albo numero 5 al 106. Nel corso della sua brillante carriera ha disegnato anche Capitan America, Capitan Marvel e X-Men, oltre a collaborare a Superman, Superboy e Teen Titans. Nel 1939, dopo avere conseguito il diploma presso la National Academy School of Art, Tuska iniziò a collaborare con lo studio di Jarry Eiger e Willy Eisner, uno dei grandi maestri del fumetto mondiale.
    (..)

    Lunedí, 17 Agosto 2009

  • weblog/?4570
    messaggio da M.Gremignai - 17/08/2009 20:05
    Da un articolo del Corriere.it:
    Dopo un viaggio lun­go 15 anni - e non per colpa del suo inseparabile Maggiolone scassa­to - Dylan Dog arriva finalmente a Hollywood. Tanto ci è voluto per portare l’eroe dei fumetti sul grande schermo dopo abboccamenti, rin­vii, pause e ripensamenti durati tre lustri. Giacca nera, camicia rossa, jeans e Clarks: l’indagatore dell’incubo (giunto all’indagine/albo numero 275) dal 1986 affascina lettori di ogni età con avventure in bilico tra l’horror e il noir, che a volte si inzup­pano di splatter, cercando di argina­re demoni e lupi mannari, vampiri e zombie: non a caso in principio (al­bo numero uno) fu «L’alba dei mor­ti viventi». In Dead of Night tocca a Brandon Routh - classe 1979, ruolo più pre­stigioso quello di Superman in Su­perman Returns (2006), allora quel­lo dei fumetti è un vizio - mettersi i panni di Dylan Dog.
    Sceneggiatura originale, dunque non ispirata a un fumetto in particolare, Dead of Ni­ght racconta di come Dylan è diven­tato indagatore dell’incubo per sal­vare il suo assistente ucciso da uno zombie (e a sua volta diventato zom­bie). E siccome Dylan ha pratica­mente una fidanzata al mese (come la cadenza delle sue uscite in edico­la) al suo fianco avrà una donna (Anita Briem) che non sa a chi rivol­gersi - non certo alla polizia, sai co­m’è lì vogliono prove, non supposi­zioni - perché ha visto suo padre ucciso da una creatura mostruosa. La regia è affidata a Kevin Mun­roe (nel suo curriculum il film di animazione sulle Tartarughe Ninja TMNT ) che in un’intervista ha rac­contato perché è stato affascinato dall’indagatore dell’incubo: «Mi ha colpito la natura anticonformista del personaggio. Dylan Dog è un ra­gazzo normale, che, non sempre suo malgrado, finisce per farsi coin­volgere in situazioni bizzarre. È vani­toso, sarcastico ed ha un incredibile fiuto per i guai, ma ha in sé qualco­sa di assolutamente umano. È uno Sherlock Holmes contemporaneo. Nel film raccontiamo le sue pazze vi­cende in maniera leggera: sarà un film per tutti, per ragazzini come per adulti. Non è un horror, non è un thriller dark e violento in cui esplodono teste. Sarà un mistery ro­mantico con zombie e vampiri». Anche Brandon Routh è stato stre­gato da Dylan Dog: «È un personag­gio interessante perché, a differen­za dei consueti supereroi da fumet­to, è pieno di difetti, ed è anche sim­patico. È sarcastico, ma anche un cuore buono... Non gli piacciono le armi. Usa piuttosto la furbizia e l’in­telletto per combattere i mostri, in­tuisce le loro debolezze e colpisce i loro nervi scoperti. Certo qualche ar­ma la tira fuori pure lui...».
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    Giovedí, 16 Luglio 2009

  • messaggio da P.Dionisio - 16/07/2009 18:15
    Dall'articolo di Repubblica.it:
    Metti una sera a cena. Batman l'uomo pipistrello insieme a Jabbar, il Potente. A discutere di come salvare il mondo dall'ultima e terribile minaccia. Lo scenario non è fantascienza, o almeno non lo è nel mondo dei fumetti dove pochi giorni fa è stata annunciata un'alleanza che per gli appassionati ha del clamoroso. A unire le forze in una serie di strisce pubblicate a partire da gennaio saranno i protagonisti dei fumetti americani e The 99, i più famosi supereroi del mondo arabo, nati nel 2006 dalla penna di Naif al Mutawa e diventati da allora, secondo la definizione di Forbes, uno delle "20 principali tendenze che attraversano il mondo".
    Batman, Superman e Wonderwoman, insieme a tutti gli altri eroi della Dc Comics, saranno a fianco di Noora (la Luce), Bari (il Guaritore) e Sami (colui che ascolta) e degli altri 96 eroi, uomini e donne, che nelle intenzioni del loro creatore impersonano i 99 attributi di Allah.
    L'annuncio dell'accordo è stato dato qualche giorno fa a New York e ha suscitato clamore: se l'incontro di personaggi è una tradizione nel mondo dei fumetti, un progetto inter-culturale come questo non ha precedenti. Soprattutto fra gli eroi di due parti del mondo che, a torto o a ragione, negli ultimi anni hanno guardato l'un l'altra con diffidenza più che con spirito di collaborazione. Non a caso, nei blog americani parecchi appassionati hanno mostrato perplessità, accusando Dc Comics di aver dimenticato l'11 settembre o chiedendosi come il body di Wonderwoman potrà essere accolto nel mondo arabo.
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    Lunedí, 13 Luglio 2009

  • weblog/?4512
    messaggio da P.Dionisio - 13/07/2009 23:45
    Da un articolo di Repubblica:
    E' stata restaurata, grazie ai fondi raccolti dai fan, la casa dove Jerry Siegel e Joe Shuster immaginarono e crearono Superman, uno degli eroi più amati nella storia dei fumetti.
    L'iniziativa è partita un anno fa da un'idea del romanziere Brad Meltzer: "La casa dove è stato creato Google è stata salvata. La fabbrica dove è stata fondata Hewlett-Packard è preservata. Abbiamo protetto la casa dove ha vissuto Elvis... L'idea che la casa di Superman diventasse un rudere è apparsa a tutti sbagliata", così insieme ai devoti appassionati del supereroe Meltzer ha creato la società "Siegel & Shuster Society".
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    Domenica, 22 Marzo 2009

  • messaggio da P.Dionisio - 22/03/2009 21:50
    Nell'interessante articolo de Il Corriere della Sera Filippo Mazzarella ripercorre in maniera concisa e precisa l'intera storia della casa editrice Marvel, dalla post-depressione al '68:
    Settant'anni fa, sul primo numero di «Motion Pictures Funnies Weekly», rivista destinata di lì a poco al fallimento, compariva una storia firmata Bill Everett con protagonista l'atlantideo principe Namor, meglio noto come Sub-Mariner.
    Qualche mese dopo, le sue pubblicazioni ripresero per la Timely Comics di Martin Goodman in un nuovo magazine dal nome destinato a marchiarsi nell'immaginario collettivo: «Marvel Comics ».
    Negli Usa postdepressione e preSeconda Guerra Mondiale si erano già fatti largo un annetto prima il duo Superman/Batman: era iniziata quella che gli storici definiscono «Golden Age» (Età d'Oro) del fumetto americano, e gli eroi erano pronti per lasciare noir e fantascienza e lanciarsi in avventure propagandistiche in cui i nemici erano rappresentati sovente dai nazisti. Nel 1941, la prosperante Timely rispondeva con una creazione di Joe Simon e Jack Kirby: Capitan America, il supersoldato patriota impegnato nella lotta all'Asse del Male.
    (..)

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