La riscoperta
una lunga saga tra tradizione e modernizzazione zagoriana
Recensione di C.Di Clemente | | zagor/
Zagor 490-493 "Huron!"
La riscoperta
Scheda IT-ZG-490-493
- Huron!
valutazione 74%
Una sceneggiatura brillante
Il pregio della lunga saga � la grande freschezza e genuinit� con cui un Boselli in gran forma si lascia prendere dal gusto di raccontare, sviluppando una sceneggiatura ariosa e brillante che ci propone, come se li scoprissimo per la prima volta, i duelli all'arma bianca, il terrore che assale i nemici in fuga mentre riecheggia, sempre pi� vicino, il grido di battaglia dello Spirito con la Scure, le risse nei saloon, gli assalti dei pellerossa a diligenze e ai battelli, il rapporto tormentato di Cico con il cibo e con i disagi che � costretto a sopportare (ma il simpatico pancione si toglier� anche qualche soddisfazione).Come in ogni storia di Boselli sono tanti i coprotagonisti, buoni e cattivi, e tutte le caratterizzazioni ma anche i rapporti interpersonali sono definiti con cura, al punto che a volte lo Spirito con la Scure sparisce dalla scena senza che la storia perda mordente. Si pensi alla lunga e godibile sequenza tra i simpatici perdigiorno di Pleasant Point delle pag.47-70 del n.490, perfettamente equilibrata tra l'iniziale clima sonnolento e conviviale ed il successivo dramma. Oppure al moderno personaggio di Myranda, una donna per nemico dal doppio volto, la figura femminile con il pi� grande sangue freddo probabilmente mai vista in Zagor, ed al suo rapporto con il giovane David che deve uccidere ma anche a quello con il fedele Talbot. Anche le figure minori come l'attorucolo Taddeus Tundy, nel quale si colgono le tipiche sferzate di ironia e leggerezza della serie, lasciano il segno.
Omaggi all'antico
La quadrilogia rende omaggio anche ad un modo di narrare, lontano nel tempo, che ci riporta ad una fase pi� remota del personaggio e ai romanzi d'appendice. Abbiamo quindi un nemico guercio che sembra arrivare da un film di pirati, uno straniero di origine tedesca che parla come nelle barzellette ("Herr Zagor, � un crante piacere! Voi avete reso un immenso servigio al paese per cui laforo!", n.493 pag.91) ed un reame immaginario governato da un reggente tiranno (in barba alla maggiore "storicizzazione" che ha prevalso nel "nuovo corso" zagoriano). Non mancano, tuttavia, le rivisitazioni ironiche, come il finale a sorpresa per la sanguinaria Myranda, che svecchia un'altra situazione ricorrente, quello della prigioniera bianca inerme (!) che finisce, forzatamente, in sposa ad un guerriero pellerossa."Non dimenticher� mai ci� che ho imparato grazie a Zagor e Cico, due veri uomini del west", dice il giovane David alla fine dell'episodio. E in effetti la sua amnesia � stata soltanto la miccia del reale scopo della storia, vale a dire il viaggio e la riscoperta della frontiera, non certo la soluzione al suo vuoto di memoria (il luminare dottor Ormond, all'inseguimento del quale si spostano i nostri eroi, dal "mitico" Fort Pitt a Saint Louis ed al Mississippi, lo vedremo soltanto in ritratto), che infatti si risolve bruscamente e senza traumi.
Alla faccia della sintesi
Un lungo viaggio reso efficace grazie ai disegni di Alessandro Piccinelli, cresciuto sotto l'ala protettrice di Claudio Villa, che esordisce con grande sicurezza nella scuderia bonelliana. Vigoroso e ricco, ricchissimo di dettagli, sfumature e "tagli" d'effetto, il suo tratto � inconsueto in una serie tradizionalista come Zagor, e si fa quasi beffa delle scuole di disegno di "sintesi". Piccinelli d� il meglio di s� nelle evocative inquadrature delle variegate ambientazioni dell'episodio (fiumi, foreste come a pag.93 del n.490, le praterie del Kentucky o i fetidi vicoli di Saint Louis del n.492, il battello sul Mississippi a pag.9 del n.493) e nei primi piani dei personaggi (l'orbo Clegg e Myranda in particolare). Una prova di grande fisicit�, dinamica quando c'� da menare le mani (il volo dell'huron colpito da Jack a pag.75 del n.490), a suo agio nelle sequenze in notturna (la sfida di Zagor agli huron di Dawigah nel n.491, pag.68-76). Unica pecca sono i visi di Zagor (penultima vignetta di pag.78, n.491 o ultima vignetta di pag.95 nel n.490, per esempio) e Cico (ultima vignetta di pag.29, n.490), spesso poco uniformi (ma con l'aumentare delle tavole l'autore affina la propria conoscenza dei lineamenti dei due characters) e, paradossalmente, alcune tavole persino troppo "cariche" e fotografiche nelle scene di massa (come le pag.86 e 87 del n.493 o la prima vignetta di pag.73 nel n.491) che perdono di leggibilit�.Resta un esordio di grande spessore che ci lascia, tuttavia, con l'interrogativo di quanto tempo trascorrer� prima che Piccinelli passi a serie magari con maggiore tiratura dello Spirito con la Scure ma senza l'invidiabile freschezza che quest'ultimo � ancora in grado di sfoggiare. "Huron!", Zagor n.490-493, di Mauro Boselli e Alessandro Piccinelli, Sergio Bonelli Editore, maggio-agosto 2006, 376 pag., b/n.
Vedere anche...
Scheda IT-ZG-490-493
- Huron!
valutazione 74%




