Fantasticando sui 50 anni di Zagor


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Un possibile trait d'union

La mia ipotesi è che il trait d'union tra passato, presente e futuro della serie potrebbero essere sorprendenti rivelazioni sulla predestinazione di Zagor a diventare un'Eroe quasi sovrumano, o persino sulle sue origini. Il filone di Atlantide, del resto, pare essere nel destino dello Spirito con la Scure, come una volta gli ha fatto notare Dexter Green in "Ultima Thule" (n.479, di Boselli e Della Monica):

Dexter: "Ancor più incredibile che tu, Zagor, ti sia trovato in mezzo a queste avventure straordinarie!... Quasi fossi un predestinato! Ti sei mai chiesto perché?..."
Zagor: "Mmm... preferisco non pormi troppe domande!..."
("Ultima Thule", Zagor N.479, pag.70, Giugno 2005)
Sembra la classica strizzatina d'occhi al lettore per suggerirgli che in futuro ci saranno degli sviluppi, vero? ;-)

Un altro aspetto degno di nota è che, nelle stesse pagine da cui è tratto quello scambio di battute, Zagor aveva ricordato anche un fatto curioso risalente ad una storia di dieci anni prima. Ne "Il segreto degli Anasazi", del 1995 (n.357, di Boselli e Chiarolla, prima storia dedicata alle civiltà perdute di Mu e Atlantide), alcuni personaggi vedono una proiezione olografica di un tale Pahana, portatore di un messaggio universale di pace. Pahana si rivela essere un superstite di Atlantide che salvò molti abitanti della nemica Mu all'epoca del conflitto tra i due continenti, portandoli in America dove avrebbero dato origine agli Anasazi. La curiosità è che Pahana, non fosse per la barba, somiglia incredibilmente a Zagor.

Pahana
disegni di Alessandro Chiarolla, Zagor n.357

(c) 1995 Sergio Bonelli Editore

Pahana<br>disegni di Alessandro Chiarolla, Zagor n.357<br><i>(c) 1995 Sergio Bonelli Editore</i>

Ancora una volta, il fatto che quella che poteva essere classificata come una semplice nota di colore (il dubbio che Zagor fosse in realtà Pahana era un tormentone dello sciamano Masewi, ma lo Spirito con la Scure non gli diede molto credito e ci sorrise sopra) sia stata ricordata esplicitamente un decennio dopo, mentre si parla di predestinazione, può fare assumere alla questione tutto un altro aspetto. Perché Zagor, che pare predestinato ad imbattersi nei misteri di Mu e Atlantide, ha lo stesso aspetto di Pahana, superstite del continete perduto? Forse Pahana è per Zagor quello che, restando in ambito bonelliano, Ehecatl è per Magico Vento, vale a dire un'incarnazione passata? Nella serie di Magico Vento questa relazione è in realtà rimasta sempre "fra le righe" e non ha fatto molto rumore, ma per uno Zagor che compie mezzo secolo di vita sarebbe un tema ben più delicato e controverso da affrontare... un po' come a suo tempo fu scoprire che Aristotele Skotos, nemico storico di Nathan Never, era in realtà un burattino in mano a Mister Alfa, arrivato soltanto dieci anni dopo. Qualcuno si potrebbe persino scandalizzare...

Alcune frasi "mysteriose"

Nel biennio 2000-2001 Boselli e Burattini hanno inserito nelle loro storie altre frasi curiose legate a possibili rivelazioni sulle origini di Zagor.

Nel finale de "L'orribile maledizione" (Maxi 1b), di Burattini e Chiarolla, lo stregone Mowka pronuncia una frase del tutto superflua per il contesto di quella storia ma alquanto suggestiva:

"Vedo il tuo futuro, Zagor... e quel che ti attende saranno invece molte prove, grandi e terribili... in difesa di uomini giusti in paesi vicini e in terre lontane!... Tu stesso, del resto, vieni da molto lontano... più di quanto immagini!"
("L'orribile maledizione", Maxi Zagor 1b, pag.321, luglio 2000)
Sappiamo che Zagor ha sangue irlandese nelle vene (i suoi genitori erano originari di quell'isola), e lo sa lo stesso Spirito con la Scure... ma una frase così formulata lascia il campo aperto a rilevazioni potenzialmente clamorose.

Non meno oscuro, e persino più inquietante, risulta un dialogo, tratto da "L'impero di Songhay" (n.424, di Boselli e Laurenti), tra Zagor, in cui in quel momento vive la personalità del semidio Damballah, e Marie Laveau:

Zagor: "Sono meravigliose, le stelle!... guardandole provo una strana nostalgia..."
Marie Laveau: "Davvero?... eppure, anche se sei un semidio, principe Damballah, non sapevo che il tuo paese d'origine fosse il cielo!"
Zagor: "Naturalmente non il cielo, regina!... ma un'altra terra sotto un altro cielo... può darsi!"
("L'impero di Songhay, Zagor 424, pag.71, novembre 2000)
E se a parlare non fosse Damballah (la stessa Marie Laveau è sorpresa da quel che dice), ma alcuni ricordi sepolti nella mente di Zagor? Questo sì che potrebbe risultare scandalizzante. Zagor come Thorgal, il protagonista della saga fantasy di Van Hamme e Rosinski, chiamato "figlio delle stelle" perché giunto sulla terra a bordo di una navicella spaziale? Mah... quel che è certo è che il dialogo appare ancora una volta "gratuito" e fuori contesto, e che non riesco proprio a spiegarmi per quale motivo Zagor dovrebbe provare nostalgia nel fissare le stelle.

Una strana nostalgia
disegni di Mauro Laurenti, Zagor n.424

(c) 2000 Sergio Bonelli Editore

Una strana nostalgia<br>disegni di Mauro Laurenti, Zagor n.424<br><i>(c) 2000 Sergio Bonelli Editore</i>

A riportarmi con i piedi per terra (ma quale terra?) ci pensa Donn l'Oscuro ne "Gli Eroi del Ramo Rosso" (n.433) di Boselli e Torricelli, le cui ipotesi aggiungono profondità alle origini irlandesi di Zagor:
"In lui c'è sangue celtico, sangue di eroi... i suoi avi vengono da Erin! Suo destino è combattere il male, in tutte le sue forme! [...] Sì, è solo un uomo... ma qualcosa di sovrumano c'è, in lui... l'essenza dell'eroe!..."
("Gli eroi del ramo rosso", Zagor 433, pag.73-74, agosto 2001)
Erin, nella continuity zagoriana, è una terra leggendaria legata alla mitologia celtico-irlandese, situata in una dimensione parallela dove vive, per l'appunto, Donn l'Oscuro, il Signore dei Morti invocato da uno dei nemici storici di Zagor, Kandrax il Druido. Anche questa affermazione è stata lanciata e mai più ripresa in seguito.

Conclusioni e auspici

Il tempo dirà molto presto se alcuni di questi spunti saranno ripresi nella saga sudamericana o se, come appare più probabile se si considera il forte rispetto della tradizione in Zagor, ho preso una solenne cantonata ;-). Nel qual caso, questo fanta-articolo resterà un raccoglitore di frasi "mysteriose", a suo tempo "buttate là", sulle quali i lettori più attenti di Zagor si sono probabilmente interrogati.

Nel frattempo, e prescindendo dalle sorprese che leggeremo effettivamente, come lettore non posso che essere contento di questa nuova trasferta alle porte. Ritengo che la serie di Zagor, infatti, dopo aver toccato l'apice del periodo post-nolittiano in occasione della saga africana di ormai dieci anni fa, si sia appannata un bel po' in seguito all'abbandono di Boselli ed alla "sindrome di Mortimer" che ha colpito i testi di Burattini.

Spero davvero che il ritorno, per un paio d'anni, di quell'alternanza ai testi tra Boselli e Burattini (la ricetta "segreta" per il successo della seconda odissea americana negli anni '90 e degli altri cicli dei viaggi che sono seguiti), oggi affiancati da un Jacopo Rauch in confortante crescita, possa offrire nuove, importanti emozioni al Signore di Darkwood ed ai suoi lettori.