A rotta di collo
Boselli apre le danze per il nuovo viaggio di Zagor
Recensione di C.Di Clemente | | zagor/
Zagor 552-556
A rotta di collo
Scheda IT-ZG-552-556
- Scettro di Tir-Hinan, Lo
valutazione (5,5,6) 78%
Un avvincente calderone
Nel suo ritorno su Zagor dopo cinque anni, Mauro Boselli pone le basi per l'attesa trasferta sudamericana con un lungo episodio in stile kolossal hollywoodiano. Lautore riannoda le trame che aveva lasciato in sospeso e ripesca tanti personaggi ideati nel suo periodo di curatore della serie: pietre di Atlantide con cui accedere alle conoscenze scientifiche del continente scomparso, negromanti di Kush, la base ottocentesca di Altrove, il mefistofelico professorLudwig Richter tenta Dexter Green
disegni di Michele Rubini, Zagor n.555, pag.12
(c) 2011 Sergio Bonelli Editore

Le vie dell'inferno sono lastricate di buone intenzioni
Se, in effetti, mancano vere novità contenutistiche, a scongiurare la sensazione di assistere ad una storia costruita come un videogame su più livelli (cè un ostacolo, lo si supera con una battaglia, poi cè un altro ostacolo ecc.) ci pensano i risvolti interpersonali tra i tanti personaggi. Innanzitutto, la reciproca diffidenza tra Zagor e gli agenti di Altrove, alleati per necessità ma dalle diverse visioni sul trattamento da riservare alle pericolose pietre di Atlantide (il sottotesto delleticità della scienza pervade tutto lepisodio). Ma il vero asso nella manica è il tradimento dellamico Dexter Green, che a sorpresa rimpiazza Richter come causa scatenante della trasferta. Del voltafaccia è fornita una probabile spiegazione, che potrebbe evitare di trasformare larcheologo inglese in uno schizofrenico ;-) di natmurdiana memoria: una parte della sua anima è stata infatti contaminata da demoni malvagi nel corso di un rito, lasciando Zagor (e noi lettori) con un interrogativo. E vittima (leggi: posseduto)? E colpevole (leggi: è emerso un nuovo aspetto della sua personalità, in cui la curiosità dello studioso domina i timori di scoperchiare, con la Chiave della conoscenza atlantidea, il vaso di Pandora)?Non è tutto oro quello che luccica
Il buon ritmo generale di cui gode la storia risulta penalizzato da una struttura in due blocchi distinti, con il primo che è in pratica un'introduzione che si dilunga troppo, ben oltre la metà dell'episodio (un po eccessiva, in particolare, la lunghezza della sequenza nella fattoria del Green River), in cui Zagor e Cain fronteggiano il negromanteLenergia e la dinamicità
Unavventura dal taglio così epico e ricca di battaglie spettacolari (tra cui anche una navale), con variegati scenari (deserti e città africane, la foresta di Darkwood, la città di Philadelphia, loceano), personaggi in costume, magie, demoni e tecnologie avanzate rappresentava una grande sfida dal punto di vista grafico. Michele Rubini lha vinta dimostrando una grande maturità stilistica. Lautore sta assumendo sempre più la propria identità, allontanandosi dal suo maestro ed ispiratore Andreucci, con un tratto più sporco e spigoloso ma che sprizza energia e dinamicità, non solo nelle scene dazione ma anche con luso di audaci inquadrature. Molto buona anche lespressività dei personaggi, che accompagnano in modo invisibile la narrazione, potenziandola e completando la brillante confezione grafica di questo episodio.La fine del Dio della Polvere
disegni di Michele Rubini, Zagor n.554, pag.50
(c) 2011 Sergio Bonelli Editore

Lavventura continua
Un giudizio finale sullambigua svolta di Dexter Green, sulla quale i lettori si sono spaccati, si potrà dare soltanto quando si conoscerà, nei prossimi mesi, la direzione che prenderà il personaggio. Un risultato immediato è stato comunque ottenuto: alzare il livello questo episodio, in cui, in ragione del colpo di scena finale, assume tutta unaltra luce il grande spazio dedicato a Dexter (la trappola nellalbergo, la tortura a cavallo, il rito kushita che contamina la sua anima), che senza la svolta negativa del personaggio avremmo inesorabilmente bollato come lungaggini spezza-ritmo. Per questa volta, non si può proprio rimproverare agli autori di non avere osato abbastanza. La speranza è quella di non trovarsi di fronte lennesima incarnazione del male ghignante, come era ormai diventato Richter (che, tra parentesi, con ogni probabilità rivedremo ancora). In attesa degli sviluppi, plaudiamo alliniziativa, che porta con sé insidie ma anche intriganti potenzialità in termini di sfumature e caratterizzazioni psicologiche, non solo da parte di Dexter (che potrebbe non rivelarsi semplicemente "posseduto"), ma anche di Zagor, quando si troverà ad affrontare un amico che lo ha tradito (un tema sfruttato raramente nella serie e mai oltre gli avvenimenti di un singolo episodio).Cosa si cela nello sguardo tormentato di Dexter Green?
disegni di Michele Rubini, Zagor n.556, pag.33
(c) 2011 Sergio Bonelli Editore

Vedere anche...
Scheda IT-ZG-552-556
- Scettro di Tir-Hinan, Lo
valutazione (5,5,6) 78%



