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ADDIO ZONA X

Lacrime di
coccodrillo

Sulla fine di Zona X
La mia Top Ten
di F.Memola

Ricordati che
devi morire!

La mia Top Ten
di V.Beretta

Elsewhere will go on
di G.Alessandrini

La fine di...
La stirpe di El�n
Legione Stellare
Robinson Hart
Magic Patrol

Lacrime di coccodrillo
di Luigi Ferrini

Il coccodrillo a cui ci riferiamo non �, come molti penseranno, il pericoloso rettile del Nilo. Si chiama gergalmente "coccodrillo", infatti, un articolo che si scrive per commemorare la scomparsa di un personaggio importante, ripercorrendo le tappe della sua vita e, di solito, dicendone tutto il bene possibile. Bene, questo pezzo � un "coccodrillo", per la testata morente Zona X. Ma non ne diremo bene solo perch� questo � un coccodrillo.

E che cosa ricorderemo allora, in questo articolo nostalgico e un po' disincantato? Che cosa tramandiamo ai posteri di questa testata che abbiamo amato e a lungo rimpiangeremo?

Bella domanda, vorrei non averla fatta, ma invece adesso mi tocca dare pure una risposta.

Ricorderemo allora la storia di un uomo che voleva scrivere qualche storia fuori dalla tradizione bonelliana e si invent� una testata per soddisfare questa esigenza. Esigenza sua, ma anche dei lettori. E ricorderemo come, per uno di quei paradossi che fanno grande la vita editoriale di casa Bonelli, la serie divenne bimestrale da quadrimestrale che era, e proprio nel momento in cui vendeva di meno.

Paradossi editoriali, certo; come tutti quelli che hanno accompagnato la genesi creativa della testata: le miniserie pi� odiate dagli autori sono state quelle pi� amate dal pubblico, le miniserie pi� attese non sono mai riuscite a vedere la luce se non in altre forme (come per esempio le "Storie di Altrove"). I "classici", amati e odiati da pubblico, critica e autori, sono stati sempre una tale incognita (la "X" che ritroviamo nel titolo della testata) da condizionare tutta la linea editoriale. Paradossi, solo paradossi.

(9k)
Elphin e Brent, disegno degli Esposito Bros (c) 1995 SBE
   
E allora andiamo a ricercare le cause del tracollo. Il prezzo, prima di tutto. D'accordo, Zona X costava meno di due albi Bonelli distinti, a parit� di numero di pagine, ma quanti hanno smesso di comprare la testata perch� interessati solo a met� delle storie? Troppi, e di gusti troppo diversi per tentare di uniformare il target (c'era chi amava solo i classici, chi sono le miniserie, chi solo alcune di esse...). Aggiungiamo inoltre che ogni numero aveva pure costi editoriali quasi doppi (senza, evidentemente, un fronte di guadagno sufficiente) rispetto a un qualsiasi albo, e capiremo un altro dei motivi che hanno spinto Bonelli a decretarne la chiusura.

Ma tutto questo � ovvio, � sotto gli occhi di tutti. No, secondo noi c'� un altro fattore molto importante in ballo.

Zona X era diversa.
Era diversa perch� era grossa il doppio.
Era diversa perch� non aveva un protagonista fisso.
Era diversa perch� le serie al suo interno potevano terminare, essere funzionali a una narrazione e poi chiudersi.
Era diversa perch� non era poi cos� bonelliana come si voleva far credere.
Era diversa, infine, perch� tutti i suoi personaggi non hanno mai avuto la dignit� di essere chiamati tali. Ricordo ancora una delle passate edizioni di Lucca Comics, quando presso lo stand Bonelli era in distribuzione un foglio con raffigurati tutti i protagonisti delle serie edite da Bonelli, dalle origini a oggi. Zona X non era rappresentata. Era ignorata, dimenticata, declassata. Non era mai stata una serie come le altre, si fingeva quasi che non esistesse.
E alla fine, dovendo decidere chi far morire, a quale delle serie moribonde staccare la spina, la scelta � stata fin troppo semplice: uccidere chi vivo non lo era mai stato davvero.

E allora, che cosa ci rimane di Zona X? Ci rimane un autore affermato, Federico Memola, che ha ottenuto abbastanza fiducia editoriale da vedersi assegnare una nuova testata; ci rimangono altri autori, Vincenzo Beretta, probabilmente desiderosi di emancipazione, ma che rimangono sempre elementi di punta per altre testate. Ci rimangono molti altri sceneggiatori, cos� come molti disegnatori, che Bonelli, generosamente, come � del resto suo solito, ridistribuir� tra le varie serie esistenti.

"Non perderemo dunque
niente di Zona X?
Sbagliato."
   
Non perderemo dunque niente di Zona X? Sbagliato. Perderemo moltissimo: perderemo la freschezza delle storie nate da un'idea e non da un personaggio, perderemo la variet� di decine di protagonisti, perderemo soprattutto il gusto di leggere una storia e sapere che � solo il tassello di una storia pi� grande destinata a concludersi (proprio questa impostazione � uno dei punti di forza dei manga, ma non dobbiamo essere certo noi quelli che fanno notare certe cose a un'editoria decisamente "mangafoba").

E che cosa rimpiangeremo di pi� di Zona X? Non certo i personaggi di El�n, che abbiamo amato e seguito, ma che hanno esaurito tutto ci� che avevano da dire, cos� come i protagonisti della Legione Stellare. Rimpiangeremo di pi� tutti quei personaggi la cui carriera � stata interrotta cos� bruscamente; rimpiangeremo soprattutto il fatto che avrebbero avuto ancora molte cose da dire a noi lettori, secondo le intenzioni iniziali degli autori.

E questo a differenza di molti personaggi, titolari di serie, che ormai di cose nuove da dire non ne hanno davvero pi� e che invece, per la solita legge del paradosso di mercato, continueranno a sbancare il botteghino delle edicole proponendo, a un pubblico di lettori sempre pi� esiguo, l'ennesima storia sempre pi� uguale.

Continua... pagina successiva: addio Zona X, il saluto di Memola
 
 


 
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