Il Vangelo secondo Rat-Man


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Recensione

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La tentazione

Vangelo di Matteo, capitolo 4 dal versetto 1 al 11.
1 Allora Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto per esser tentato dal diavolo. 2 E dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, ebbe fame. 3 Il tentatore allora gli si accostò e gli disse: «Se sei Figlio di Dio, di' che questi sassi diventino pane». 4 Ma egli rispose: «Sta scritto: Non di solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio». 5 Allora il diavolo lo condusse con sé nella città santa, lo depose sul pinnacolo del tempio 6 e gli disse: «Se sei Figlio di Dio, gettati giù, poiché sta scritto: Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo, ed essi ti sorreggeranno con le loro mani, perché non abbia a urtare contro un sasso il tuo piede». 7 Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: Non tentare il Signore Dio tuo». 8 Di nuovo il diavolo lo condusse con sé sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo con la loro gloria e gli disse: 9 «Tutte queste cose io ti darò, se, prostrandoti, mi adorerai». 10 Ma Gesù gli rispose: «Vattene, satana! Sta scritto: Adora il Signore Dio tuo e a lui solo rendi culto». 11 Allora il diavolo lo lasciò ed ecco angeli gli si accostarono e lo servivano.
Vediamo che Dillon impersona il ruolo di Satana tentando Gesù con quella che notoriamente è la "tentazione del pane". Le altre due tentazioni sono la tentazione di fare miracoli e la tentazione di diventare il Dominatore del Mondo.
Non è insolito che Ortolani faccia interpretare in questa specifica occasione, il ruolo di Satana a Dillon, dato che Dillon è di fatto colui che fra i Sacrificabili è succube della schiavitù da cibo. Quel passo del Vangelo di Matteo ci insegna che il primo mezzo che Satana usa per indurre in tentazione gli uomini è l’appetito compulsivo: il bisogno continuo di annettere a se stessi qualcosa di esterno.

Ancora sassi al posto del pane
La prima delle tentazioni

(c) 2011 Panini Comics

Ancora sassi al posto del pane<br>La prima delle tentazioni<br><i>(c) 2011 Panini Comics</i>

Quando però Satana non riesce ad indurre in tentazione l’uomo con l’appetito, ritenta con altre forme di appetito: l’appetito di ricchezze, l’appetito di territori, l’appetito di fama e gloria. Gesù superò la prova del deserto vincendo tutte le forme di appetito a cui Satana lo sottopose e questo perché Gesù pose sempre e soltanto il Padre al centro dei propri pensieri e interessi.
Nella testimonianza evangelica Gesù non trasformò le pietre in pane come gli propose Satana, ma lo moltiplicò; non conquistò territori come gli propose Satana, ma la sua Parola si è diffusa in tutto il mondo per oltre due millenni; non si gettò dal pinnacolo del tempio, per essere poi sorretto dagli angeli, ma camminò sulle acque e si rese autore di molti altri miracoli. Come a voler testimoniare che nel vivere coerentemente la fede comunque tutto il resto non verrà negato, ma sarà dato in più: questo è valso per Gesù e quindi è valido per tutti gli uomini.
E' significativo che la redenzione di Dillon, dopo l’esperienza di incontro col Pane Celeste rivelatosi in forma umana, si esprima nella scomparsa della dipendenza compulsiva dal cibo. In uno dei Testi, Gesù dice alla samaritana: "lui ha un’acqua bevuta la quale poi non avremo più sete".
E' altrettanto significativo che, non essendo ancora pronto, sul momento Dillon chieda "Puoi dirci come possiamo sconfiggere la morte?" e la risposta sia "E' quello che sto cercando di fare.".

Sedere alla tua destra o alla tua sinistra

Vangelo di Marco capitolo 10 versetto dal 35 al 40
35 E gli si avvicinarono Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedèo, dicendogli: «Maestro, noi vogliamo che tu ci faccia quello che ti chiederemo». 36 Egli disse loro: «Cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: 37 «Concedici di sedere nella tua gloria uno alla tua destra e uno alla tua sinistra». 38 Gesù disse loro: «Voi non sapete ciò che domandate. Potete bere il calice che io bevo, o ricevere il battesimo con cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». 39 E Gesù disse: «Il calice che io bevo anche voi lo berrete, e il battesimo che io ricevo anche voi lo riceverete. 40 Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato».
Vangelo di Matteo capitolo 20 versetto dal 20 al 23
20 Allora la madre dei figli di Zebedeo si accostò a lui con i suoi figli, si prostrò e gli chiese qualche cosa. 21 Ed egli le disse: «Che vuoi?». Ella rispose: «Ordina che questi miei due figli siedano l'uno alla tua destra e l'altro alla sinistra nel tuo regno». 22 E Gesù, rispondendo, disse: «Voi non sapete ciò che domandate; potete voi bere il calice che io sto per bere, ed essere battezzati del battesimo di cui io sarò battezzato?». Essi gli dissero: «Sì, lo possiamo». 23 Allora egli disse loro: «Voi certo berrete il mio calice e sarete battezzati del battesimo di cui io sarò battezzato; ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo, ma è riservato a coloro per i quali è stato preparato dal Padre mio».

Chiedere con leggerezza
La specialità del Ratto

(c) 2011 Panini Comics

Chiedere con leggerezza<br>La specialità del Ratto<br><i>(c) 2011 Panini Comics</i>
La richiesta fatta con naturalezza da Rat-man di poter sedere alla destra di Gesù è anch’essa una citazione evangelica. Furono infatti due fratelli, discepoli di Gesù a porre quella richiesta a Gesù (come sopra vediamo descritto dal Vangelo di Marco). In un altro dei vangeli (quello di Matteo) fu invece la loro madre a porre quella domanda direttamente a Gesù per intercedere a favore dei figli. Ma la reazione di Gesù è tutt’altro che accondiscendente. E ancora una volta, dimostra di conoscere molto bene gli eventi futuri.
Questo tipo di passi biblici vogliono comunicare alla mente del credente l’insegnamento basilare secondo il quale anche quando abbiamo desidero buoni e propositivi (sedere accanto al proprio maestro) in realtà esprimiamo i nostri desideri dalla nostra posizione di totale ignoranza degli sviluppi futuri, ma ignoti di ogni singolo destino umano. Solo affidandosi totalmente al divino si possono prendere decisioni per la vita che tengano anche conto di quello che noi chiamiamo "il senno di poi". Gesù possedeva il "senno di poi" e infatti alla richiesta di poter sedere alla Sua destra e Sua sinistra reagisce dicendo "Voi non sapete ciò che domandate!" come se appunto ciò che stanno domandando, col senno di poi, non lo avrebbero certo domandato e neppure desiderato. Ma noi che conosciamo tutti gli eventi successivi sappiamo cosa succederà. Il "trono" su cui il Cristo Re siederà sarà proprio quella Croce su cui sarà crocifisso e "seduti" (cioè appunto, anche loro crocifissi) alla Sua destra e alla Sua sinistra, saranno appunto i due ladroni: cioè appunto "coloro per i quali è stato preparato" .. perché infatti tale posizione "di privilegio" (se così possiamo dire) non stava a Lui concederla ma viene concessa dal Padre suo che è nei Cieli.
Se Giacomo e Giovanni avessero saputo che ciò che stavano chiedendo era di morire al suo fianco in tempi molto ravvicinati, non sarebbero stati certo così entusiasti di chiederlo e tantomeno lo avrebbe chiesto in vece loro, la madre. Tale condizione emotiva di questi due fratelli, apostoli di Gesù, rispecchia spesso il modo di pensare dei credenti che nel corso delle proprie preghiere chiedono ciò che più desiderano convinti che il fatto stesso che chiedano una cosa buona sia garanzia di poterla ottenere, e poi non ottenendola restano delusi senza capire che per ragioni che spesso restano oscure, in realtà tale preghiera non è stata loro esaudita proprio per il loro "bene ultimo".

Di fronte a Pilato

Vangelo di Giovanni capitolo 18 versetto dal 33 al 38
33 Pilato allora rientrò nel pretorio, fece chiamare Gesù e gli disse: «Tu sei il re dei Giudei?». 34 Gesù rispose: «Dici questo da te oppure altri te l'hanno detto sul mio conto?». 35 Pilato rispose: «Sono io forse Giudeo? La tua gente e i sommi sacerdoti ti hanno consegnato a me; che cosa hai fatto?». 36 Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù». 37 Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici; io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce». 38 Gli dice Pilato: «Che cos'è la verità?». E detto questo uscì di nuovo verso i Giudei..

La risposta è dentro di sè
E sembra purtroppo giusta...

(c) 2011 Panini Comics

La risposta è dentro di sè<br>E sembra purtroppo giusta...<br><i>(c) 2011 Panini Comics</i>
Con la tavola precedente, vediamo che Rat-man va a sedersi vicino a Gesù con l’intento di fargli una domanda (perché esiste la sofferenza?) che poi non solo non gli fa, ma quando è Gesù stesso a proporgli di avere una risposta a quella domanda Rat-man si allontana da Gesù senza volerne ascoltare la risposta perché in realtà si è già dato la risposta: "e chi può saperlo?"
Di fatto questo è stato il comportamento di Ponzio Pilato che trovandosi davanti a Colui che gli diceva di essere venuto al mondo proprio per rendere testimonianza alla Verità, Pilato pone la domanda "Che cosa è la Verità?" ma subito dopo aver posto la domanda non si sofferma a scoprire se Gesù ha una risposta a quella domanda, ma subito se ne allontana perché è già pieno delle risposte che si è dato per conto proprio.
Ortolani ci mostra quindi l’umanità di un Rat-man che anela la vicinanza di Gesù, ma una volta entrato sotto la sfera delle Sua influenza resta comunque atrofizzato dai proprio limiti umani. Quelli di chi si interroga del perché della sofferenza e poi difronte alla sofferenza concreta di una donna che viene inseguita e lapidata per le sue colpe, si diverte e ci scherza sopra. Rat-man quindi non è pronto a ricevere la risposta alla propria domanda perché non è pronto a fare quello che ha fatto Gesù: farsi carico della sofferenza altrui piuttosto che farsene beffe.

Chi volete libero

Vangelo di Giovanni capitolo 18 versetto dal 38 al 40
.. e disse loro: «Io non trovo in lui nessuna colpa. 39 Vi è tra voi l'usanza che io vi liberi uno per la Pasqua: volete dunque che io vi liberi il re dei Giudei?». 40 Allora essi gridarono di nuovo: «Non costui, ma Barabba!». Barabba era un brigante.

Il tentativo di spiegare l'inspiegabile.
Con la consueta sensibilità.

(c) 2011 Panini Comics

Il tentativo di spiegare l'inspiegabile.<br>Con la consueta sensibilità.<br><i>(c) 2011 Panini Comics</i>
In modo brillante Ortolani ci fa passare l’insensatezza di una sentenza che porta a far liberare un brigante e crocifiggere un innocente. Ma la realtà dei fatti è che anche questa è una conferma che Gesù è morto proprio per prendere il posto di coloro che sono peccatori. Quindi il primo uomo che ha avuto la vita salva grazie alla morte di Gesù è proprio Barabba: un criminale appunto.
Ma per chi come noi vorrebbe cercare un’altra risposta che non sia questa ecco che Ortolani ci scherza sopra con sottile ironia inventandosi un inedito Barabba in possesso tutta una miriade di qualità note a tutti i suoi contemporanei, ma di cui però i Vangeli non fanno alcuna menzione.

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