Rat-Man 82-85
Il Vangelo secondo Rat-Man
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- Il Vangelo secondo Rat-Man
- La resurrezione di Lazzaro
- Il Padre vostro celeste
- Prima che il gallo canti
- Al monte degli Ulivi
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Recensione
- La Passione di Rat-Man
la quadrilogia dei "Sacrificabili"
Capita talvolta che l'opera in questione abbia davvero troppe sfaccettature per poter essere compresa in una sola analisi e capita altresì che si presenti un recensore capace di affrontare queste sfaccettature e di produrre una rielaborazione che per i suoi contenuti porta ad una nuova visione dell'opera.
L'opera in questo caso è la quadrilogia de "I Sacrificabili" di Rat-Man e Daniele J.Farah è il coraggioso che si è prestato a tracciarne i riferimenti ai vangeli e darne una attendibile interpretazione.
Da ora in poi, quindi, la parola a Daniele:
La resurrezione di Lazzaro
Vangelo di Giovanni capitolo 11, versetti dall1 al 16La missione dei Sacrificabili comincia nello stesso modo in cui comincia un'"avventura" di Gesù e degli apostoli. Gesù partì per andare a "svegliare" Lazzaro che era morto proprio come i sacrificabili partono per la missione che li dovrebbe portare a salvare Danny Ross, lamico ormai considerato morto.
1 Era allora malato un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella. 2 Maria era quella che aveva cosparso di olio profumato il Signore e gli aveva asciugato i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato. 3 Le sorelle mandarono dunque a dirgli: «Signore, ecco, il tuo amico è malato». 4 All'udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non è per la morte, ma per la gloria di Dio, perché per essa il Figlio di Dio venga glorificato». 5 Gesù voleva molto bene a Marta, a sua sorella e a Lazzaro. 6 Quand'ebbe dunque sentito che era malato, si trattenne due giorni nel luogo dove si trovava. 7 Poi, disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!». 8 I discepoli gli dissero: «Rabbì, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?». 9 Gesù rispose: «Non sono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; 10 ma se invece uno cammina di notte, inciampa, perché gli manca la luce». 11 Così parlò e poi soggiunse loro: «Il nostro amico Lazzaro s'è addormentato; ma io vado a svegliarlo». 12 Gli dissero allora i discepoli: «Signore, se s'è addormentato, guarirà». 13 Gesù parlava della morte di lui, essi invece pensarono che si riferisse al riposo del sonno. 14 Allora Gesù disse loro apertamente: «Lazzaro è morto 15 e io sono contento per voi di non essere stato là, perché voi crediate. Orsù, andiamo da lui!». 16 Allora Tommaso, chiamato Dìdimo, disse ai condiscepoli: «Andiamo anche noi a morire con lui!».
Lincomprensione di Ratto su quale fosse il senso della missione è identica alla incomprensione degli apostoli di Gesù, che si interrogano su quale senso possa avere andare in Giudea dato che ormai Lazzaro è morto. Tommaso Dìdimo, non capisce infatti il senso della decisione di Gesù e lo dice chiaramente. Ormai erano tutti a rischio di morte se mettevano ancora piede in Giudea perché Gesù aveva già pestato i piedi a troppe figure politiche del paese.
Per Tommaso avrebbe avuto senso rischiare la vita per andare a salvare una persona ancora viva. Ma che senso aveva rischiare la vita per andare incontro ad un morto? Tommaso non può che quindi elaborare la soluzione interpretativa più ovvia: si tratta di un suicidio, stanno tornando in Giudea per morire come Lazzaro.
Tommaso non lo dice esplicitamente, ma dalla tensione della sua frase se ne può dedurre che lui farà ciò che gli chiede Gesù esattamente come lo faranno tutti gli altri perché gli sono tutti grati e sottomessi per molte ragioni, ma almeno lui a differenza degli altri si è tolto la soddisfazione di aver messo in chiaro difronte a tutti che a suo avviso quella decisione è pura follia. Non dà insomma del pazzo a Gesù, ma lo lascia intendere.
Anche il Ratto alla fine non dà del pazzo al colonnello anche se lo lascia intendere e se poi decide di partire per la missione suicida è perché dopo tutto, nella scala di valori, ciò che conta è stare con gli amici, costi quel che costi.
Il Padre vostro celeste
Vangelo di Luca capitolo 11 versetti dall11 al 13Per il Ratto il Signore è Colui che ascolta le nostre preghiere e le esaudisce per il nostro Bene. I padri umani come quello di Dillon possono fallire il proprio ruolo di padre mentre il Padre Celeste non fallisce mai.
11 Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pane, gli darà una pietra? O se gli chiede un pesce, gli darà al posto del pesce una serpe? 12 O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? 13 Se dunque voi, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro celeste darà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!
Prima che il gallo canti
Vangelo di Luca, capitolo 22 dal versetto 54 al 65La sequenza è praticamente identica a quella descritta dai Vangeli, ma Ortolani inserisce una battuta finale non presente nel Vangelo è cioè che Gesù "indovinava sempre" chi lo colpiva.
54 Dopo averlo preso, lo condussero via e lo fecero entrare nella casa del sommo sacerdote. Pietro lo seguiva da lontano. 55 Siccome avevano acceso un fuoco in mezzo al cortile e si erano seduti attorno, anche Pietro si sedette in mezzo a loro. 56 Vedutolo seduto presso la fiamma, una serva fissandolo disse: «Anche questi era con lui». 57 Ma egli negò dicendo: «Donna, non lo conosco!». 58 Poco dopo un altro lo vide e disse: «Anche tu sei di loro!». Ma Pietro rispose: «No, non lo sono!». 59 Passata circa un'ora, un altro insisteva: «In verità, anche questo era con lui; è anche lui un Galileo». 60 Ma Pietro disse: «O uomo, non so quello che dici». E in quell'istante, mentre ancora parlava, un gallo cantò. 61 Allora il Signore, voltatosi, guardò Pietro, e Pietro si ricordò delle parole che il Signore gli aveva detto: «Prima che il gallo canti, oggi mi rinnegherai tre volte». 62 E, uscito, pianse amaramente. 63 Frattanto gli uomini che avevano in custodia Gesù lo schernivano e lo percuotevano, 64 lo bendavano e gli dicevano: «Indovina: chi ti ha colpito?». 65 E molti altri insulti dicevano contro di lui.
Nonostante tutto tale battuta è plausibile dato che proprio nei versetti precedenti si ha la conferma che la previsione di Gesù sul futuro rinnegamento di Pietro si era attuata in tutto e per tutto. Se Gesù possedeva la precognizione del futuro e quindi presagì sia il tradimento di Giuda che il rinnegamento di Pietro, è altrettanto plausibile che Gesù sapesse il nome di chiunque lo stesse colpendo anche se aveva gli occhi bendati. Il fatto che il brano biblico metta in successione proprio questi due aspetti è conferma di quello che il brano voleva comunicare al lettore: Gesù era in grado di vaticinare il futuro, ma gli uomini che avevano Gesù in custodia, proprio in conseguenza della paura per tutto ciò che non si riesce a comprendere e classificare, reagivano colpendo e umiliando Gesù proprio perché si sentivano colpiti e umiliati dalla Sua figura. Non potevano accettare di trovarsi difronte a qualcuno che sapesse leggere dentro i loro cuori perché loro stessi si vergognavano di ciò che era celato nel loro cuori.
Al monte degli Ulivi
Vangelo di Luca capitolo 22 versetto dal 39 al 46Questo brano del vangelo ha inspirato Ortolani per due sequenze di Rat-man 84, la prima, che vediamo sopra, ripresa in maniera quasi letterale. La seconda è invece sottilmente parafrasata. Dillon a quanto pare conosce la Sacra Scrittura e chiede infatti a Rat-man se per caso si sia addormentato mentre teneva docchio Gesù e Rat-man con una battuta gogliardica conferma di essersi addormentato, quindi proprio come fecero gli apostoli di Gesù che non riuscirono a restare svegli per condividere con Gesù quel momento di preghiera prima dellultima ora che aveva come obiettivo quello di non farli cadere in tentazione. Ma di che tentazione parla Gesù? Presumibilmente la tentazione che è indotta dalla paura della morte. Il cibo è la prima delle tentazioni, mentre è la paura della morte lultima delle tentazioni che colpisce lessere umano. Non a caso la tavola che segue fa riferimento al racconto della tentazione nel deserto.
39 Uscito se ne andò, come al solito, al monte degli Ulivi; anche i discepoli lo seguirono. 40 Giunto sul luogo, disse loro: «Pregate, per non entrare in tentazione». 41 Poi si allontanò da loro quasi un tiro di sasso e, inginocchiatosi, pregava: 42 «Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà». 43 Gli apparve allora un angelo dal cielo a confortarlo. 44 In preda all'angoscia, pregava più intensamente; e il suo sudore diventò come gocce di sangue che cadevano a terra. 45 Poi, rialzatosi dalla preghiera, andò dai discepoli e li trovò che dormivano per la tristezza. 46 E disse loro: «Perché dormite? Alzatevi e pregate, per non entrare in tentazione».
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