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" L'arma invincibile"

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Triste, solo e depresso, Jonathan ha solo un modo per rimettersi in forma: tuffarsi nuovamente nell'avventura!

Per qualche prozac in più
recensione di Riccardo Panichi



TESTI
Sog. e Sce. Federico Memola    

Si riparte. E, come era facile aspettarsi, ritroviamo un Jonathan più fatalista e depresso che mai. Le eredità emotive delle precedenti avventure pesano come macigni sul suo umore, portandolo più volte a pensare alla morte come sollievo dalla sua infelice esistenza.

In questo delicato quadro esistenziale Memola cerca di portare a termine un'operazione molto difficile: costruire una storia dignitosa di contorno. Per l'occasione scomoda dunque le Crimson Seven, il gruppo criminale tutto al femminile che avevamo lasciato ai tempi della morte del loro capo Xenia Kristatos (vedi nn.22/24). La Crimson, comandata ora dall'ambiziosa Inga Beckmann, si trova in Thailandia, cornice scenografica della storia, per rintracciare le rovine di una città perduta, custode di un'arma potentissima. Jonathan invece entra in gioco nel ruolo di mercenario, incrociando la propria strada con Shana, una delle sette Crimson.

Pochi gli elementi di interesse del plot, che si evolve banalmente, senza troppe pretese. Interessanti invece parecchi elementi di contorno: piace innanzitutto il trattamento riservato alle Crimson Seven, un gruppo di personaggi in cui l'autore crede evidentemente molto. Si intravedono infatti accenni di lotte intestine e conflitti tra numerose personalità forti, situazioni che arricchiranno sicuramente il ventaglio di possibilità offerto da un loro (sicuro) ritorno nel prossimo futuro.

Inoltre, abbastanza a sorpresa, Myriam fa un'improvvisa comparsata, dissuadendo Jonathan dai suoi propositi autodistruttivi (un passaggio narrativo indispensabile per riportare la serie su binari di pseudonormalità). L'impressione è che già dai prossimi numeri la vedremo, sebbene in versione divina, più di quanto non ci aspettassimo inizialmente.

Molto importante è la presenza di Max: l'impressione è che il simpatico tigrotto sia diventato un personaggio fisso del cast, alla pari di Jasmine e della stessa Myriam. A proposito di Jasmine, c'è curiosità per il suo ruolo nel futuro della serie: al momento sembra solo poter rincorrere da una parte all'altra del mondo un Jonathan che ha come unico desiderio quello di tagliare con il passato recente.

Una storia, dunque, che risente inevitabilmente della necessità da parte dell'autore di fare chiarezza nel garbuglio emotivo-narrativo ereditato dalla fine della saga. Il risultato è una storia ordinaria, nella quale sono incastonati tuttavia (quasi) alla perfezione gli elementi necessari al proseguio della serie.



DISEGNI
Giacomo Pueroni    

Giacomo Pueroni si conferma su livelli medio-alti, sebbene la sua prova non presenti particolari miglioramenti rispetto all'ultima storia da lui disegnata. Miglioramenti che aspettavamo a buon diritto, poichè il segno dell'autore si era in quel caso rivelato in decisa crescita, con il procedere delle tavole, persino all'interno della stessa storia.

Pueroni dimostra particolare inclinazione per le figure femminili: bellissime le sue Jasmine e Shana, i cui volti rispecchiano perfettamente l'appartenenza a etnie ben precise. Jonathan è come al solito espressivo, ma, forse anche a causa della barba incolta, meno incisivo del solito.

Il lavoro di ambientazione della storia è scarso per quanto riguarda il lato paesaggistico; notevole invece la ricostruzione della città nascosta.



GLOBALE
 

Copertina discreta, che soffre forse di una colorazione non impeccabile. Ottimi invece soggetto e inquadratura.
 

 


 
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