Lectio Mirabilis
Scheda IT-MV-97
- Guerra di Toro Seduto, La
valutazione (6,6,5) 78%
E� capitato in precedenza di affermare come Gianfranco Manfredi sia abilissimo nell�arte cos� difficile di raccontare con semplicit� (da ultimo in La carica dei bisonti). In questa occasione per molti versi egli va oltre, innestando su questa ardua semplicit� del narrare la complessit� delle molte vicende umane che si intersecano a costellare di tanti bozzetti la rada trama sovrastante. E soprattutto aggiungendo l�ulteriore lezione di come sia possibile, con estro, convinzione, professionalit� e passione, fare ancora un buon utilizzo delle pi� abusate e raccontate storie per trovare strade poco battute, dove esercitare la propria creativit�, per rinnovare il fascino di ci� che � logoro. Ma principalmente per raccontare una storia vera e solida. Che � il compito di chi fa il lavoro di Manfredi.
Un filo esilissimo
La trama in s� � quasi inesistente, un filo esilissimo che a partire dagli errori di un militare ottuso (il colonnello Reynolds) mette in scena la fase iniziale della guerra tra l�esercito degli Stati Uniti e la confederazione di genti indigene che si riun� sotto la guida dei leader da noi conosciuti come Toro Seduto e Cavallo Pazzo.La trama in s� � la partita a scacchi innescata da quel militare ottuso, che contrappone Toro Seduto al generale Crook.
Dopo novantasei episodi
Una storia raccontata molte volte, ma forse mai cos�Si tratta probabilmente della guerra indiana pi� raccontata della storia, tanto al cinema quanto nel fumetto e nella letteratura, ma � probabile che sia inedito l�approccio �lungo� di Manfredi che giunge infine all�evento centrale della vita del suo personaggio dopo novantasei episodi mensili della testata, oltre novemila tavole di sceneggiatura, nelle quali, tra le altre cose, ha saputo come pochi farci entrare dentro la vita quotidiana dei Sioux, ma anche dei soldati che si contrapporranno loro, e delle trib� che dei soldati saranno alleate contro il popolo adottivo di Magico Vento.
Per apprezzare il "progetto western" di Manfredi, consigliamo, a chi si avvicina per la prima volta alla testata, di reperire qualcuna delle storie presenti nella Top Ten di uBC.
Dietro questa e le prossime storie fino all�albo n.101 si scorge un progetto rigoroso e certosino che travalica largamente il valore che possano avere (avuto) tutti i precedenti novantasei albi, il presente e, arrischiamo, i prossimi fino alla nota conclusione della vicenda, arrivando a comporre l�architettura organica di un�autentica epopea umana, sociale e letteraria.
L�affresco di �La guerra di Toro Seduto� pare riassumere, nella variegata struttura dei personaggi in campo e delle loro relazioni, il senso complessivo della serie, e non a caso una
Un albo che pare riassumere il senso della serie
conoscenza della serie e dei �precedenti� di molti personaggi arricchisce molto la lettura dell�episodio, pur godibile anche a s� stante.
Dando prova di pregevoli doti di sintesi, Manfredi mostra di ciascuno la personalit� e spiega i moventi con grande economia di mezzi; per Toro Seduto gli � sufficiente una sola vignetta a pagina 32 per rappresentarne con efficacia la visione politica, i sogni, i limiti che gli pose la Storia.
Nell�arco delle novantaquattro pagine della storia, osserviamo la maturazione e rivendicazione di autonomia dell�adolescente figlio di Nuvola Rossa, Jack; il delinearsi della personalit� cauta e sfaccettata, politicamente scaltra del generale Crook; la conferma della sostanziale stolidit� di Lungo Sacerdote; l�insufficiente accortezza di Poe nella sua lealt� verso l�amico Ned; il rimpiattino delle responsabilit� tra il colonnello Reynolds e i suoi ufficiali subalterni, figure che Manfredi lascia libere di svelare i propri limiti ed insipienza attraverso le loro azioni; il rigore morale di Cavallo Pazzo e il pragmatismo di Toro Seduto, che pure non bast�; l�ansia di riscatto di Spirito della Notte; l�ingenuit� all�apparenza calcolatrice di Lava Incandescente e, dietro di lui, del leader della nazione Shoshone: Washakie.
Magico Vento potrebbe apparire eccentrico rispetto alla narrazione, una delle voci del coro, spesso periferica rispetto all�azione ed alla riflessione. Manfredi gli riserva invece, a ben vedere, il ruolo di raccordo delle fila dell�albo. E� Ned a rendere evidente la stupidit� della condotta di Lungo Sacerdote; rappresenta il miglior collaboratore possibile per Toro Seduto e Cavallo Pazzo, il solo che comprenda il loro mondo morale e spirituale; capisce alla perfezione Lava Incandescente e ne anticipa il comportamento; porta il giovane Jack a compiere la propria scelta di autonomia; detta la politica da tenere verso i prigionieri; rappresenta per Spirito della Notte l�esempio della sua possibile integrazione; � la sua presenza a innescare le azioni di Poe.
Analisi e sintesi
E� in sostanza l�unico personaggio per il quale Manfredi privilegi l�analisi rispetto alla sintesi, definendolo attraverso la somma delle sue azioni e non l�isolamento di un fatto significativo. Darko Perovic offre un�interpretazione realistica ed efficace, aderente alla sostanza della narrazione.Vedere anche...
Personaggi ed ambienti sono resi con grande attenzione al dettaglio caratterizzante non meno che al quadro d�insieme, alla capacit� evocativa della tavola. Nelle scene notturne i neri sono troppo grevi e finiscono per sovraccaricare le vignette e stancare il lettore, ma le scene diurne e all�aperto restituiscono un naturalismo che va oltre la funzionalit� narrativa per cogliere un pieno soddisfacimento estetico. Magico Vento n.97 - Sergio Bonelli Editore, mensile, in edicola, brossurato � � 2,50Vedere anche...
Scheda IT-MV-97
- Guerra di Toro Seduto, La
valutazione (6,6,5) 78%






Gianfranco Manfredi
Annotazioni estese sull'edizione