Ate' logo, rapaz
Pagina 1
Pagina 2
Pagina 3
Pagina 4 *
Pagina 5
Articolo
- Mister No come un romanzo
la vita spericolata di un grande personaggio - Mister No e la giungla: un destino cui non ci si pu� sottrarre?
riflessioni sul futuro del pilota amazzonico dopo il ritorno a Manaus
Articolo
- Mister No: un tentativo di cronologia
tre o quattro cose che sappiamo di lui
Scheda IT-MN-364-379
- Qualcosa è cambiato
il progresso arriva a Manaus
Pag.4/5 :: Torna a pagina precedente
I vantaggi di essere l'editore
di C.Di ClementeEssere sia l'editore che lo scrittore di fumetti che ha abbandonato la penna da tanti anni può riservare dei vantaggi. Si può tornare a scrivere il personaggio della propria maturità di autore e condurlo nel suo ultimo viaggio. Si possono infrangere le regole ed i controlli editoriali che soffocano e imbrigliano la fantasia degli autori della propria scuderia, permettendosi di raccontare in albi quello a cui altri potrebbero dedicare solo poche pagine, di dilatare i tempi ed i dialoghi, di raccontare fatti non essenziali. Si può scrivere una storia senza avere un'idea di quanto sarà lunga, aggiungendo centinaia di pagine non previste e rendendola in pratica una miniserie, costringere i collaboratori a completare vecchie storie giacenti nel cassetto per dare tempo agli sventurati disegnatori (e in particolare ai fratelli Di Vitto, che proprio nell'occasione principale hanno raggiunto i più alti livelli della loro attività), impegnati in autentici tour de force, di svilupparle graficamente. Si può dare una lezione di stile ai "giovani" autori mostrando come dovrebbe essere una "vera" miniserie: un unico, lungo racconto con un'idea forte alle spalle, degna di emergere dal catino delle idee e composta magari da tante storie separate ma tra loro intrecciate, con rimandi interni e sviluppi che la rendono qualcosa di notevole e dotata di una forte identità. Un ciclo di storie che non solo intrattiene ma incuriosisce e fa riflettere, svelando aspetti sociali ed umani poco noti, intrigando e invogliando all'approfondimento con tante informazioni su un preciso periodo storico, con la potenza di un romanzo.
La differenza tra sfruttare e gestire
disegni di Stefano e Domenico Di Vitto, da Mister No n.364
(c) 2005 Sergio Bonelli Editore

E' un Mister No più che mai brasiliano in questo "lungo addio", immerso in quella realtà nella musica, nelle persone, negli intercalari usati nei discorsiE' un Mister No più che mai brasiliano in questo "lungo addio", immerso in quella realtà nella musica, nelle persone, negli intercalari usati nei discorsi. Nolitta ha applicato, con noi lettori, la regola che aveva dettato a Mister No per spiegare al piccolo
"osserva con attenzione ciò che succede intorno a te, parla con tutti, con quelli della tua razza e con i kikuyu, con i ricchi e con i miserabili... e ficcati tutto qui, nella tua testolina... e anche qui, dentro il tuo cuore! Il resto verrà da solo."
In questa saga abbiamo osservato Mister No (e noi tramite lui) parlare con tutti: piloti di aerei, autisti, baristi, poliziotti, avvocati, trafficanti, contrabbandieri, prostitute, militari, indios, disgraziati... tanti volti ed aspetti che ci raccontano di una realtà complessa ed in evoluzione, cogliendo i punti di vista, le contraddizioni, le motivazioni e le aspirazioni delle parti in causa, i sogni dei poveracci di migliorare le proprie condizioni ed i soprusi a danno dei più deboli, senza propendere per qualcuno in particolare quando il confine tra giusto e sbagliato diventa troppo labile. Guido Nolitta, in una Amazzonia che intorno a Mister No si fa sempre più veloce, ha concesso al suo personaggio ancora dei gesti lenti, come fumarsi una sigaretta in un molo per un'intera tavola, polleggiarsi su un'amaca per pensare all'Amazzonia che fu o farsi una doccia purificatrice con il solito acquazzone improvviso. Lui non si permette di giudicare semplicisticamente il cambiamento di Manaus, pur avendo proprie idee che ci ha esposto con forza sino all'inevitabile resa, ma non lo accetta e se ne va.
Una doccia catartica
disegni di Stefano e Domenico Di Vitto, da Mister No n.376
(c) 2006 Sergio Bonelli Editore

Pazienza per l'umorismo datato, i "gulp!" o l'ingenuità di certe battute, e chiudiamo un occhio di fronte all'eccesso di consapevolezza di tutti (proprio tutti, dal pescatore al pilota d'aereo) nei riguardi dei profondi cambiamenti del Brasile.
Si spera che il riposo dei giusti in cui ora è Mister No non venga interrotto per proporre inutili storie inedite prive di reali spunti di interesseQualche fastidio è rimasto tuttavia per l'anonima copertina finale di Diso, tutt'altro che all'altezza dell'evento, e per il fatalismo imperante di Nolitta, che ha perseguito fino in fondo la sua convinzione che la serie avesse esaurito motivi di interesse (la fine "simbolica" del tucano, o il ragazzino che si addormenta durante il discorso d'addio del "vecchio" Mister No)... come se i valori fondamentali della lealtà e dell'amicizia di cui Jerry è sempre stato testimone possano avere una data di scadenza o cessare d'avere una valenza universale. Come se un prezioso compagno di vita per i suoi lettori, a cui molti nuovi "eroi" bonelliani a termine non sono neppure degni di allacciare le scarpe, debba sempre restare immutabile pur essendo, a tutti gli effetti, una persona prima che un personaggio. Ma questo è un altro discorso...
Si spera che il riposo dei giusti in cui ora è Mister No non venga interrotto per proporre inutili storie inedite prive di reali spunti di interesse. Dopo il maestoso epitaffio di Nolitta che ha spezzato la noiosa assuefazione in cui eravamo rimasti troppo tempo, ora sarebbero troppo dure da digerire e guasterebbero quel gusto allo stesso tempo dolce ed amaro rimastoci dopo "Qualcosa è cambiato". Si può dire infatti che non si poteva sperare di leggere un "addio" più sentito di questo, che resterà probabilmente negli annali della Bonelli come il più grandioso episodio finale di sempre. Per fortuna dei lettori di Mister No, Nolitta ha sfruttato tutti i vantaggi di essere l'editore.
Pag.4/5 :: Continua nella pagina successiva


