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" Il Gladiatore"

TESTI
Soggetto
e
Sceneggiatura
Ricardo Ferrari
DISEGNI
Oscar Capristo

(6k)
Il gladiatore

Impazzire, reincarnarsi. . . forse essere umani
recensione di Vincenzo Oliva


Ricardo Ferrari abbandona la via maestra percorsa negli ultimi anni, fatta di personaggi vuoti come Abigail e Soledad e lastricata di sentimenti buoni quanto stancamente retorici, per costruire una potente allegoria di quello strano animale che è l'Uomo, così intento a vivere nella propria follia fatta di violenza insensata da essere scivolato in una follia ancora più grande, che lo ha ormai portato a dissociarsi dalla realtà in cui il suo corpo è immerso.

In giro per la rete..
L'Eura editoriale
il sito ufficiale della Casa Editrice
E' un racconto morale, questo (non moralistico, si badi bene)? O forse la constatazione dell'immoralità dell'Uomo (o ancora meglio dell'impossibilità di una sua moralità)? La conclusione della vicenda, con la chiosa dell'autore a chiudere la narrazione, ha sufficiente ambiguità da sedurre la curiosità del lettore e la sua propensione a fantasticare e immaginare quale sia l'interpretazione corretta; sempre che un'interpretazione corretta vi sia.

Seducente è anche il disegno di un Oscar Capristo che sembra aver definitivamente abbandonato le fisionomie inespressive, gli sfondi abbozzati e i personaggi imbalsamati di Abigail per sposare un segno energicamente grottesco che traduce perfettamente in immagini il testo di Ferrari. Capristo distorce anatomie e prospettive, crea un universo di espressioni alterate dove la follia ci appare normale, inevitabile.

(53k)
Il Gladiatore e la sua logica
Non resta che chiedersi ancora una volta se Caladus, il Gladiatore, sia completamente folle o assolutamente saggio. Il mondo e gli uomini di Ferrari e Capristo sono figli e padri di violenza, esseri meschini persi dietro obiettivi privi di logica. E' un uomo in mezzo a loro, il Gladiatore, malato della stessa pazzia? O vive come un lupo, obbedendo all'impulso naturale? Uccide, si reincarna, lotta, muore.

Forse l'aspetto di maggior interesse della breve miniserie è proprio in questo margine di ambiguità tra due conclusioni egualmente pessimiste per la nostra storia passata ed il nostro futuro.

E Caladus Sempronio Albo, il guerriero privo di emozioni e sentimenti, esce dalla penna di Ferrari – e ancor più dal pennello allucinato di Capristo – come l'unico eroe possibile di un'umanità molto più spietata di lui: lui che almeno ha il coraggio di vivere la sua follia come tale.


Il Gladiatore di Ricardo Ferrari e Oscar Capristo
(Eura Editoriale) 48pp b/n, su Lanciostory nn.20-23 del 2002 Euro 2,20 spillato


 

 




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