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Favole, favoleee . . . per chi le saprà sognareee . . .
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In questi ultimi anni, l'Eura editoriale Il varo della collana Euramaster, giunta alla soglia dei due anni di vita editoriale, permette poi di riproporre nel loro formato originale i più interessanti (quanto meno commercialmente) tra questi fumetti (dal tempo in cui uBC dedicò alla collana un articolo di presentazione, alle serie in corso di ristampa si è aggiunto Il Principe della Notte di Yves Swolfs); e sulla prestigiosa collana, formuliamo il voto di avere molto presto anche L'Altro Mondo di Rodolphe e di Florence Magnin, tra le più seducenti ed affascinanti proposte dell'Eura in questa prima metà del 2002. Nel presentare l'opera, su Lanciostory n.17, una settimana prima dell'inizio della pubblicazione, Sergio Loss ha scritto: (…) Bene… che cosa poteva nascere da premesse del genere se non un fumetto che definiremmo come il trionfo dell'avventura pura? Di un'avventura, cioè, liberata perfino dai vincoli delle leggi che governano il nostro universo. Ebbene, dissento. Prima e più che avventura, pur presente, quest'opera è puro gioco, è il trionfo di quel bambino che davvero si scava un cantuccio nell'anima di ciascun adulto, ed un cantuccio molto ampio e speciale nell'anima dei narratori di razza.
L'idea di un mondo dove le leggi fisiche non funzionano, e dove anzi hanno corso le leggi del Mondo della Fantasia – un mondo dove le cicogne portano i bambini, la Luna dà luce perché funziona a lampadine; dove il cielo è un tendone di stoffa – non è originalissima, in sé; è tuttavia l'attenzione che pone Rodolphe nella sua costruzione, a fare la differenza. Oltre alla cura messa nel delineare le personalità dei suoi "attori", risalta la naturalezza con cui crea un mondo incantato, di pura fiaba, presentandolo al lettore con la semplicità di un documentarista che ritragga la vita di un prato fiorito in primavera, mantenendo al contempo tutta la capacità di stupire il lettore. E' questa, io credo, la prima chiave di volta dell'opera, questa capacità di sorprendere continuamente offrendo un qualcosa che esce dalla pagina con spontaneità e facilità.
Il momento più delicato di una storia siffatta è certamente il finale, quando l'autore deve fornire una giustificazione razionale al castello di carte edificato, una soluzione che non cada al primo soffio di vento. Non sveliamo come Rodolphe ha chiuso l'opera, perché speriamo in una prossima ripubblicazione su Euramaster che permetta a chi non ha letto "L'Altro Mondo" su Lanciostory di poterlo apprezzare nel formato ad esso più consono, ma una cosa possiamo dirla: si tratta di un finale pienamente coerente con il carattere dell'opera, un finale che ripropone fiaba e stupore, malinconia e gioia. E una sottile inquietudine in sottofondo.
L'Altro Mondo di Rodolphe e Florence Magnin
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