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" L'Altro Mondo"

TESTI
Soggetto
e
Sceneggiatura
Rodolphe
DISEGNI
Florence Magnin

(5k)
Jan e Blanche

Favole, favoleee . . . per chi le saprà sognareee . . .
recensione di Vincenzo Oliva


In questi ultimi anni, l'Eura editoriale ha notevolmente rafforzato la presenza sulle pagine delle sue testate di fumetti a colori, per la maggior parte di produzione europea, ed eminentemente di scuola franco-belga, da sempre affiancati a quelli della scuola sudamericana, per lo più in bianco e nero.

Il varo della collana Euramaster, giunta alla soglia dei due anni di vita editoriale, permette poi di riproporre nel loro formato originale i più interessanti (quanto meno commercialmente) tra questi fumetti (dal tempo in cui uBC dedicò alla collana un articolo di presentazione, alle serie in corso di ristampa si è aggiunto Il Principe della Notte di Yves Swolfs); e sulla prestigiosa collana, formuliamo il voto di avere molto presto anche L'Altro Mondo di Rodolphe e di Florence Magnin, tra le più seducenti ed affascinanti proposte dell'Eura in questa prima metà del 2002.

Nel presentare l'opera, su Lanciostory n.17, una settimana prima dell'inizio della pubblicazione, Sergio Loss ha scritto: (…) Bene… che cosa poteva nascere da premesse del genere se non un fumetto che definiremmo come il trionfo dell'avventura pura? Di un'avventura, cioè, liberata perfino dai vincoli delle leggi che governano il nostro universo. Ebbene, dissento. Prima e più che avventura, pur presente, quest'opera è puro gioco, è il trionfo di quel bambino che davvero si scava un cantuccio nell'anima di ciascun adulto, ed un cantuccio molto ampio e speciale nell'anima dei narratori di razza.

In giro per la rete..
L'Eura editoriale
il sito ufficiale della Casa Editrice
Rodolphe scrive un'opera, articolata in due episodi (apparsi su Lanciostory "spezzati" in otto puntate), che dimostra come la leggerezza più totale e l'avventura più gioiosamente ludica possano felicemente coniugarsi con l'intelligenza. La sua penna tratteggia finemente le psicologie dei personaggi, creando per loro un convincente alone di fiabesca sospensione di ogni incredulità. E così anche il percorso di Jan Verne, precipitato sull'Altro mondo dal nostro, molto più prosaico e materiale, è assolutamente credibile, e Jan passerà dalla sottile angoscia all'amore per il suo nuovo ambiente, i nuovi amici e, certamente, quella Blanche che ne conquista il cuore.

L'idea di un mondo dove le leggi fisiche non funzionano, e dove anzi hanno corso le leggi del Mondo della Fantasia – un mondo dove le cicogne portano i bambini, la Luna dà luce perché funziona a lampadine; dove il cielo è un tendone di stoffa – non è originalissima, in sé; è tuttavia l'attenzione che pone Rodolphe nella sua costruzione, a fare la differenza.

Oltre alla cura messa nel delineare le personalità dei suoi "attori", risalta la naturalezza con cui crea un mondo incantato, di pura fiaba, presentandolo al lettore con la semplicità di un documentarista che ritragga la vita di un prato fiorito in primavera, mantenendo al contempo tutta la capacità di stupire il lettore. E' questa, io credo, la prima chiave di volta dell'opera, questa capacità di sorprendere continuamente offrendo un qualcosa che esce dalla pagina con spontaneità e facilità.

(73k)
Le riflessioni di Jan Vern
La seconda chiave è certamente il disegno di Florence Magnin. Se personaggi e luoghi risultano così convincenti lo debbono in non piccola misura al suo disegno curatissimo e dettagliato ma assolutamente narrativo. Le tavole vivono di una ricchezza cromatica dai toni ora tenui ora vivacissimi, quasi sfrenati, che asseconda ed amplifica il tratto fiabesco dell'artista. Il segno appare morbido all'occhio anche nei trionfi di linee verticali che punteggiano l'opera, indizio della capacità di tradurre in immagini il senso profondo della storia, quello stupore fanciullesco per l'insolito e il meraviglioso che sopravanza anche le sottili angosce che di tali elementi sono aspetti integranti.

Il momento più delicato di una storia siffatta è certamente il finale, quando l'autore deve fornire una giustificazione razionale al castello di carte edificato, una soluzione che non cada al primo soffio di vento. Non sveliamo come Rodolphe ha chiuso l'opera, perché speriamo in una prossima ripubblicazione su Euramaster che permetta a chi non ha letto "L'Altro Mondo" su Lanciostory di poterlo apprezzare nel formato ad esso più consono, ma una cosa possiamo dirla: si tratta di un finale pienamente coerente con il carattere dell'opera, un finale che ripropone fiaba e stupore, malinconia e gioia. E una sottile inquietudine in sottofondo.


L'Altro Mondo di Rodolphe e Florence Magnin
(Eura Editoriale) 92pp a colori, su Lanciostory nn.18-25 del 2002 Euro 2,20 spillato

  • episodio "Il Paese Rosso" Lanciostory nn.18-21 46pp
  • episodio "Aldilà del cielo" Lanciostory nn.22-25 46pp


 

 




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