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Sono la croce di ogni amante del fumetto, proprio perchè, manie filologiche a parte, gli adattamenti di formato rischiano seriamente di minare il linguaggio proprio alla base della sua stessa essenza: il meccanismo narrativo. Anche se bisogna ammettere che non necessariamente il risultato finale del rimontaggio è inferiore a quello di partenza, la differenza, come sempre, sta tutta nel rispetto che l'adattore riserva all'opera originale.
Smontaggi e rimontaggi L'occasione per tornare sull'argomento (in precedenza già affrontato a proposito delle ristampe di Hugo Pratt a cura della Lizard) è data dalle due brevi collane a fumetti con le quali la Mondadori ha invaso le edicole estive (e delle quali vi avevamo dato anticipazione nella pagine del dopolavoro del numero scorso).
Tre classici del fumetto nella collana del Giallo Mondadori - (c) 2000 MondadoriSe, da un lato, l'iniziativa è alquanto lodevole (soprattutto per la scelta di riproporre in edizione economica ed a larga tiratura alcuni dei più significativi characters del passato) lasciano tuttavia oltremodo perplessi alcune delle scelte operate a livello di adattamento della collana "gialla": senza esagerazione alcuna, dei tre titoli, tutti adattati per questa edizione dalla Phoenix di Daniele Brolli, quello dedicato a Mandrake è l'unico che mantiene un dignitoso livello di leggibilità, grazie alla fortuita coincidenza del formato originale con quello adottato per la pubblicazione.
senza contare la scarsa qualità di stampa che completa il disastro. Il povero Rip Kirby, invece, colpevole soltanto di possedere una scansione non altrettanto regolare delle vignette, si ritrova a dover subire (oltre ad una pessima qualità stampa forse sufficiente per i testi ma non certo per le immagini, che si "mangia" letteralmente il tratto di Raymond) l'ingiusta condanna di una vignetta ingrandita ogni tre, con l'effetto di banalizzare e, in alcuni casi, addirittura stravolgere il ritmo imposto dall'autore. Ma sorte ancora peggiore è purtroppo toccata al classico di Jacobs: eliminata (per ovvi motivi) la presenza del colore, la serrata ed intrigante narrazione delle sontuose tavole di Blake e Mortimer si perde inesorabilmente in un assurdo patchwork di vignette ora ingrandite ora rimpicciolite, senza logica alcuna, se non quella di riempire alla bell'e meglio lo spazio a disposizione. Così, a vignette rese praticamente illeggibili dalla riduzione si affiancano vignettoni assurdamente sgranati e fuorvianti per il lettore, inopportuni spazi bianchi dove sarebbe necessario imporre velocità all'azione e via di questo passo.
presenta una scansione della pagina completamente stravolta: vignette ridotte fino al limite dell'illeggibilità affiancate ad altre ingrandite all'estremo. E non fanno sentire la loro mancanza nemmeno i refusi; uno per tutti, ma clamoroso: la mancanza di una vignetta a pagina 101, sostituita dalla incompleta riproduzione della sequenza precedente, con tanto di lettering sovrapposto alle immagini, indicativo dello scarso livello di revisione finale al quale il volume è stato sottoposto.
visibile nella tavola dell'edizione in formato originario. Questa, si badi bene, non deve assolutamente essere intesa come una cieca crociata contro il rimontaggio per la salvaguardia di una sterile filologia: la storia del fumetto ci ha regalato anche egregi esempi di riadattamenti di formato (uno per tutti la ristampa a colori di Ken Parker edita dall'Isola Trovata e curata da Maurizio Mantero) spesso eseguiti con esiti più che soddisfacenti e comunque nel rispetto della narrazione. Ma il lato ancor più triste della faccenda, è che la soluzione era a portata di mano: in entrambi i casi infatti sarebbe stato sufficiente adottare il medesimo formato "allargato" (19x24 anzichè il canonico 16x21) utilizzato per il volume Urania dedicato a Jeff Hawke, per evitare il rimontaggio ed ovviare, almeno in parte (in Jacobs è importante anche il colore ai fini narrativi), allo scempio. Da questo punto di vista, se ci si accontenta della comunque scarsa qualità della stampa, i tre titoli di Urania sono invece impeccabili: nel volume dedicato a Font (che fra l'altro costituisce la prima edizione in volume dei suoi racconti, finora editi soltanto su rivista) si è finanche rinunciato ad includere un paio di racconti, perchè in origine a colori, pur di salvaguardarne la leggibilità.
La fantascienza a fumetti debutta sulla storica Urania - (c) 2000 MondadoriIn conclusione dispiace sinceramente dover rilevare ancora una volta l'ennesima mancanza di rispetto nei confronti di un medium sempre più bistrattato: se l'intento era quello di promuovere una riscoperta dei classici, crediamo questa non sia esattamente la maniera migliore. E se, come annunciato, l'iniziativa proseguirà con altri volumi la prossima estate, il nostro consiglio è che anche alla collana del Giallo Mondadori venga dedicata, quantomeno, la stessa cura riservata a quella di Urania.
I dati dei volumi:
I Fumetti di Urania:
(Mondadori) Brossurati, 200-300pp b/n, L.9.900 cadauno
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