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| La posta di uBC/2 |
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Potete partecipare al dopolavoro sia utilizzando l'apposito form, sia scrivendo direttamente al sottoscritto, curatore della rubrica. Buona lettura.
L'estate ormai alle porte si preannuncia ricca di occasioni di riscoperta dei classici bonelliani: tante sono infatte le iniziative in cantiere che vedono coinvolti i personaggi di Via Buonarroti. Si parte con Dylan Dog, al quale è dedicata l'ultima uscita della collana "I classici del fumetto" edita da Rizzoli, che ristampa le due avventure a colori "La storia di Dylan Dog" e "Finchè morte non ci separi", che celebravano rispettivamente i primi 100 numeri ed i primi 10 anni di pubblicazioni della testata. Si prosegue poi con Nathan Never ospite della neonata collana a fumetti di Urania, la storica testata Mondadori dedicata alla narrativa di fantascienza che, parallelamente alla "cugina" collana dedicata al Giallo, esce nelle edicole con una serie di eleganti mallopponi brossurati a fumetti. Assieme a classici mondiali della fantascienza come Jeff Hawke, Il prigioniero delle stelle, Racconti di un futuro imperfetto e Clarke & Kubrick, spazialisti Ltd di Alfonso Font, Nathan si ritaglia il suo spazio con la ristampa delle storiche "Una voce del passato", "Thor 14" e "L'orbita spezzata". Contemporaneamente, per il circuito librario, Daniele Brolli ha annunciato, per i tipi della sua Phoenix, l'uscita della collana Bonelli D'Essai, ristampa integrale e corredata da apparati critici e storici delle più belle avventure bonelliane. I primi due numeri dovrebbero essere dedicati, rispettivamente, a Mister No con la lunga "Mister No va alla guerra" di Nolitta e Diso e a Zagor, con la nostalgica "Zagor racconta" di Nolitta e Ferri.
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Ciao a tutti, mi chiamo Vittorio, ho 33 anni e leggo Zagor da quando ne ho 10! E' un personaggio che ho molto amato fino a qualche tempo fa ma che, PURTROPPO, da qualche anno a questa parte mi lascia del tutto indifferente! Ebbene sì, avete capito bene... Non sono assolutamente d'accordo con tutti coloro che vedono nel nuovo corso zagoriano un ritorno allo stile nolittiano. Ogni mese rimango sconcertato quando leggo gli elogi entusiastici dei lettori che scrivono agli autori per complimentarsi delle bellissime (secondo loro) nuove storie dello spirito con la scure! Ma dico... stiamo scherzando? Queste persone hanno mai letto le storie degli anni '70 e '80? E allora... cos'è che manca oggi che non si riesce più a riproporre? (O NON SI VUOLE?) CICO! Mancano le sue gags, le sue battute, la sua presenza! Chi se ne frega degli speciali??? Cico manca all'interno delle avventure mensili. Tutto è incentrato quasi esclusivamente su Zagor e i personaggi della storia! D'altronde, come si può riuscire a dare importanza a Cico se le sceneggiature sono redatte al computer? FATECI CASO! Ogni storia comincia a pagina 5 e termina a pagina 98, uno, due o tre mesi dopo. E' evidente che vengono tagliate diverse tavole pur di raggiungere questo scopo! Una scelta fatta non si sa per quale misterioso motivo! (Anche se un'idea me la sono fatta: semplicemente devono aver scoperto che in questo modo vendono di più! Alla faccia della qualità! L'unica cosa importante è vendere! Del resto cosa volete aspettarvi da un editore che ha avuto il coraggio di sospendere, solo perchè non aveva le tirature record di Dylan Dog, quello che probabilmente era il miglior fumetto italiano? Sto parlando di Ken Parker!!!). Tornando a Zagor, di certo c'è che le storie sono compresse. Accade tutto subito, non c'è un attimo di respiro. Un montaggio serratissimo che va a discapito della suspence. Già, la suspence... Che fine ha fatto? Ma vi ricordate alcune indimenticabili avventure del passato? Sì che ve ne ricordate. Basta leggere le classifiche delle vostre preferenze! Gli autori devono però capire che non è sufficente far tornare Hellingen, Rakosi, Liberty Sam e prossimamente Kandrax e SuperMike se poi le storie sono insipide!!! GALLIENO FERRI! E' o non è il disegnatore più importante? Perchè allora storie fondamentali come "Passaggio a Nord Est" vengono affidate a Marcello (peraltro troppo cupo e inadatto alle atmosfere zagoriane) e non a lui? Perchè non a lui il ritorno di Frida e del vampiro (personaggi inventati da Ferri!) piuttosto che allo scarso Della Monica? Mah! Un appunto però devo farglielo al grande Gallieno. Se vuole, sa essere ancora oggi GRANDISSIMO, un esempio la bellissima copertina di "Destinazione Africa!", ma troppo spesso, ultimamente, non ha dato il meglio di sè! Ho notato un certo rilassamento in diverse copertine che secondo me sono state disegnate con scarso impegno: forse anche lui ha nostalgia dei tempi passati! Fine dello sfogo!
Caro Vittorio,
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Mi associo al messaggio inviato da Fernando Congedo ("I volti di Tex", posta di Maggio 2000) per ribadire il medesimo concetto, anche se da una posizione nettamente differente: a me, contrariamente a Fernando, non piace per niente il Tex caratterizzato da De La Fuente, forse poco visibile nelle sue storie pubblicate sulla collana mensile, ma ben evidente nel Texone. Non si discute invece sul fatto che De La Fuente sia un professionista di notevole talento e che abbia comunque diritto alla pubblicazione integrale della sua opera. Quella delle "correzioni redazionali" non è certo una novità alla SBE - Tex incluso... - ma rimane comunque una pratica antipatica e soprattutto poco rispettosa della professionalità sia del "corretto" che del "correttore", dato che anche per Monti non deve essere certo piacevole fare il "tappabuchi": sarebbe invece più onesto non arruolare un disegnatore ritenuto "poco adatto alla serie" - e, evidentemente, in redazione è così che la pensano su De La Fuente, visto che i primi piani di Tex nelle sue ultime due storie sono stati sempre riveduti e corretti da Monti - e far disegnare TUTTA la storia nella sua interezza ad un unico disegnatore. Uno a caso: proprio quel Vincenzo Monti che, causa "rattoppi" redazionali, latita dalla serie da diversi anni.
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Vorrei solo lamentarmi per l'andamento che ha imboccato Martin Mystère. Non so se questo sia il luogo piu' adatto... Non apprezzo la quasi totale scomparsa delle sue classiche digressioni colte (p.e. nei nr piu' recenti i riferimenti ai chakra e alla cultura indiana non sono stati minimamente approfonditi); non apprezzo l'introduzione di un approccio psicologico che mi sembra alquanto banale e che va a discapito della trama (l'ultimo Gigante mi e' sembrato una storia alquanto semplicistica nelle premesse e alquanto ovvia e preannunciata nella conclusione), per non parlare di quando sembra riferirsi ad altri personaggi: il Martin Mystère di Morales e' piu' emotivo di Dylan Dog, anche quando si trova davanti a situazioni ben piu' leggere di quelle che in passato ha affrontato con ben altro stile (sara' l'eta' ?); non apprezzo che i disegnatori vengano 'forzati' a imitare lo stile di Alessandrini: Romanini da' risultati davvero deludenti, mentre per Robinson Hart mi pare avesse fatto un buon lavoro (invidio molto Dylan Dog e Nathan Never in cui gli autori possono esprimere piu' pienamente il loro talento). In conclusione, ho la sensazione che ogni nuovo numero di MM somigli sempre piu' a una minestra riscaldata, composto sempre e solo di cose gia' viste, e per di piu' privo di quel tocco elegante che caratterizza le storie di Castelli. Ciao a tutti.
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Innanzitutto voglio farvi i complimenti perchè il sito è veramente ben fatto e le notizie molto interessanti. Vi ho conosciuto da poco, da quando ho iniziato il servizio civile, difatti tutte le volte che non c'è molto da fare mi collego e mi leggo i numeri precedenti del vostro magazine. Proprio leggendo il n.71 o 72 mi sono imbattuto in una notizia a dir poco curiosa, cioè i film di Zagor e Comandante Mark. Volevo infatti sapere se la notizia è vera (o una bufala tipica di Internet) e se li hanno mai fatti vedere qui in Italia, o comunque avere qualche informazione tipo l'anno in cui sono usciti, gli attori, etc... Inoltre, se non l'avete già fatto, potreste fare un articolo sui vari film che sono stati tratti da fumetti. Saluti e buon lavoro da un fan bonelliano contentissimo di Dampyr.
Caro Andrea,
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http://www.acidlife.com/cairo2040/ Cos'è il Cairo2040? E' prima di tutto un luogo dove lo spettatore è allo stesso tempo l'autore, dove la trasparenza e la diffusione delle conoscienze danno modo a chiunque di entrare attivamente nella realizzazione del progetto, in qualsiasi momento. E' il primo tentativo di scrittura collettiva su Internet, ma non solo... Il Cairo2040 vuole esprimere tutto il suo potenziale comunicativo pescando a piene mani da tutto cio' che riguarda le nuove tecnologie. A questo proposito, in seno al progetto m.a.p. (multiple arrangement project) è in corso la stesura di un vero e proprio GDR (Gioco Di Ruolo, in inglese Role Playing Game o rpg), che si differenzia, e in questo senso si distingue, da altri gdr, per l'alto contenuto di "creatività e medianicità". Il gdr di Cairo2040 è un esperienza collettiva da vivere in rete, con la rete e nella rete. Da essa si genera, ed è parte integrante. E' romanzo che si scrive giocando, sono storie che nascono, si sviluppano e vengono dimenticate, è chat, mail, future-web, e altro ancora. Un progetto teso a unire tutti gli strumenti propri di internet per dare vita ad un esperienza creativa nuova e unica. A questo punto la scelta è vostra...scegliere di leggere o di fare, scegliere come gli eventi cambieranno o come questi potranno cambiare la vostra vita, in rete e anche fuori. scegliere anche di non farne parte, siete ancora liberi. ma se deciderete di farne parte sarete nostri. E del Cairo2040. a voi la scelta.
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