Il primo pregio che bisogna riconoscere alla Planet Manga è quello di imparare dall'esperienza.
Da quando, poco dopo il loro esordio, lanciarono Berserk, opera difficilmente qualificabile di uno sconosciuto e ancora acerbo
autore, non hanno mai smesso di scommettere almeno una volta all'anno su una sfida ai "gusti consolidati" dei lettori.
A volte questa sfida l'hanno persa, ma sembrerebbe che le vittorie accumulate continuino ad incoraggiarli. Urasawa Naoki, autore
affermato in Giappone ma, fino a non molti mesi fa praticamente ignoto in Italia, parrebbe essere il fautore di un'altra di queste
vittorie conseguite contro un'immagine limitata dei lettori di manga.
Questo assumendo che la pubblicazione di un'altra opera a poca distanza dal lancio della prima sia un indice del favore del
pubblico. Infatti, dopo "20th Century Boys", fumetto fantapolitico di cui spero di riuscire a parlare nei prossimi mesi,
la Planet ha da ormai un semestre bissato la presenza di Urasawa nei rivenditori con
il "noir" "Monster".
Ma, entrando nel merito dell'opera, vediamo cosa rende "Monster" tanto "inaspettato" da rendere difficile la sua
collocazione sugli scaffali di un "otaku". Innanzitutto, l'ambientazione. Appena il sipario si leva ci troviamo in Germania e,
giusto per chiarire, non in una Germania "addomesticata", da cartolina, ma a Dusseldorf ed in mezzo a cittadini di
Dusseldorf. L'unica concessione patriottica che Urasawa si concede è di fare del protagonista un suo concittadino. Il dottor
Kenzo Tenma è un giovane apprendista chirurgo toccato dal genio. "Scoperto" dal Professor Heinemann
direttore di una quotata clinica di Dusseldorf, vive ormai da tempo in Germania, ha la piena fiducia del suo mentore tanto per le
operazioni difficili, quanto per la stesura di complicate relazioni accademiche, quanto per le relazioni intime, dal momento che
è ufficialmente fidanzato con Eva Heinemann, la bella figlia del direttore.
Questo quadretto è guastato da un piccolo particolare: Tenma è sfruttato dal suo capo per questioni di puro
prestigio. Le operazioni "impossibili" che porta a termine, i documenti che scrive nonchè la scelta stessa di cosa
scrivere (e "chi" operare), sono tutte azioni "in nome del padrone", il quale lo compensa con un buon stipendio e
altri benefici, ma nulla più.
Da qui in poi, il nostro protagonista diventa il dottor Tenma e, quasi sempre, verrà chiamato così. Diventa un po'
meno persona e un po' più "personificazione", della medicina salvifica, ovviamente.
In questo ruolo, rifiuta un ordine del direttore, ed invece di operare un pezzo grosso della politica, opera un bambino di sei anni,
Johan Ribert a cui, apparentemente, un misterioso folle ha sparato alla testa dopo avergli ammazzato i genitori
adottivi. Parafrasando una barzelletta: "l'operazione riesce ma (l'altro) paziente muore". Il dottor Tenma cade in
disgrazia, la volubile Eva lo lascia e di fronte a lui si para un futuro di anonimato sottoqualificato. La sua unica consolazione
è che il suo ultimo paziente è salvo e si riprenderà.
Come tutte le fiabetta didascaliche, anche questa ha il suo "happy-ending": i piani del malvagio padrone vengono scombinati
e lui trova la morte con i suoi tirapiedi. Il dottor Tenma viene risollevato dalla polvere e ottiene un trionfo dopo l'altro.
Questo per quanto riguarda le prime pagine...
"In Monster, l'emergere del 'mostro dentro di noi' non è una sorpresa, ma la norma.
La sorpresa è scoprire che c'è qualcosa di ancora più spaventoso." |
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Ma Urasawa indulge in ciò che nella media dei manga "mainstream" difficilmente si vede: le complicazioni della vita
reale.
Il direttore, infatti, è stato assassinato con il veleno e, apparentemente, solo il dottor Tenma aveva il movente per
eliminarlo, ma, d'altra parte, non sembra aver avuto "l'opportunità". Solo un'altra persona avrebbe potuto avvelenare
le caramelle ingerite dal dottor Heinemann, ma Johan ha solo sei anni. Inoltre, contemporaneamente agli omicidi, lui e la
sua sorellina Anna, in preda ad una sorta di "autismo" dal momento della morte dei genitori adottivi, scompaiono.
Così, l'ispettore Lunge della BKA si trova con due presunti colpevoli di cui nessuno inquisibile, e questo lo disturba
parecchio. Memoria perfetta, acume eccezionale, logica ferrea, nessuna pietà: Lunge è un Holmes senza un Watson a
stemperarne il rigore e, quindi, appare umanamente intollerabile. Non avendo remore di sorta, l'ispettore decide di circoscrivere le sue
attenzioni al dottor Tenma per farlo passare da "perseguitato" a "perseguibile".


Il dottor Tenma all'inizio dell'incubo. (c) 1995 Naoki Urasawa
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Anna Ribert, da piccola. (c) 1995 Naoki Urasawa
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L'ispettore Lunge: una macchina della legge. (c) 1995 Naoki Urasawa
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| Nota: senso di lettura da destra a sinistra
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Completato il "cast" di base, si comincia a scendere nei meandri di un labirinto di misteri che si incrociano dietro ad una
serie di omicidi inspiegabili.
A partire dall'omicidio dei Signori Ribert, genitori adottivi di Johan e Anna, chi c'è dietro l'omicidio seriale di
coppie di anziani coniugi? Chi ha tentato di uccidere Johan e chi ha ucciso il direttore Heinemann?
Dove sono scomparsi Johan e la sua sorellina? E, soprattutto, da dove venivano?
La tentazione di cominciare a rispondere a queste domande è forte, ma, davvero, spero di incuriosirvi quel tanto che basta a
spingervi ad acquistare questo fumetto, se non lo avete già fatto.
Come già detto, vi è in esso un sapore "internazionale" che, penso, lo renda irresistibile ad ogni amante
dell'arte sequenziale.
E' impossibile, infatti, non sentire quel retrogusto di "america latina", nello svolgersi della trama e nel subentrare dei
personaggi.
Il dottor Tenma e gli altri "narratari" sono sì interessanti, ma mai coinvolgenti come le persone che incontrano
nel loro viaggio iniziatico: abbiamo un reporter disilluso, un ex-mercenario che ha adottato la figlia di una donna che ha ammazzato, un
medico di campagna in cerca di redenzione, un killer che invecchia sereno dopo aver scoperto che non può più uccidere, un
educatore in cerca del leader perfetto, un generale che ha scoperto quanto letale possa essere "l'arma definitiva", un
poliziotto corrotto che ama la sua nuova famiglia, un ex-mafioso che scopre cosa veramente voleva dalla vita.
E' quasi impossibile, seguendo le loro brevi "sottotrame", che emozionano quanto quella principale, non pensare a
"Dago" e altri classici della scuola "latina".
Ma, soprattutto, seguendo le loro storie si capisce che non si intende fare la solita "moralina" sul "mostro
dentro". In "Monster", l'emergere del 'mostro dentro di noi' non è una sorpresa, anzi è la norma,
tutti i personaggi si confrontano o stanno confrontandosi con esso e vincono o ne vengono sconfitti. La sorpresa è scoprire che
c'è qualcosa di ancora più spaventoso.
Infine, una menzione merita il tratto di Urasawa Naoki. E' indubbio che ci troviamo di fronte ad un professionista maturo che ha
trovato un suo equilibrio.
Nelle tavole predomina la chiarezza: linee nette e pulite, retini misurati, un'impostazione geometrica che concede poco alla retorica del
dinamismo che ha reso lo "stile manga" famoso. La costruzione delle scene è funzionale alla narrazione e rispetta
convenzioni che, fossimo nel cinema, definiremmo "hollywoodiane": campi e controcampi per i dialoghi, primi piani dei
protagonisti, campi lunghi per introdurre gli ambienti, quasi assenti le "misure" estreme come i dettagli o i primissimi
piani o, all'opposto, le panoramiche. Se il lettore deve "sobbalzare", deve essere la trama a farglielo fare, e non la
vignetta.
Il "character design", chiaramente, è pulito e anatomicamente corretto, con tendenza realistica e conseguente rifiuto
di convenzioni tipiche come i grandi occhioni o gli arti iperdinamici: aleggia, per dirla tutta, un sentore di Europa.
Tirando le somme, ci troviamo di fronte ad un gran bell'esemplare di manga che dimostra come i migliori esponenti di una
"scuola", come un Miyazaki Hayao, un Taniguchi Jiro e, ovviamente, il presente Urasawa, possano creare delle opere davvero
"universali" nella loro capacità di cogliere le migliori specifiche di questa arte e con queste avvincere il lettore.
  
Monster di Naoki Urasawa (testi e disegni)
(Manga Storie/Planet Manga) 220 pp. circa b/n, Euro 4.00, senso di lettura giapponese, periodicità: mensile, fumetto in
corso di pubblicazione.
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