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Ritratto di frontiera recensione di Daniele Frantellizzi
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Nello stesso albo in cui si chiude mestamente la tanto attesa, quanto poi deludente (vedi la recensione di Giorgio Loi), avventura texiana contrassegnata dal ritorno del leggendario Mefisto, prende vita silenziosamente questo nuovo episodio, che vede Tex impegnato a sfatare il rischio di una nuova, potenzialmente catastrofica, guerra indiana.
Nonostante questo, la storia che ci propone Nizzi � piacevole ed intrigante, soprattutto per effetto di alcune sue peculiarit�.
Una su tutte: il bel ritratto che l'autore delinea del soldato di
frontiera dell'epoca. Nello scorrere delle vignette abbiamo occasione di
veder muoversi varie tipologie di militari, dallo scanzonato scanzafatiche
che passa pi� tempo nel saloon che non a fare il suo dovere, al graduato
arrogante e prepotente; dal sergente saggio e comprensivo, al giovane
tenente inesperto.
Le sequenze che ci mostrano i soldati stremati, accaldati, assetati...spesso presi dallo sconforto e da conseguenti scatti d'ira tra loro, ma allo stesso tempo profondamente uniti da un legame affettivo indissolubile, e quindi fortemente scossi dalle morti dei loro compagni, sono un bellissimo ritratto della "vita di frontiera" dell'epoca, nonch� appunto della stessa figura del soldato: scanzonato, scansafatiche, ma allo stesso tempo pronto (o costretto) a rischiare la sua vita, in un susseguirsi di operazioni politico-militari pi� grandi di lui.
Le caratterizzazioni delle varie tipologie di soldato, sono particolarmente
riuscite nei seguenti personaggi:
E' proprio il sergente Ross uno dei personaggi pi� incisivi, e pi� riusciti, dell'intera storia: sempre assolutamente disciplinato e ligio al suo dovere, � la vera "anima" della colonna in marcia; sempre pronto a richiamare al dovere, anche duramente, i suoi uomini nei momenti di insofferenza (vedere ad esempio le scene di pag.30 e di pag.90 del n.505), ma allo stesso tempo prontissimo a rincuorarli con gesti e con parole di conforto nei momenti di crisi (come a pag.83 del n.505).
In tutta questa decorosissima cornice, a sfigurare � paradossalmente...Tex! :-( Non � una novit�, ma Nizzi ci mostra per l'ennesima volta un Tex marginale, un Tex accondiscendente, persino ai soprusi: le pag.55-62 del n.504 sono sconfortanti, da questo punto di vista: non � certo consona del ranger cui ci ha abituati G.L.Bonelli la reazione che questi ha nei confronti del serg.Liddaker nel momento in cui comprende che il militare ha bellamente assassinato senza ragione un'indifesa famiglia di poveri, innocenti, indiani... Tex si limita a minacciarlo, facendosi poi tranquillamente insultare e prendere a pugni da costui senza reagire...! E per chi si aspetta che Tex stia covando rabbia, magari da esprimere una volta giunti al forte facendo il diavolo a quattro con il comandante...ecco che il nostro amato Ranger, una volta indomabile, dice in proposito al colonnello: "Lasciate stare, abbiamo cose pi� importanti di cui parlare." (pag.64 del n.504). Ma come? Il difensore della giustizia assoluta, l'eroe inarrestabile che odia i compromessi ed ogni forma di abuso di potere...che reagisce in tal modo...? Addirittura in seguito sfida il sergente a duello "privato", ma si limita a mandarlo al tappeto con un semplice pugno per poi dirgli:"Per me pu� bastare!" (pag.72 del n.504) Ma � questo lo stesso personaggio che una volta entrava nei saloon e, in caso di qualche insolenza rivolta ad esempio a Tiger Jack, o a chiunque altro, sfidava anche 30 persone contemporaneamente? E' questo lo stesso Tex che un tempo prendeva a cazzotti perfino degli sceriffi, se questi non compivano il loro dovere fino in fondo? Ma non finisce qui: il Tex Nizziano � persino...ingenuo e pivello..!! :-( Non � una novit� nemmeno questa, ma Nizzi gli regala una figura da perfetto novellino (sigh...) nel momento in cui deve inventare un espediente che lo faccia cadere nel tranello tesogli da Hank e Randy... Vedere la sequenza di pag.73 del n.504, ed in proposito anche la scheda della storia: � sconfortante vedere il nostro eroe, con anni di esperienze alle spalle (e che esperienze!), comportarsi in un modo tanto...stupido come fa in tale occasione! Di fronte ad una situazione in cui una persona viene colpita, al buio ed in un luogo solitario, da uno sparo improvviso...cosa fa Tex? Pensa bene di fregarsene del mondo circostante e si limita a precipitarsi sul cadavere... non preoccupandosi minimamente di chi possa aver sparato, anzi: dando a lungo le spalle a tutto il resto, in modo da venir cos� colpito pi� facilmente dall'assassino...! Ma insomma... � possibile che uno scrittore del calibro di Nizzi non riesca a trovare un "trucco" di uno spessore diverso nel momento in cui decide che Tex debba restar vittima di una trappola? E' proprio impossibile risparmiargli queste figure da perfetto idiota..?
Ottimo l'esordio di Miguel Angel Repetto sulla serie. Il disegnatore argentino si presentava come un vero specialista del "fumetto-western", ed in queste tavole conferma tutta la sua fama!
Sono inoltre molto ben riuscite e piacevoli le scene di sparatorie, imbastite con una giusta dose di dinamismo, ed arricchite da frequenti ed intensi primi piani dei vari protagonisti coinvolti, particolare che contribuisce a conferire realismo, e soprattutto spessore emotivo alla vicenda cui il lettore assiste. In particolare, vedere le bellissime sequenze dello scontro notturno al pozzo tra Tex, un gruppetto di soldati, ed un gruppo di indiani Jicarillas (pag.58-62, n.505).
Infine da notare anche la particolare attenzione dedicata dal disegnatore a flora e fauna: gli sfondi desertici sono realistici e suggestivi, nonch� spesso arricchiti da vari animali di contorno che rendono pi� dinamici e pi� "vivi" gli scenari.
Belle entrambe le copertine di Claudio Villa, anche se la prima si riferisce in alla conclusione della storia di Mefisto. In quella del n.505, tra l'altro, Tex � ritratto completamente di spalle, particolarit� non molto frequente nella serie.
In definitiva, una storia molto bella per quello che riguarda il tema di
fondo...ma assolutamente deludente per il ruolo riservato al nostro Tex,
sempre un p� troppo bistrattato dal copione che gli ha riservato Nizzi.
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