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uBC presenta: L'altro ritorno di Mefisto

  • Prefazione
  • Perché e percome "L'altro ritorno"

    La storia

  • Parte 1
  • Parte 2
  • Parte 3
  • Parte 4
  • Parte 5


  • L'altro ritorno di Mefisto

    di Gianluca Casseri


    Mefisto

    Seconda versione revisionata e ampliata

    Soggetto di Gianluca Casseri
    Ispirato all'opera di H. P. Lovecraft
    Con i personaggi creati da Gian Luigi Bonelli

    Parte 1

    La storia inizia nel Montana sud-occidentale, in una delle regioni più impervie delle Montagne Rocciose in territorio USA. Un uomo bianco cavalca attraverso una foresta. Ad un tratto, da dietro una roccia sbuca un enorme orso dall'aspetto minaccioso. L'uomo non si scompone e l'orso si smaterializza come fosse composto di nebbia. Giunto in prossimità di una capanna, smonta da cavallo e vi entra. Seduto all'interno trova un indiano dagli strani lineamenti (orecchie a punta, occhi obliqui, pelle leggermente squamata, portamento ingobbito), che risponde al nome di Xogla e che si rivolge al bianco prima ancora che questi dica una sola parola: "Il mio guardiano non ti ha intimorito. Ciò significa che hai ve-ramente delle conoscenze. Ti stavo aspettando, tu che porti il nome del Dio dei Morti!"

    Il bianco è Yama, il figlio di Mefisto. I due uomini parlano a lungo, seduti intorno al fuoco. Sembra che Xogla sappia che Yama lo cerca da tempo perché intende ottenere qualcosa da lui. In un drammatico colloquio il bianco narra la sua storia nonché quella di suo padre - compresa l'orribile morte - e si dichiara deciso a richiamare in vita il vecchio mago. Yama sa che solamente Xogla ha le conoscenze necessarie per operare il sortilegio. Fu lo stesso Mefisto, quando prese contatto col figlio dal sotterraneo in cui era imprigionato e in cui morì, che gli riferì di aver avuto notizie di Xogla e dei suoi straordinari poteri da uno stregone Hualpai. Yama cercò di rintracciarlo nei mesi precedenti al suo primo scontro con Tex, ma senza riuscirci. Solo adesso, seguendo una labile traccia, ha scoperto dove vive.

    L'indiano conferma che esiste un antico rito, risalente alla notte dei tempi e ignorato anche dai più potenti stregoni, che permette di richiamare in vita un morto, sempre che ricorrano due condizioni. La prima è che le ossa del cadavere non siano state rimosse dal luogo in cui l'uomo è deceduto, la seconda è che lo spirito di un altro essere umano, volontariamente e senza costrizione, scenda nel Regno dei Morti e prenda il posto di colui che viene richiamato alla vita. Sul primo punto Yama assicura Xogla che le ossa di Mefisto giacciono ancora inviolate nel fango del sotterraneo allagato, in Florida. Quanto alla seconda condizione, sarà lui stesso a sostituire il padre: Yama si è reso conto di non essere all'altezza del compito affidatogli da Mefisto - vendicarsi su Tex Willer - quindi farà in modo che il defunto mago torni sulla Terra e riprenda lui stesso la lotta contro l'odiato ranger. Xogla acconsente ad aiutare Yama e i due si mettono in comunicazione con Mefisto nell'Oltretomba. Al momento propizio, attraverso un impressionante rito magico, avviene lo scambio.

    Mefisto è dunque tornato tra i viventi. Fin dalle prime parole che rivolge a Xogla, si capisce che il varcare la soglia tra il mondo dei vivi e quello dei morti per lui non costituisce un trauma. Lo ha già fatto in più occasioni e volontariamente, dopo un primo transito che si verificò a seguito di una straordinaria concomitanza di fattori. Il mago rievoca quello che avvenne molti anni prima, al termine del suo primo scontro con Tex, quando fu catturato dal ranger in Messico e rispedito negli Stati Uniti, insieme alla sorella, per essere impiccato. Ricorda il drammatico viaggio, legato e imbavagliato sul dorso di un mulo, senza cibo e con poca acqua, e di come finì per trovarsi in un tale stato di prostrazione fisica e mentale che gli sembrò di staccarsi dalla realtà. In effetti si accorse che, mentre il suo corpo restava sulla Terra, il suo spirito errava attraverso abissi di spazio e di tempo. La sua fu una vera e propria estasi mistica, nel corso della quale vagò per mondi sconosciuti e parlò con esseri la cui conoscenza potrebbe indurre la pazzia.

    Da quel suo viaggio, durato svariati giorni e notti, riportò delle conoscenze che gli conferirono poteri straordinari, anche se ancora rudimentali. Tra questi, la capacità di apparire come morto e quella di dominare la volontà altrui mediante l'ipnosi. Intanto il suo corpo, in stato semi comatoso, era stato condotto a destinazione fino ad un forte dell'esercito americano. Il medico militare ne constatò il decesso, disponendo la sepoltura. Due soldati trasportarono una rozza cassa fino alla fossa, in un cimitero solitario, ma sul punto di calarvelo udirono un rumore provenire dall'interno. Aperta la bara si trovarono davanti il redivivo Mefisto che ipnotizzò i due, ordinando loro di seppellire la bara vuota, andare a sbronzarsi e quindi dimenticare tutto l'accaduto.

    Sfuggito alla forca, Mefisto iniziò un'altra vita. Incontrò Myriam, una donna che si esibiva in spettacoli di magia nei saloon, e lavorò con lei, forte della sua passata esperienza come prestigiatore. Intanto iniziò a sperimentare i poteri che aveva acquisito durante la trance, riuscendo a ripetere volontariamente lo stato di estasi, e viaggiando in altri mondi dove incontrava strane entità. Myriam lo aiutava nei suoi esperimenti ma ben presto iniziò a provare paura e sgomento per i fenomeni a cui era costretta ad assistere. Quando la donna ebbe un figlio - Blacky, il futuro Yama - cercò di convincere Mefisto ad abbandonare le sue oscure pratiche, ma il mago, che ormai iniziava a rendersi conto della piena portata dei suoi poteri, l'abbandonò.

    Dopo aver vagato in lungo e largo, si avventurò sulle montagne dell'Arizona in cerca di uno stregone Hualpai di cui aveva avuto notizie e con il quale si proponeva di confrontare le proprie conoscenze. Trovato lo stregone, che viveva in solitudine, passò alcuni mesi con lui finché questi perse le vita nel corso di uno spaventoso rito magico. Mefisto sopravvisse al rito anche se la sua mente fu sconvolta. In seguito si unì ad una tribù di Hualpai, soggiogandoli con le sue magie, al punto che essi iniziarono ad adorarlo come un dio. Fu con questi indiani che cercò per la prima volta di vendicarsi su Tex, verso il quale non aveva mai smesso di nutrire un odio sviscerato, ma il suo tentativo fallì come ben sanno i lettori. Da allora tornò più volte a visitare il regno dei morti, riportandone sempre nuove conoscenze e maggiori poteri.



    Continua... continua con la parte 2

     
     


     
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