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uBC presenta: L'altro ritorno di Mefisto

  • Prefazione
  • Perché e percome "L'altro ritorno"

    La storia

  • Parte 1
  • Parte 2
  • Parte 3
  • Parte 4
  • Parte 5


  • L'altro ritorno di Mefisto

    di Gianluca Casseri

    Parte 3

    Tex e i suoi pards arrivano nel Montana e si recano dal comandante del forte, che adesso appare piuttosto sollevato per due buone ragioni: la prima è che per il giorno successivo attende l'arrivo dei sospirati rinforzi; secondo, è stato informato da Washington che il ranger può prendere in mano la situazione. Il comandante mette al corrente i Nostri sulle ultime vicende, e Tex si mostra comprensivo verso l'imbarazzato ufficiale, che non può certo raccontare ai superiori la storia di una magia indiana. Il ranger si rivela tutt'altro che scettico, e assicura il comandante che indagherà su quello che sta succedendo, confidando nell'aiuto dell'esercito qualora ne avesse bisogno.

    Addentratisi nelle foreste, i quattro pards si scontrano con una delle pattuglie di Shoshoni che Mefisto ha inviato in perlustrazione. Dopo una violenta sparatoria riescono a catturare un prigioniero. Dall'interrogatorio a cui lo sottopongono (con i soliti classici metodi) vengono a sapere dell'esistenza di un potente mago bianco che Tex identifica con Yama, non essendo a conoscenza dello scambio. Prima che l'indiano possa dire di più, Mefisto, che con la sua magia sta ispezionando a distanza la foresta per contattare gli esploratori, scopre che Tex è arrivato, e invia uno spirito dei boschi - uno dei servitori degli Antichi - ad invasare il prigioniero. Il tutto può avvenire perché l'indiano è uno degli stessi che Xogla aveva consacrato agli Antichi. Il prigioniero, in preda a una furia bestiale, strappa le corde e si lancia contro Tex, che si vede costretto a imbottirlo di piombo.

    Il giorno seguente i quattro pards si dividono i compiti. Tex e Carson vanno a parlare con Cotton e gli altri cercatori d'oro, che nel frattempo hanno impiantato un campo fortificato nella zona aurifera per difendersi dagli Shoshoni. I due ranger, presentatisi in incognito, cercano di dissuadere i bianchi dai loro propositi bellicosi. Cotton, che è irremovibile, ha dei sospetti sulle reali intenzioni dei due. Non potendoli eliminare al campo - per la presenza di numerosi testimoni - allorché Tex e Carson se ne vanno li fa seguire da un gruppetto di suoi fedelissimi, con il compito di assassinarli e incolpare gli indiani. I sicari, tagliando per una scorciatoia, tendono un agguato ai due pards, ma lungo la medesima pista sopraggiunge un altro bianco che precede di poco i ranger, e la trappola va a monte. Tex e Carson, pistole in pugno, saldano il conto agli assalitori.

    L'uomo che inconsapevolmente li ha aiutati, si presenta ai due ranger come un professore di Boston, Theobald Phillips, intento a svolgere ricerche su certe oscure leggende indiane secondo le quali le foreste circostanti erano abitate in passato (e forse lo sono tuttora) da misteriosi esseri di natura aliena, che si sono sempre tenuti a distanza dagli uomini. Pur non avendo mai dimostrato un'aperta ostilità, è chiaro che questi esseri non gradiscono interferenze. Quali siano le loro intenzioni è un mistero, ma gli indiani ne sono sempre stati alla larga. Da certe antiche pergamene che ha consultato, sembra che queste misteriose entità vengano da un luogo non ben localizzato chiamato Yuggoth, forse un altro pianeta se non addirittura un altro universo. Phillips mostra a Tex alcuni appunti che ha con sé, tra i quali spiccano degli strani simboli che ha ricopiato dalle stesse antiche pergamene. Tra questi, il ranger riconosce quello che era inciso sul corpo dell'indiano catturato. Il professore, che ora appare estremamente inquieto, spiega che si tratta di un simbolo legato ai misteriosi Antichi, anch'essi oggetto delle sue ricerche. Stando alle tradizioni esoteriche, in tempi pre-umani gli abitatori di Yuggoth avrebbero combattuto contro gli Antichi una guerra che aveva come posta il dominio del nostro pianeta, e pare che siano stati proprio quegli esseri a scacciare gli Antichi dalla Terra.

    Mefisto e Xogla, grazie al lavoro dei volonterosi Shoshoni, hanno liberato l'accesso alla grotta rimasto sepolto per secoli. Discesi lungo un profondo e tortuoso cunicolo, con infinite diramazioni, giungono sul fondo della caverna, in un vasto anfratto naturale. Qui si trovano di fronte alla "soglia": un grande cerchio di pietre che recano incisi degli incomprensibili simboli. Lo spazio all'interno del cerchio non è dissimile da quello circostante, ma Xogla afferma che con gli opportuni riti la soglia si aprirà per comunicare con altre dimensioni, e attraverso di essa, quando il tempo sarà propizio, i due stregoni potranno evocare gli Antichi.

    Esplorando l'anfratto, Mefisto si imbatte in un pozzo artificiale, che sprofonda nelle viscere della terra. Osservando le pareti del pozzo, nota che sembra sia stato scavato non dal di sopra, come sarebbe naturale, ma dal di sotto. Alla sua osservazione Xogla si mostra reticente e l'unico commento che rivolge al mago è che gli Antichi arrivarono nel nostro mondo perché qualcuno li chiamò, aprendo la "soglia", prima ancora che l'uomo comparisse sulla Terra. Quindi aggiunge l'augurio che Mefisto non debba mai scoprire chi ha realmente scavato quel pozzo.

    Intanto, Kit e Tiger raggiungono il villaggio di Testa d'Orso per stabilire un primo contatto con gli Shoshoni pacifici. L'anziano capo è preoccupato per i recenti tragici eventi, e conferma ai due pards che una parte dei suoi guerrieri hanno lasciato il campo per unirsi a due diabolici stregoni. Comunque non fornisce loro alcun aiuto perché non intende mettere gli uomini della sua tribù gli uni contro gli altri.

    Kit e Tiger hanno appena lasciato il villaggio, che vengono raggiunti da uno dei guerrieri Shoshoni, Lince Rossa. Questo afferma di non condividere l'atteggiamento neutrale del suo capo, e si offre di guidare i due al covo degli stregoni, nella Valle dell'Ultimo Tuono. In realtà l'indiano è una spia che Mefisto ha astutamente lasciato al campo di Testa d'Orso, e attira i due pards in una trappola. Assaliti dagli Shoshoni fedeli al mago, Tiger riesce a fuggire, mentre Kit - sacrificatosi per salvare l'amico - viene catturato e portato al cospetto di Mefisto, che si rivela al costernato giovane. La sorte riservata a Kit è terrificante: sarà lui a sperimentare per primo il passaggio. Dopo che Xogla ha provveduto all'apertura della "soglia", il figlio di Tex viene obbligato a transitarvi per finire imprigionato in un mondo di tenebre, circondato da forme spettrali. La prigione ha una particolarità in comune con l'Oltretomba: una volta che un uomo vi sia entrato si può richiamarlo nel nostro mondo solamente scambiandolo con un altro. Mefisto già pregusta il momento in cui offrirà a Tex lo scambio.

    Tex e Carson si convincono che - tra gli Shoshoni fedeli ai due stregoni, e i bianchi al seguito di Cotton - le parti in lizza costituiscono un impegno eccessivo per le loro forze, e decidono di richiedere l'intervento dell'esercito. Carson, separatosi da Tex e dal professor Phillips, fa ritorno al forte per sollecitare rinforzi, ma lungo la via viene intercettato da un'altra delle pattuglie di Shoshoni. Il ranger, ferito, cerca di far perdere le sue tracce nella foresta, ma Mefisto, che a distanza dà manforte ai suoi, scatena un altro spirito dei boschi, anche questo un servo degli Antichi. Carson avverte che qualcosa di minaccioso lo sta seguendo. Preso dall'angoscia crolla in terra, sfinito per la perdita di sangue, e cade in preda al delirio durante il quale ha una strana esperienza: gli sembra di vedere una forma vagamente umanoide che passa tra gli arbusti vicino a lui, ed avverte un odore pungente che non riesce a identificare. Poi si rende conto che chi lo inseguiva non è più nelle vicinanze e perde i sensi.

    Nello stesso momento, Mefisto si accorge che qualcosa gli impedisce di operare, e che lo spirito che aveva evocato non risponde più ai suoi ordini. Xogla si mostra preoccupato ed avverte il vecchio mago che una forza contraria si è interposta tra loro e Carson. Alla perplessità di Mefisto, con tono grave risponde che lui ha appreso molto durante la sua permanenza nell'Oltretomba, ma vi sono entità nell'universo che ancora non può comprendere. In ogni modo, prevedendo che Carson una volta raggiunto il forte farà intervenire l'esercito, i due stregoni decidono di richiamare tutti gli Shoshoni schierati nelle foreste, per concentrarli intorno alla Valle dell'Ultimo Tuono. Quanto a Carson, si sveglia il mattino successivo nell'infermeria del forte, dove viene informato che è stato raccolto svenuto da una pattuglia di soldati in perlustrazione. Tutto ciò che gli è rimasto della sua avventura è il ricordo della visione e dello strano odore.

    Continua... continua con la parte 4

     
     


     
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